Il Celio e il suo tesoro nascosto: la Basilica dei Santi Quattro Coronati

Tanti sono i luoghi segreti a Roma che passano molto spesso inosservati agli occhi di molti. Uno di questi è custodito nel rione Celio a soli due passi dal Colosseo dove c’è un luogo mistico e segreto, si tratta della Basilica dei Santi Quattro Coronati un’oasi nel cuore della città eterna. Il complesso con il suo aspetto imponente, sembra una fortezza circondata da possenti mura, un luogo dell’anima dove è possibile incontrare Dio nella bellezza, in uno degli edifici più importanti della storia del medioevo a Roma che si è conservato in tutta la sua bellezza ed unicità.

La Basilica fu costruita nel 499 su una residenza aristocratica romana collocata lungo la via Tuscolana poi divenne un monastero benedettino poi un Palazzo Cardinalizio fondato da Papa Pasquale II nel 1138 ed infine nel 1564 un orfanotrofio affidato alle monache di clausura Agostiniane che si ispirano da sempre alla regola di Sant’Agostino.

Il suo nome è dedicato ai quattro soldati martirizzati Severo, Severiano, Carpoforo e Vittorino colpevoli di non aver voluto giustiziare quattro scultori che si erano rifiutati di scolpire la statua di un idolo pagano.

Il convento è famoso per ospitare un ciclo di affreschi così straordinario risalente alla seconda metà del ‘200 che non si conosceva fino ad allora, in quanto impossibile da visitare essendo la zona interamente di clausura.

Oltrepassare l’arcata d’ingresso ed entrare all’interno delle sue poderose mura è davvero un’esperienza unica, l’ambiente più prestigioso del palazzo cardinalizio, dove si svolgevano banchetti, ricevimenti e si amministrava la giustizia, è l’Aula gotica, al primo piano della Torre Maggiore. Come si evince dal nome, è uno splendido esempio di architettura in stile gotico, che custodisce uno straordinario ciclo pittorico alle pareti, capolavoro del XIII secolo.

Gli affreschi policromi, rimasti nascosti per secoli sotto strati di tinte successive, offrono uno straordinario esempio in cui la tradizione bizantina si fonde con il recupero della classicità antica e con la cultura gotica: compaiono figure umane, che si stagliano su un prezioso sfondo blu e che rappresentano i dodici mesi, al di sopra dei quali sono raffigurate le Arti con le Quattro Stagioni. C’erano anche i Segni Zodiacali, oggi purtroppo perduti. Tra gli altri elementi di rilievo del complesso sono da ammirare i capitelli della chiesa, provenienti da altre costruzioni antiche; l’abside che abbraccia tutte e le tre le navate, unico esempio a Roma; i matronei della chiesa; l’Oratorio di San Silvestro e i suoi affreschi duecenteschi che rappresentano le Storie di Papa Silvestro e dell’Imperatore Costantino I.

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Il 4 novembre si festeggia la Giornata delle Forze Armate

Ogni 4 novembre si festeggia in Italia la festa delle forze armate, dal 1918 in occasione della fine del primo conflitto mondiale – la Grande Guerra – un evento che ha segnato in modo profondo e indelebile l’inizio del ’90​0 e che ha determinato radicali mutamenti politici e sociali.

Istituita nel 1919 la celebrazione del 4 novembre è l’unica festa nazionale che abbia attraversato decenni di storia italiana: dall’età liberale, al fascismo alla Repubblica italiana. La data, che celebra la fine vittoriosa della guerra, commemora la firma dell’armistizio siglato a Villa Giusti​ (Padova) con l’Impero austro-ungarico ed è divenuta la giornata dedicata alle Forze Armate.

Nel 1921, in occasione della celebrazione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, il Milite Ignoto venne sepolto solennemente all’Altare della Patria a Roma.

Con la vittoria nella prima guerra mondiale, l’Italia completò l’unità nazionale, iniziata con il Risorgimento, con l’annessione di Trento e Trieste, tant’è che questo conflitto è considerato la quarta guerra d’indipendenza italiana, sebbene oggi tale termine abbia perso di rilevanza, senza però scomparire.

Nei primi anni ’70 è stata anche festa nazionale, per poi diventare “festa mobile” ed essere celebrata tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre.

Nel corso degli anni ottanta e novanta la sua importanza nel novero delle festività nazionali è andata declinando ma negli anni duemila, grazie all’impulso dato dall’ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, che fu protagonista, all’inizio del XXI secolo, di una più generale azione di valorizzazione dei simboli patri italiani, la festa è tornata a celebrazioni più ampie e diffuse.

Frecce tricolori
Passaggio delle frecce tricolori sull’altare della patria di Piazza Venezia a Roma
Festa delle forze armate 4 novembre
Il personale dell’Aeronautica militare insieme agli uomini e alle donne delle Forze Armate
Festa delle Forze Armate 4 novembre
Il Tricolore colora la Capitale durante le celebrazioni del Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate
L'Aeronautica Milatare a Roma per le celebrazioni del 4 novembre
Una giornata importantissima per il Paese e per le nostre Forze Armate
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Le frecce tricolore sorvolano l’altare della Patria per la Giornata delle Forze Armate

4 novembre Giornata Forze Armate Roma

Le Forze Armate a Piazza Venezia per il 4 novembre
Le Forze Armate marciano su Piazza Venezia per questa giornata di memoria

 

PIAZZA ROBERTO MALATESTA PROTAGONISTA DELLA NUOVA METRO C DI ROMA

Piazza Roberto Malatesta si trova nel quartiere Prenestino-Labicano dove è compresa tra Via Roberto Malatesta e Via Guglielmo degli Ubertini. Le origini della piazza risalgono a quando l’area urbanizzata del Prenestino, fino alla seconda guerra mondiale caratterizzata da villini e limitata principalmente a Via del Pigneto e Via Erasmo Gattamelata, fu espansa in breve tempo fino all’area dell’Acqua Bullicante con una tipologia abitativa intensiva, caratterizzata da palazzi alti anche 7-8 piani. Piazza Roberto Malatesta, realizzata negli anni Cinquanta, fu il fulcro di questo nuovo quartiere. In quegli anni, nel 1956, si decise di dedicarla al condottiero italiano Roberto Malatesta, detto il Magnifico (Roma 1440 – Roma 1482), signore di Rimini e Cesena, in conformità con la toponomastica della zona dedicata ai condottieri.

Oggi la piazza ipogea è situata sotto il livello stradale, ed ospita una delle fermate principali della metro C a servizio delle aree Pigneto e Torpignattara ed è tra le più belle, caratterizzata da dimensioni molto grandi con intorno attività commerciali di ogni genere. I treni della metropolitana attualmente devono andare e tornare sullo stesso binario con attese di 6-12 minuti  finché non entreranno in funzione i nodi di scambio.

La stazione è disposta su più livelli e presenta un ampio atrio con delle bellissime vetrate, le banchine sono ampie e molto pulite… i treni sono privi di conducente perchè automatizzati ed è possibile al suo interno acquistare biglietti per la tratta interessata.

Un fantastico progetto che ha portato e riqualificato ulteriormente questo bellissimo quartiere che per trent’anni è stato un crocevia culturale e commerciale con le sue bellissime vie limitrofe, via R. Malatesta e via di Acqua Bullicante. Da diversi mesi dall’apertura della metropolitana la zona è diventata molto frequentata e la movida notturna si è arricchita di nuove realtà locali come ristoranti, pub, vinoteche e locali alla moda, diventando un nuovo polo attrattivo con il vicino quartiere Pigneto e Appio.

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FORNASETTI A PALAZZO ALTEMPS

A Roma ultimo giorno della mostra Fornasetti Exhibition a Palazzo Altemps, oltre ottocento opera esposte nei cortili del palazzo, nelle sue stanze affrescate e perfino nel bellissimo teatro. Di sala in sala i temi spaziano dal classico, alle rovine dell’antica Roma tutte creazioni nate dall’immaginazione sfrenata e dall’invenzione surrealista di Fornasetti.

La mostra, attraverso i tratti fantastici, giocosi, onirici delle creazioni di Fornasetti, porta in primo piano la duplice anima di Palazzo Altemps. Nato come casa aristocratica dove si sono succeduti componenti delle famiglie Riario, Medici, Orsini, Altemps e Hardouin, nel 1997 diventa la sede del Museo Nazionale Romano dedicata alla storia del collezionismo antiquario. Nel rispetto della vocazione storica della residenza, sono esposte le collezioni di statuaria antica delle grandi famiglie nobili romane.

Disegni, mobili, accessori ripercorrono la produzione dell’Atelier Fornasetti, dagli anni Trenta a oggi, rivelandosi come qualcosa di più di semplici oggetti decorati: “un invito alla fantasia, a pensare”.

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LA ROMA DEL FUTURO: TRA TORRI E PONTI SOSPESI, L’ARCHITETTURA FUTURISTA ARRIVA NELLA CAPITALE

Il nuovo complesso direzionale Ibm alla Fiera di Roma. Il quartier generale della Angelini sulla Tuscolana. Le tre torri per il rettorato di Roma Tre sull’Ostiense. Il raddoppio dell’Eni a Castellaccio. Dopo la ‘Nuvola’ di Fuksas o il Maxxi di Zaha Hadid, l’architettura contemporanea a Roma muove faticosamente i suoi nuovi passi. E lo fa grazie a grandi aziende private, università ed enti di ricerca, realtà desiderose di moderne e prestigiose sedi di rappresentanza.

Fa le cose in grande anche Angelini, la multinazionale romana attiva nel campo della farmaceutica. Per la sua nuova sede, che sorgerà al posto di un edificio di sua proprietà in via Amelia, zona Tuscolana, si è affidata allo studio romano Transit che sta costruendo da diversi mesi un complesso destrutturato con forme asimettriche ed edifici poliformi.

Sempre lo studio Transit ha disegnato il nuovo edificio dell’Eni nel complesso direzionale Eur-Castellaccio, un edificio basso in costruzione sotto il grattacielo dell’ex Provincia.

In attesa della nuova sede Istat a Pietralata, per cui si attende il concorso di progettazione internazionale entro l’estate 2018, completano il quadro della nuova architettura contemporanea a Roma il noto progetto di Dan Meis per lo stadio della Roma e la nuova sede Bnl, dello studio 5+1AA appena inaugurata, a due passi dalla stazione Tiburtina.

(fonte: http://www.dire.it) articolo di Emiliano Pretto

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PROGETTO IBM ALLA FIERA DI ROMA
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PROGETTO IBM ALLA FIERA DI ROMA
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PROGETTO ANGELINI VIA AMELIA
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PROGETTO ANGELINI VIA AMELIA
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Il progetto di Mario Cucinella per il rettorato dell’Università di Roma Tre
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Il progetto di Mario Cucinella per il rettorato dell’Università di Roma Tre
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PROGETTO DAN MEIS STADIO DELLA ROMA
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SEDE BNL TIBURTINA

DOPO PIÙ DI 50 ANNI PALAZZO MERULANA TORNA A RISPLENDERE

Venerdì 11 maggio aprirà al pubblico (con orario continuato dalle 9:00 alle 20:00 per tutto il mese di maggio) dopo 50 anni Palazzo Merulana interamente restaurato.

Sarà uno spazio per la cultura e l’arte a disposizione della città e al suo interno 90 opere  della Fondazione Elena e Claudio Cerasi. Istituita nel 2014, la Fondazione Elena e Claudio Cerasi custodisce una ricca collezione d’arte moderna e contemporanea, principalmente incentrata sull’arte della scuola romana e italiana del Novecento.
La volontà dei fondatori, che sceglie Coopculture come partner è quella di restituire a Roma e ai romani uno spazio che per lungo tempo è stato un vuoto urbano, quello dell’ex-Ufficio di Igiene di Via Merulana 121.
Grazie ad un’importante operazione di ristrutturazione durata più di 5 anni, il Palazzo oggi vive di una dignità ritrovata, configurandosi come punto di contatto di diverse realtà e zone della città.

L’imponente struttura in stile umbertino, che era stata parzialmente abbattuta negli anni Sessanta e poi lasciata in rovina, torna come non l’avete mai vista.  Il Palazzo non sarà un semplice luogo espositivo ma uno spazio per la produzione di eventi culturali con l’obiettivo di coinvolgere tutti i cittadini in uno dei quartieri più multietnici della capitale. Eventi, letture, spettacoli, presentazioni di libri, incontri con autori e scrittori, grandi personalità dell’arte contemporanea, momenti di formazione e di rivalorizzazione di una bella tradizione artigianale e artistica, occasione di incontro anche solo per prendere un caffè leggendo un libro o chiacchierando con gli amici: tutto questo vuole essere Palazzo Merulana, uno spazio per arte e cultura, nuovo anche nella concezione.

PIANO TERRA
Sala delle Sculture

Come il vecchio Ufficio di Igiene, dove il pian terreno era il portico d’ingresso, anche Palazzo Merulana accoglie il visitatore in un portico, ad accesso gratuito con un bookshop e una caffetteria per una piacevole  sosta tra le sculture di Antonietta Raphaël, Lucio Fontana, Pericle Fazzini, Giuseppe Penone e molti altri artisti.
In modo libero e rilassato, potranno instaurare con le opere un rapporto più intimo e non convenzionale. Il mood del piano terra è di distensione e relax, grazie anche al grazioso giardino urbano lontano dalla frenesia di Via Merulana.

SECONDO PIANO
Salone

Cuore pulsante della collezione di Elena e Claudio Cerasi, il secondo piano ospita la maggior parte dell’esposizione pittorica e scultorea di Palazzo Merulana: De Chirico, Balla, Donghi, Capogrossi, Casorati, Pirandello, Severini, Cambellotti, per citarne alcuni.
Uno spazio accogliente e familiare, che invita i visitatori a soffermarsi e accomodarsi sui divani disposti tra le opere. Una passeggiata nel bello, un’esperienza estetica, un tuffo nel Novecento, con uno sguardo verso la contemporaneità, il tutto orchestrato da “Il Direttore delle Stelle” di Jan Fabre, disposto al centro della sala.

TERZO PIANO
Galleria

Uno spazio dinamico affacciato al contemporaneo, con opere, tra gli altri, di Boetti, Schifano, Pirandello e animato dalle mostre temporanee.

QUARTO PIANO
Attico

Un luogo per attività culturali ed eventi enogastronomici..
Il piano ospita anche la “Macchina del Tempo”, un percorso video-fotografico che racconta a ritroso la storia del Palazzo dalle sue origini ad oggi.

Terrazza
Un luogo privilegiato di osservazione su Via Merulana.
Tra gli alti platani, è possibile scorgere i tetti e le cupole della città.

Per maggiori informazioni

http://www.palazzomerulana.it / http://www.coopculture.it

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APERTURA DEFINITIVA FERMATA MUSEO DI SAN GIOVANNI A ROMA

 

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Sabato 12 maggio apre la stazione San Giovanni della metro C. Lo annuncia la sindaca di Roma Virginia Raggi. «Roma e l’Italia ritornano a correre. Abbiamo sbloccato dopo anni di fermo i lavori – ha detto Raggi in conferenza stampa -. Roma comincia a mostrare che le cose si possono fare. Inauguriamo una stazione museo che diventerà operativa. Ce la invidieranno da ogni parte del mondo». La stazione San Giovanni della metro C, molto attesa a Roma, collegherà per la prima volta la terza linea metropolitana della Capitale con la metro A.

Su Metro C «l’obiettivo è proseguire a Colosseo-Fori Imperiali, a piazza Venezia, poi con una fermata su corso Vittorio Emanuele tra piazza Navona e Campo dè Fiori, poi a San Pietro-Ottaviano, a piazzale Clodio e fino, perché no, a Farnesina, con una grossa area di scambio. Si toglierebbe la deviazione iniziale all’auditorium, e la zona dell’Auditorium sarà servita dal tram». Lo ha detto il presidente della commissione Mobilità di Roma, Enrico Stefàno.

Lo studio preliminare elaborato da Roma Metropolitane, spiega una nota del Campidoglio, indica due possibili modelli: un primo con 4 stazioni (San Pietro, Chiesa Nuova, Argentina e piazza Venezia) e un secondo con 3 stazioni (San Pietro, Navona e Venezia).

Lo studio preliminare, elaborato da Roma metropolitane, per la tratta T2 (Fori Imperiali-Clodio Mazzini) individuerà nuove soluzioni progettuali attraverso l’elaborazione di un progetto di fattibilità. Dal momento dell’affidamento delle attività, i tempi stimati per la stesura e approvazione sono di circa 24 mesi. I costi stimati per le attività preliminari di progettazione e di indagine archeologica ammontano a circa 1,6 milioni. L’adozione di scelte progettuali definitive non potrà prescindere dall’esecuzione di indagini archeologiche, che interesseranno i luoghi dove saranno costruite le stazioni e le gallerie della tratta.

A oggi circa 40.000 persone utilizzano la tratta Lodi Pantano, e con l’apertura della nuova stazione metro di San Giovanni si stimano circa 50-60.000 utenti al giorno per poi arrivare in una seconda fase a 100.000 passeggeri. Con la stazione di San Giovanni aumenteranno i collegamenti del quadrante con importanti destinazioni del centro e dei quadranti Sud Est e Ovest della Capitale, grazie alla connessione con numerose linee del trasporto di superficie, che transitano o effettuano capolinea in prossimità della metro. Nei piani dell’amministrazione capitolina, la linea C proseguirà fino a compimento della tratta T2, dai Fori Imperiali a Piazza Mazzini, e andrà anche oltre fino ad arrivare a Farnesina.

L’amministrazione ha indicato i punti imprescindibili da cui partire per l’elaborazione di una Project review dell’opera. Secondo la sindaca di Roma Virginia Raggi «con la prima stazione museo Roma diventa punto di riferimento a livello internazionale. I cittadini potranno valersi di un nuovo punto di congiunzione tra due linee metropolitane, un nodo di scambio fondamentale che produrrà benefici in termini di collegamenti. Una linea che dalla periferia arrivi fino in centro. I cittadini chiedono di proseguire nella progettazione e realizzazione della metro C e l’amministrazione vuole dare risposte per migliorare il servizio di trasporto pubblico e ridurre l’impatto del traffico. L’obiettivo è far arrivare la linea C fino a Clodio Mazzini».

L’assessore alla città in movimento, Linda Meleo, ha spiegato «che con l’apertura della nuova stazione si avranno modifiche alla rete di superficie per rendere i collegamenti più capillari. Sarà istituita anche una nuova linea bus a carattere tangenziale. Tra il nodo di interscambio San Giovanni metro A – metro C e il nodo di interscambio cambio metro ferroviario Piramide Ostiense. Per il futuro della terza linea Roma metropolitane ha elaborato uno studio preliminare in cui sono elencati i possibili modelli da realizzare nella ansa barocca della città mettendo a confronto le alternative progettuali della tratta che attraversa il centro storico, facendo una stima dei vantaggi».

A ROMA ARRIVANO LE GIORNATE FAI DI PRIMAVERA 2018

 

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Le Giornate FAI di Primavera svelano bellezza e tesori d’Italia. Grazie al FAI, il Fondo Ambiente Italiano, nelle giornate del 24 e 25 marzo alcuni dei luoghi più belli del nostro Paese, solitamente inaccessibili, apriranno le loro porte al pubblico.

Giornate FAI di Primavera: cosa visitare a Roma

Tanti i suggestivi luoghi di Roma e dintorni che, grazie alle Giornate FAI di Primavera, si apriranno al pubblico. Le Giornate FAI di Primavera sono anche l’occasione per raccogliere fondi a sostegno del Fai. Per questo all’accesso di ogni luogo verrà chiesto un contributo facoltativo, preferibilmente da 2 a 5 euro.

Villa Massimo

Villa Massimo, oggi sede di una delle più prestigiose Accademie culturali d’Europa, l’Accademia Tedesca a Roma, è una splendida villa suburbana il cui impianto originario risale al XVI sec. Il Casino di Villa Massimo conserva, quasi immutate, le caratteristiche architettoniche e artistiche del periodo di costruzione a inizio ‘700. Il casino ha ospitato nel tempo diplomatici, politici e altri personaggi di rilievo come Eleonora Duse, che vi istituì una casa di cultura per le giovani artiste esordienti. Nel 1910 l’imprenditore e mecenate prussiano Eduard Arnhold acquistò il terreno dai Principi Massimo, con lo scopo di dare ospitalità agli artisti suoi connazionali in Italia, e fece erigere l’edificio centrale e 10 moderni atelier. Il complesso fu poi donato allo Stato prussiano e oggi è sede dell’Accademia Tedesca a Roma. Con un’ampia programmazione di iniziative dei borsisti e di altri artisti importanti, Villa Massimo è la vetrina di ciò che a livello artistico succede in Germania.

Villa Blanc

La commissione da parte del barone Alberto Blanc della sistemazione del parco su via Nomentana all’archeologo Giacomo Boni, segna un momento di grande interesse per la storia dell’architettura e delle arti decorative nella Roma di fine ‘800. La decorazione pittorica e scultorea della Villa costituisce un esempio unico nella cultura architettonica e decorativa romana il cui linguaggio eclettico viene in parte superato e in parte rielaborato con grande libertà anche nell’uso e accostamento di nuovi materiali quali il ferro, il vetro e la ceramica. La realizzazione del casino nobile fu affidata all’ingegner Francesco Mora che assemblò vari corpi di fabbrica in uno schema completamente libero dalle forme di un impianto planimetrico tradizionale, così come è libera la soluzione in alzato tanto da risultare un insieme antologico di forme e materiali tratti da un repertorio che va dal medioevo dei paramenti in mattoni della torre fino ai disegni liberty delle ceramiche invetriate della loggia.

Teatro Villa Torlonia

Sposata Teresa Colonna, Alessandro Torlonia costruì, nel 1840, un Teatro su progetto di Q. Raimondi. Due le facciate: l’entrata sud è un’esedra con serre in ferro e vetro, quella nord consta di tre porticati semicircolari. Entrati nel Teatro, i visitatori accedevano alla platea oppure entravano negli ambienti dell’ala ovest o dell’ala est, del tutto simmetrici: Vestibolo, Sala, Saletta di passaggio, Grande Galleria, Salone Foyer, Piccola Galleria, Salottino Ottagono. La decorazione pittorica è attribuita a C. Brumidi. Tema delle pitture è l’unione di due personaggi importanti: Brumidi vi raffigura il Ratto di Europa, Incontro tra Paride ed Elena, il Giudizio di Paride. L’opera risente dell’eclettismo imperante all’epoca: arte gotica, finti mosaici romani, grottesche, pittura vascolare corinzia. Le statue in stucco rappresentano coppie celebri, come Dante e Beatrice. Fu ultimato nel 1874, nel 1905 vi si iscenò “Il profilo di Agrippina”.

Palazzo Giustiniani

Nel rione S. Eustachio a Roma, alla fine del XVI secolo, fu costruito, per conto di monsignor Francesco Vento, il Palazzo Giustiniani: l’edificio cinquecentesco fu acquistato nel 1590 da Giuseppe Giustiniani, esponente di una delle più ricche e potenti famiglie genovesi. Nella prima metà del XVII secolo i Giustiniani lo fecero ampliare su progetto di Francesco Borromini e rimase per tutto il Settecento il centro della vita culturale romana. La famiglia Giustiniani si estinse alla fine dell’ottocento e soltanto nel 1988 il Senato acquisì la quasi totale disponibilità dell’immobile. Di particolare fascino è la Sala Zuccari, dal nome dell’artista Federico Zuccari, con una superficie decorata a grottesche, arricchita da arazzi secenteschi in cui sono utilizzati fili di rame e di argento. Proprio qui, accanto alla Sala degli Specchi, nella sala boisée, il 27 dicembre 1947, il Capo dello Stato Enrico De Nicola firmò la Carta Costituzionale. Ingresso solo per iscritti FAI.

Palazzo della Marina

Conosciuto dai romani come “Palazzo delle ancore”, l’edificio fu progettato nel 1911 quale nuova sede del Ministero della Marina e, inaugurato nel 1928, divenne per la sua originalità decorativa manifesto della vittoria italiana sul mare nella Grande Guerra. L’edificio, tra le opere più significative dell’architetto Giulio Magni, già collaboratore di Giuseppe Sacconi al Vittoriano, stilisticamente appartiene ad una cultura architettonica fedele ai valori del classicismo. L’apparato pittorico e decorativo interno al palazzo è ricco di allegorie che rimandano al mondo navale e marino, a cui contribuirono artisti indicati dallo stesso Magni: Giuseppe Rivaroli per il soffitto dello Scalone d’Onore, Pieretto Bianco per la Sala della Commissione avanzamento ufficiali, Antonio Calcagnadoro per il soffitto e il fregio del Salone dei Marmi ed infine il veneziano Umberto Bellotto per gli arredi delle sale di rappresentanza e della Biblioteca, uno degli ambienti più suggestivi del Palazzo.

Parco Villa Gregoriana a Tivoli

Boschi, cascate, sentieri, antiche vestigia, grotte naturali, un fiume inghiottito nella roccia e una spettacolare cascata. Poco distante da Roma, al cospetto dei celebri templi romani di Tivoli, Villa Gregoriana è un parco romantico di fine Ottocento, meta di viaggiatori del Grand Tour, artisti, re e imperatori. Il Parco Villa Gregoriana a Tivoli è un bene visitabile tutto l’anno.

IL CHIOSTRO DI SAN GIOVANNI IN LATERANO

Cari amici,

da tempo sapete quanto ci piace scovare ogni volta angoli segreti di Roma per proporvi nuovi ed interessanti itinerari.

Anche questa volta ci siamo riusciti e questo luogo misterioso lo abbiamo scoperto all’interno della meravigliosa Basilica di San Giovanni in Laterano. Si tratta di un angolo di pace, un piccolo spazio fuori dal mondo dove il tempo sembra fermarsi, stiamo parlando del bellissimo CHIOSTRO LATERANENSE.

Il chiostro della Cattedrale di Roma fu costruito nella prima metà del XIII sec. ad opera del celebre marmoraio romano Pietro Vasselletto.

Si tratta del più grande chiostro di Roma, legato all’esistenza in loco di un monastero benedettino, la sua funzione era principalmente quella di raccolta delle acque piovane, ipotesi questa, confermata dalla presenza di un pozzo nella parte centrale chiamato della Samaritana risalente all’età carolingia. Oggi il chiostro rappresenta un grande esempio di architettura cosmatesca.

Quello che colpisce appena superata la soglia di entrata (dal lato sinistro della navata) è questo grande senso di pace quasi surreale ma anche le decorazioni architettoniche e scultoree… ricche di particolari, colorate ma allo stesso tempo eleganti e lineari uno stile intermedio fra il romanico e il gotico.

Le arcate esterne sono decorate con elementi vegetali, alternati a immagini bibliche e allegoriche, la maggior parte delle quali simboleggiano il peccato. Al di sopra delle arcate corre una fascia in mosaico e tarsie marmoree di serpentino e di porfido sormontata da una cornice, nella quale sono scolpiti volti di uomini, di creature mostruose, di leoni e anche di un gatto! Un’iscrizione a mosaico sul lato sud ricorda ai Canonici i doveri della vita religiosa. Si accede al giardino da tre passaggi (lati est, ovest e sud), ai quali fanno da guardia leoni e sfingi; il pozzo al centro si data ai secoli VIII-IX. Lungo le pareti, elementi architettonici, sculture e ornati dall’antica basilica, iscrizioni, lastre tombali, materiale di scavo romano e paleocristiano. 

Non rimane che ritagliarvi un piccolo spazio per visitare questa meraviglia architettonica. Vi ricordiamo che l’entrata alla Basilica di San Giovanni è gratuita ma l’accesso al chiostro ha un costo significativo di soli €5,00.

Piazza di San Giovanni in Laterano 4 – Roma.

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UNA PICCOLA LONDRA NEL CUORE DI ROMA

Roma non smette mai di sorprenderci, con le sue bellezze, i suoi scorci, le bellissime vedute ma anche tante simpatiche stranezze che molto spesso sono delle vere e proprie “curiosità” nascoste, luoghi poco conosciuti ma tutti da scoprire.

Stiamo parlando di Via Bernardo Celentano conosciuta da tutti i romani come la “piccola Londra” infatti, in questa strada sembra di essere improvvisamente catapultati in Inghilterra tra colorati villini a schiera, basse abitazioni con le tipiche porte d’ingresso e scalinate “English Style”.

La via si trova nel quartiere Flaminio a solo tre fermate di tram dalla centralissima piazza del Popolo ed è privata, accessibile solo a piedi il che rende questo angolo residenziale ancora più spettacolare e suggestivo con le sue case basse, strette e attaccate l’una all’altra, con i cancelli tipici inglesi e i giardini adornati in fiore in stile Notting Hill.

Questa via gioiello fu realizzata nel primo decennio del ‘900 per ospitare burocrati e impiegati di alto livello e fu opera dell’architetto Quadrio Pirani padre di molti quartieri residenziali dell’epoca il quale volle sperimentare un nuovo pattern urbano idea magari ispirata proprio dal sindaco anglo-americano dell’epoca Ernesto Nathan.

Un angolo di Roma tutto da scoprire, una bellissima occasione per evadere un momento dal caos cittadino.

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FESTIVAL DI LUCI A VILLA MEDICI

A Roma esiste un meraviglioso parco che sorge sul Pincio che non tutti conoscono, un luogo incantato che regala una vista mozzafiato su Roma e che conserva ancora oggi il fascino e l’aspetto originario del XVI secolo, un angolo di paradiso che si estende per 7 ettari il tutto impreziosito di arte e archittettura.

Stiamo parlando dei bellissimi giardini dell’Accademia di Francia a Roma Villa Medici  che apre per la prima volta in notturna il suo parco attraverso una nuova installazione temporanea chiamata Festival di Luci che ha inaugurato con la mostra “Ouvert la Nuit” la prima di un ciclo di esposizioni di luci che si terrà nei giardini di Villa Medici.

Sarà possibile partecipare a questo suggestivo evento fino al 28 gennaio 2018 (dal venerdì alla domenica) e consisterà in un percorso di installazioni realizzato da artisti internazionali che hanno concepito questo magico luogo come un grande spazio all’aperto… giocando con la luce e il fascino dell’ oscurità interpretando ognuno il suo concetto di spazio e di fantasia.

Il visitatore è invitato a vivere quest’atmosfera, passeggiando di carré in carré e incontrando opere di cui la luce è l’elemento fondante. In questo contesto notturno, la mostra stimola una riflessione sull’oscurità, sulla sua percezione attraverso la luce ma anche attraverso i suoni e l’aria della notte.

Una bellissima iniziativa che darà la possibilità a tutti di intraprendere all’interno di questi meravigliosi giardini una passeggiata notturna magica e suggestiva.

Fino al 28 gennaio 2018
Dalle 17 alle 22, dal venerdì alla domenica

Ingresso libero

Accademia di Francia a Roma – Villa Medici
viale Trinità dei Monti, 1 – 00187 Roma
T +39 06 67611 www.villamedici.it

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IL FANTASTICO TRAMONTO DI OGGI SU ROMA

Questo il fantastico tramonto di oggi su Roma… ecco i migliori scatti catturati in diversi punti della città,uno spettacolo da togliere il fiato!

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