Annunci

Giardino di Ninfa, il giardino più bello del mondo

Giardino di Ninfa, il giardino più bello del mondo secondo il The New York Time!

“Ecco ninfa, ecco le favolose rovine di una città che con le sue mura, torri, chiese, conventi e abitati giace mezzo sommersa nella palude, sepolta sotto l’edera foltissima.

In verità questa località è più graziosa della stessa Pompei, le cui case s’innalzano rigide come mummie tratte fuori dalle ceneri vulcaniche”

(Ferdinand Gregorovius, Passeggiate romane)

Ai piedi dei monti Lepini, in provincia di Latina c’è un luogo di rara e decadente bellezza. Un’oasi nata sulle rovine di una antica città dove crescono alberi e piante secolari.

È un luogo congelato nel tempo, dove forte è il ricordo della piccola città medievale. Se ne trova traccia nei ruderi della chiesa e in quel che resta del castello.

Nel XVIII secolo Papa Zaccaria divenne proprietario dei terreni intorno a Ninfa. Con l’avanzamento della palude sulla via Appia, tutti i transiti si spostarono nei pressi di Ninfa che divenne così dogana e città commerciale.

Nel 1159 furono eletti due Papi e uno di questi, protetto dai Frangipane che all’epoca controllavano Ninfa, fu eletto proprio nella sua chiesa.

La cosa non piacque a Federico Barbarossa che per vendicarsi bruciò la città ma la fine di Ninfa non era ancora arrivata.

Infatti, nel 1300 sotto i Caetani, furono ampliate le mura e il lago, costruite torri, le chiese ed i mulini ad acqua e fiorirono le botteghe artigiane dei commercianti ma nel 1369 per una faida tra il Papa avignonese e quello di Roma, Ninfa venne distrutta ancora una volta a colpi di piccone dalle città vicine e non fu più ricostruita.

Oggi il giardino botanico di Ninfa rappresenta un tipico esempio di giardino all’inglese. La sua costruzione è iniziata negli anni 20 e 30 ad opera della famiglia Caetani.

I ruderi di Ninfa furono subito restaurati, la zona bonificata e le piante, per lo più esotiche, provenienti dai viaggi della famiglia all’estero, colorarono il parco.

Lelia l’ultima rappresentante della famiglia Caetani, che ha posseduto Ninfa e Sermoneta per 700 anni purtroppo morì senza lasciare eredi quindi, il castello e il giardino andarono alla Fondazione Caetani che ad oggi si occupa della gestione del giardino.

Inoltre, intorno allo stesso è sorta un’oasi del WWF per la salvaguardia della flora e della fauna del luogo.

All’interno del giardino si trovano ciliegi e meli ornamentali che in primavera fioriscono in maniera spettacolare, varietà di magnolie decidue, betulle, iris palustri e una sensazionale varietà di aceri giapponesi.

Il tutto per un totale di 8 ettari di estensione, più di 1300 piante introdotte nel giardino e 100 uccelli censiti, inoltre, il giardino di Ninfa è stato dichiarato Monumento Naturale dalla Regione Lazio nel 2000 al fine di tutelare il giardino storico di fama internazionale.

Il giardino è aperto al pubblico soltanto in date stabilite e l’ingresso è regolato da visite guidate al fine di preservare il suo delicato equilibrio ambientale.

L’Oasi di Ninfa è il luogo perfetto per i prossimi weekend di primavera, insieme al Castello di Sermoneta e il Parco Naturale Pantanello.

Per tutte le informazioni potete visitare il sito ufficiale www.giardinodininfa.eu

Scopri il nostro precedente articolo sul tempio dei Mormoni qui: https://romaeternaofficial.com/2019/03/18/chi-sono-i-mormoni-e-perche-hanno-inaugurato-un-tempio-a-roma/

Flora e fauna convivono in un delicatissimo equilibrio ambientale
Flora e fauna convivono in un delicatissimo equilibrio ambientale
Ruderi del bellissimo giardino di Ninfa
Ruderi, torri e mulini all’interno del bellissimo giardino di Ninfa
Annunci

Chi sono i mormoni e perchè è stato costruito un tempio a Roma

Chi sono i Mormoni e perchè hanno inaugurato un tempio a Roma?

Si tratta di una costruzione di ultima generazione dedicata alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni.

Questo nuovo tempio in stile americano che sorge nella zona di settebagni ha inaugurato all’inizio dell’anno dopo 8 anni di lavori.

Dedicato ai fedeli meglio noti come Mormoni, è il centosessantaduesimo luogo di culto di questo credo al mondo, il dodicesimo in Europa

Sarà il punto di riferimento di una comunità che nel nostro paese conta circa 26 mila seguaci per questo hanno inaugurato il loro tempio a Roma.

Il soprannome con cui sono indicati i fedeli deriva da Mormon, il profeta autore di uno dei testi sacri di questa religione. Il Libro di Mormon venne pubblicato all’inizio dell’Ottocento da Joseph Smith.

Predicatore e religioso statunitense, che nel 1830 fondò a Fayette la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni.

Il riferimento a Gesù Cristo nel nome della religione è una rivendicazione di appartenenza al Cristianesimo, di cui i mormoni si dicono parte.

I Mormoni considerano la loro fede come la restaurazione della vera Chiesa cristiana, come organizzata da Gesù ai tempi del Nuovo Testamento.

A differenza delle altre confessioni cristiane, i mormoni hanno diversi libri sacri, inclusa la Bibbia e il Libro di Mormon.

Inoltre, considerano la famiglia di fondamentale importanza tanto che in Italia assegnano ogni anno un premio dedicato proprio ai “Valori della famiglia”.

La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni è la componente maggioritaria del mormonismo ma non è l’unica.

Il gruppo religioso segue uno stile di vita molto rigido, che porta la maggior parte dei suoi membri a isolarsi in comunità rurali, la Chiesa Fondamentalista è l’unica a non avere abbandonato la poligamia.

Si potrebbe pensare che per i mormoni il tempio sia l’equivalente della chiesa per i cattolici, ma non è così.

Normalmente, la domenica i Santi degli ultimi giorni si riuniscono in cappelle diffuse in tutto il mondo, dove tutti possono entrare.

I templi al contrario, sono la “casa del Signore” e dopo la cerimonia ufficiale, l’accesso è consentito solo i membri della Chiesa considerati degni.

I templi mormoni sono anche gli unici luoghi in cui si possono celebrare sacramenti come il battesimo e il matrimonio eterno a favore di coloro che sono morti.

Nel tempio di Roma la cerimonia di dedicazione si è svolta il 10 marzo. Attualmente la struttura non è più accessibile al pubblico.

In molti templi c’è una statua dorata che rappresenta l’angelo Moroni, raffigurato con una tromba poggiata sulle labbra.

L’angelo è ritenuto un antico profeta ed è una figura centrale del Libro di Mormon.

Come tutti i cristiani, anche i mormoni considerano la Capitale una città biblica, dove gli antichi apostoli Pietro e Paolo predicarono il vangelo di Gesù.

Questo ha probabilmente influito sulla decisione di costruire un tempio nella casa del Cristianesimo.

Il complesso è costituito da un edificio polifunzionale, un centro visitatori, una biblioteca e una foresteria oltre ad una grande piazza in marmo e travertino, concepita sul modello di un foro romano, con fontane e giochi d’acqua, aree verdi, aiuole fiorite e ulivi secolari.

Un’opera un’imponete realizzata con materiali di pregio, come il granito sardo per gli esterni, e finiture lussuose.

I costi non sono noti perchè quella mormone è una chiesa ricca, sostenuta dai versamenti di un decimo del guadagno di ognuno dei circa 16 milioni di fedeli sparsi in oltre 150 nazioni. 

Nella nuova chiesa i fedeli si impegneranno in progetti umanitari, soprattutto nei confronti dei migranti e dei rifugiati.

Tra le loro attività c’è anche una clinica mobile per supportare la Croce Rossa Italiana, con 900 pasti al giorno per bisognosi e migranti.

Finalmente il tempio dei Mormoni è stato inaugurato a Roma per maggiori approfondimenti qui il link ufficiale:https://www.lds.org/?lang=ita

Visita il nostro ultimo articolo qui: https://romaeternaofficial.com/2019/03/04/palazzo-rhinoceros-fondazione-alda-fendi/

Credit foto: Luca Parravano

Facciata principale del nuovo tempio dei Mormoni di Roma
Facciata del nuovo tempio dei mormoni a Roma
Esterno del tempio dei Mormoni con piazza e fontane secondo il modello dei fori romani
Piazza con fontane realizzate secondo il modello dei fori romani.
Interno del tempio dei mormoni con dettagli e rifiniture di pregio
Vista degli interni

Le suggestive statue di Gesù con i dodici apostoli
Luce e colori arricchiscono gli interni di questa nuova imponente opera
Le bellissime vetrate a colori realizzate negli stati uniti

FONDAZIONE FENDI PALAZZO RHINOCEROS

Alla scoperta di Rhinoceros il palazzo dedicato all’arte della fondazione Alda Fendi – Esperimenti.

L’area in cui si trova l’edificio, denominata Velabro è di fondamentale  importanza nella Roma antica e si trova accanto alla chiesa di San Giorgio al Velabro e all’ Arco degli Argentari.

Proprio tra la chiesa di San Giorgio e il palazzo rhinoceros è situato l’Arco di Giano, un edificio imponente che si ritiene costruito nella metà del IV secolo d.C.

La fondazione Fendi è la sintesi di un grande lavoro di restauro in quanto l’immobile era in stato fatiscente e di totale abbandono.

È stato un intervento non solo architettonico per la sua struttura e artistico per i suoi contenuti ma anche urbanistico attraverso la riqualificazione dell’area circostante.

Tutto parte dallo spazio espositivo dedicato a mostre, rappresentazioni teatrali e performance, per poi passare all’area ristoro con una terrazza che affaccia sui tetti di Roma.

Sono presenti nel palazzo anche residenze gestite a livello di hôtellerie.  Il progetto è stato realizzato tutto dall’architetto Jean Nouvel che è riuscito a dar vita ad un vero e proprio miracolo architettonico.

Un perfetto connubio tra conservazione e innovazione per una struttura di 3500 metri quadri sviluppata in sei piani dove ogni piano conserva spazi espositivi percorribili da tutti.

Inoltre, 25 mini appartamenti, tutti diversi, in parte in affitto e in parte gestiti dalla Fondazione come residenze d’arte e affidati alle cure di un albergatore creativo del calibro di Kike Sarasola chiamati The Rooms of Rome.

Le gestioni sono diverse, la Fondazione segue la parte non profit, espositiva e culturale mentre il palazzo ospita anche attività imprenditoriali di eccellenza.

Non fa eccezione il tetto dell’edificio, trasformato in ristorante ricercato da uno dei brand più celebri della ristorazione parigina: Caviar Kaspia.

In un colpo solo a Roma arriva un albergatore internazionale, il primo grande progetto romano di Nouvel e una catena di ristoranti di lusso ancora non presente in Italia.

Una cittadella dell’arte in piena regola, piazzata nel luogo esatto dove secondo la leggenda nacque la città di Roma.

Dal 14 dicembre nel nuovo Rhinoceros è esposto in via straordinaria L’Adolescente di Michelangelo, proveniente dal Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo http://www.sanpietroburgo.it/hermitage.asp

L’esposizione, che si terrà fino al 10 marzo 2019, sancisce l’inizio della collaborazione triennale tra la Fondazione e il museo russo.

Questo prestigioso accordo nasce dal desiderio di incrementare i rapporti culturali tra la Russia e l’Italia.

La prima delle opere arrivata è L’Adolescente di Michelangelo, capolavoro ormai definitivamente assegnato al geniale scultore, esposto per la prima volta a Roma.

Realizzato intorno al 1530, il prezioso marmo è uno dei pochissimi lavori del grande scultore conservati all’estero. Giunto in Russia per iniziativa della zarina Caterina II la Grande, che lo acquistò da un banchiere inglese nel 1787.

A Roma, per l’occasione è stato sapientemente illuminato da Vittorio e Francesca Storaro, a evidenziare la potenza creativa del grande artista.

Per tutte le informazioni sulla Fondazione Fendi visita il sito ufficiale: https://fondazionealdafendi-esperimenti.it/

53588489_2338483003051861_3745399820722896896_n
L’arco di Giano con la suggestiva illuminazione di Rhynoceros

53439696_637068576728570_1711282182393167872_n
Prospettiva del Palazzo di Rhynoceros

53208678_387526192063161_3215870442350837760_n
L’adolescente di Michelangelo proveniente dal museo dell’Ermitage di San Pietroburgo in esposizione presso la fondazione Fendi di Roma.

53513206_2000095936961428_3073850528300531712_n
Il suggestivo Arco di Giano

53333197_1972758736186073_2230923815905394688_n
L’innovativa scala della fondazione Rhynoceros un’incredibile lavoro di innovazione e di conservazione

Dolce e Gabbana accende il Natale italiano

A Roma la celebre casa di moda “Dolce e Gabbana” accende il Natale tutto italiano. I due stilisti scelgono “Rinascente” per unirsi in un progetto davvero unico. Una festa dedicata alle atmosfere tipiche italiane del periodo natalizio, una collaborazione che si fonda su valori e tradizioni italiane. Il tutto nel rispetto del territorio, delle culture e dei diversi luoghi. Un racconto fatto di colori, amore e bellezza, un Natale si accende in modo speciale attraverso la creazione di un tipico mercato siciliano. Un tributo all’eccellenza italiana. Uno spazio caratterizzato da carretti, luminarie e bancarelle. Nel mercato esperti artigiani sono a disposizione per personalizzare scarpe, borse e prodotti di bellezza. Qualcosa di unico e speciale per questo Natale con la vendita di dolci e panettoni. Grazie alla collaborazione con la storica pasticceria siciliana Fiasconaro ma anche pasta ed elettrodomestici.

Accendi il tuo Natale e visita qui la Rinascente di Via del Tritone

E’ in arrivo anche il nuovo albero di Piazza Venezia, scopri qui il nuovo Spelacchio

Dolce e Gabbana in Rinascente Roma
Dolce e Gabbana accendono il Natale a Roma

Mercato tipico siciliano per DG
In Rinascente la creazione di un tipico mercato siciliano firmato DG

Dolce e Gabbana interpretano il Made in Italy
Dolce e Gabbana loves Rome

Foto 02-12-18, 15 59 21
Un Natale DG in collaborazione con il pastificio Di Martino

Spelacchio è tornato e sarà bellissimo

Spelacchio è tornato ed è bellissimo. È in arrivo a Roma il nuovo albero di Natale.  Commissionato dal Campidoglio all’ azienda Spertini di Cittiglio per questo è stata scelta la specie abies nordmanniana di 40 anni e 23 metri di altezza. Al contrario del precedente è nato forte e robusto ed è pronto per essere il protagonista della stagione più magica dell’anno.

L’ operazione di trasporto del nuovo albero è molto particolare. I rami più grandi, sono tagliati a Cittiglio e numerati, per poi essere rimontati sul tronco una volta sul posto.

Per l’intera operazione “albero di Natale”, il comune di Roma ha messo a budget 376 mila euro.  Una spesa che è stata possibile grazie a una cospicua sponsorizzazione da parte di Netflix.

In queste ore si trova in rete il nuovo spot a cura di Netflix. Il protagonista è il nuovo abete. Un video ironico dal titolo “spelacchio è tornato” della durata di un minuto e cinquanta. Compaiono le serie più famose di Netflix, e  in cui a parlare è proprio l’albero. Il nuovo Spelacchio sarà acceso in piazza Venezia l’ 8 dicembre e il costo è interamente a carico della famosa piattaforma di streaming.

Guarda qui il video del nuovo albero di Natale targato Netflix: Spelacchio is back

 

Il Celio e il suo tesoro nascosto: la Basilica dei Santi Quattro Coronati

Tanti sono i luoghi segreti a Roma che passano molto spesso inosservati agli occhi di molti. Uno di questi è custodito nel rione Celio a soli due passi dal Colosseo dove c’è un luogo mistico e segreto, si tratta della Basilica dei Santi Quattro Coronati un’oasi nel cuore della città eterna. Il complesso con il suo aspetto imponente, sembra una fortezza circondata da possenti mura, un luogo dell’anima dove è possibile incontrare Dio nella bellezza, in uno degli edifici più importanti della storia del medioevo a Roma che si è conservato in tutta la sua bellezza ed unicità.

La Basilica fu costruita nel 499 su una residenza aristocratica romana collocata lungo la via Tuscolana poi divenne un monastero benedettino poi un Palazzo Cardinalizio fondato da Papa Pasquale II nel 1138 ed infine nel 1564 un orfanotrofio affidato alle monache di clausura Agostiniane che si ispirano da sempre alla regola di Sant’Agostino.

Il suo nome è dedicato ai quattro soldati martirizzati Severo, Severiano, Carpoforo e Vittorino colpevoli di non aver voluto giustiziare quattro scultori che si erano rifiutati di scolpire la statua di un idolo pagano.

Il convento è famoso per ospitare un ciclo di affreschi così straordinario risalente alla seconda metà del ‘200 che non si conosceva fino ad allora, in quanto impossibile da visitare essendo la zona interamente di clausura.

Oltrepassare l’arcata d’ingresso ed entrare all’interno delle sue poderose mura è davvero un’esperienza unica, l’ambiente più prestigioso del palazzo cardinalizio, dove si svolgevano banchetti, ricevimenti e si amministrava la giustizia, è l’Aula gotica, al primo piano della Torre Maggiore. Come si evince dal nome, è uno splendido esempio di architettura in stile gotico, che custodisce uno straordinario ciclo pittorico alle pareti, capolavoro del XIII secolo.

Gli affreschi policromi, rimasti nascosti per secoli sotto strati di tinte successive, offrono uno straordinario esempio in cui la tradizione bizantina si fonde con il recupero della classicità antica e con la cultura gotica: compaiono figure umane, che si stagliano su un prezioso sfondo blu e che rappresentano i dodici mesi, al di sopra dei quali sono raffigurate le Arti con le Quattro Stagioni. C’erano anche i Segni Zodiacali, oggi purtroppo perduti. Tra gli altri elementi di rilievo del complesso sono da ammirare i capitelli della chiesa, provenienti da altre costruzioni antiche; l’abside che abbraccia tutte e le tre le navate, unico esempio a Roma; i matronei della chiesa; l’Oratorio di San Silvestro e i suoi affreschi duecenteschi che rappresentano le Storie di Papa Silvestro e dell’Imperatore Costantino I.

Basilica Quattro CoronatiCiclo di affreschi del Convento dei Santi Quattro CoronatiFoto 05-11-18, 22 28 50Foto 05-11-18, 22 26 46Foto 05-11-18, 22 26 38Foto 05-11-18, 22 27 18Foto 05-11-18, 22 27 21Foto 05-11-18, 22 27 24

Il 4 novembre si festeggia la Giornata delle Forze Armate

Ogni 4 novembre si festeggia in Italia la festa delle forze armate, dal 1918 in occasione della fine del primo conflitto mondiale – la Grande Guerra – un evento che ha segnato in modo profondo e indelebile l’inizio del ’90​0 e che ha determinato radicali mutamenti politici e sociali.

Istituita nel 1919 la celebrazione del 4 novembre è l’unica festa nazionale che abbia attraversato decenni di storia italiana: dall’età liberale, al fascismo alla Repubblica italiana. La data, che celebra la fine vittoriosa della guerra, commemora la firma dell’armistizio siglato a Villa Giusti​ (Padova) con l’Impero austro-ungarico ed è divenuta la giornata dedicata alle Forze Armate.

Nel 1921, in occasione della celebrazione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, il Milite Ignoto venne sepolto solennemente all’Altare della Patria a Roma.

Con la vittoria nella prima guerra mondiale, l’Italia completò l’unità nazionale, iniziata con il Risorgimento, con l’annessione di Trento e Trieste, tant’è che questo conflitto è considerato la quarta guerra d’indipendenza italiana, sebbene oggi tale termine abbia perso di rilevanza, senza però scomparire.

Nei primi anni ’70 è stata anche festa nazionale, per poi diventare “festa mobile” ed essere celebrata tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre.

Nel corso degli anni ottanta e novanta la sua importanza nel novero delle festività nazionali è andata declinando ma negli anni duemila, grazie all’impulso dato dall’ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, che fu protagonista, all’inizio del XXI secolo, di una più generale azione di valorizzazione dei simboli patri italiani, la festa è tornata a celebrazioni più ampie e diffuse.

Frecce tricolori
Passaggio delle frecce tricolori sull’altare della patria di Piazza Venezia a Roma

Festa delle forze armate 4 novembre
Il personale dell’Aeronautica militare insieme agli uomini e alle donne delle Forze Armate

Festa delle Forze Armate 4 novembre
Il Tricolore colora la Capitale durante le celebrazioni del Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate

L'Aeronautica Milatare a Roma per le celebrazioni del 4 novembre
Una giornata importantissima per il Paese e per le nostre Forze Armate

Foto 04-11-18, 11 32 06
Le frecce tricolore sorvolano l’altare della Patria per la Giornata delle Forze Armate

4 novembre Giornata Forze Armate Roma

Le Forze Armate a Piazza Venezia per il 4 novembre
Le Forze Armate marciano su Piazza Venezia per questa giornata di memoria

 

PIAZZA ROBERTO MALATESTA PROTAGONISTA DELLA NUOVA METRO C DI ROMA

Piazza Roberto Malatesta si trova nel quartiere Prenestino-Labicano dove è compresa tra Via Roberto Malatesta e Via Guglielmo degli Ubertini. Le origini della piazza risalgono a quando l’area urbanizzata del Prenestino, fino alla seconda guerra mondiale caratterizzata da villini e limitata principalmente a Via del Pigneto e Via Erasmo Gattamelata, fu espansa in breve tempo fino all’area dell’Acqua Bullicante con una tipologia abitativa intensiva, caratterizzata da palazzi alti anche 7-8 piani. Piazza Roberto Malatesta, realizzata negli anni Cinquanta, fu il fulcro di questo nuovo quartiere. In quegli anni, nel 1956, si decise di dedicarla al condottiero italiano Roberto Malatesta, detto il Magnifico (Roma 1440 – Roma 1482), signore di Rimini e Cesena, in conformità con la toponomastica della zona dedicata ai condottieri.

Oggi la piazza ipogea è situata sotto il livello stradale, ed ospita una delle fermate principali della metro C a servizio delle aree Pigneto e Torpignattara ed è tra le più belle, caratterizzata da dimensioni molto grandi con intorno attività commerciali di ogni genere. I treni della metropolitana attualmente devono andare e tornare sullo stesso binario con attese di 6-12 minuti  finché non entreranno in funzione i nodi di scambio.

La stazione è disposta su più livelli e presenta un ampio atrio con delle bellissime vetrate, le banchine sono ampie e molto pulite… i treni sono privi di conducente perchè automatizzati ed è possibile al suo interno acquistare biglietti per la tratta interessata.

Un fantastico progetto che ha portato e riqualificato ulteriormente questo bellissimo quartiere che per trent’anni è stato un crocevia culturale e commerciale con le sue bellissime vie limitrofe, via R. Malatesta e via di Acqua Bullicante. Da diversi mesi dall’apertura della metropolitana la zona è diventata molto frequentata e la movida notturna si è arricchita di nuove realtà locali come ristoranti, pub, vinoteche e locali alla moda, diventando un nuovo polo attrattivo con il vicino quartiere Pigneto e Appio.

Piazza Roberto Malatesta esternistazione Roberto MalatestaStazione Roberto Malatesta2-Pozzo-TBM-Malatesta-frammenti-di-brocca-1600x1200Piazza Roberto MalatestaFoto 29-10-18, 18 46 40Foto 29-10-18, 18 46 20Foto 29-10-18, 18 45 55

FORNASETTI A PALAZZO ALTEMPS

A Roma ultimo giorno della mostra Fornasetti Exhibition a Palazzo Altemps, oltre ottocento opera esposte nei cortili del palazzo, nelle sue stanze affrescate e perfino nel bellissimo teatro. Di sala in sala i temi spaziano dal classico, alle rovine dell’antica Roma tutte creazioni nate dall’immaginazione sfrenata e dall’invenzione surrealista di Fornasetti.

La mostra, attraverso i tratti fantastici, giocosi, onirici delle creazioni di Fornasetti, porta in primo piano la duplice anima di Palazzo Altemps. Nato come casa aristocratica dove si sono succeduti componenti delle famiglie Riario, Medici, Orsini, Altemps e Hardouin, nel 1997 diventa la sede del Museo Nazionale Romano dedicata alla storia del collezionismo antiquario. Nel rispetto della vocazione storica della residenza, sono esposte le collezioni di statuaria antica delle grandi famiglie nobili romane.

Disegni, mobili, accessori ripercorrono la produzione dell’Atelier Fornasetti, dagli anni Trenta a oggi, rivelandosi come qualcosa di più di semplici oggetti decorati: “un invito alla fantasia, a pensare”.

41393497_469537416863079_1160586960373284864_n41438434_2296033217092827_1591453140295614464_n41497358_1033789916790702_4494631469368475648_n41446595_376708339533417_4910499275600822272_n41493203_1832010400248765_7445826085406638080_n41454261_240382826820580_981258800021372928_n41398898_495307890969623_4042665042833833984_n41423908_239064596802871_1471430000036020224_n41394293_925338937651811_6717826182387073024_n41454236_471586443345267_8666375870178394112_n41500614_536795890091069_183058652981100544_n41547303_234219280603768_5743983614064852992_n41452265_1942266839165044_210893610177003520_n

LA ROMA DEL FUTURO: TRA TORRI E PONTI SOSPESI, L’ARCHITETTURA FUTURISTA ARRIVA NELLA CAPITALE

Il nuovo complesso direzionale Ibm alla Fiera di Roma. Il quartier generale della Angelini sulla Tuscolana. Le tre torri per il rettorato di Roma Tre sull’Ostiense. Il raddoppio dell’Eni a Castellaccio. Dopo la ‘Nuvola’ di Fuksas o il Maxxi di Zaha Hadid, l’architettura contemporanea a Roma muove faticosamente i suoi nuovi passi. E lo fa grazie a grandi aziende private, università ed enti di ricerca, realtà desiderose di moderne e prestigiose sedi di rappresentanza.

Fa le cose in grande anche Angelini, la multinazionale romana attiva nel campo della farmaceutica. Per la sua nuova sede, che sorgerà al posto di un edificio di sua proprietà in via Amelia, zona Tuscolana, si è affidata allo studio romano Transit che sta costruendo da diversi mesi un complesso destrutturato con forme asimettriche ed edifici poliformi.

Sempre lo studio Transit ha disegnato il nuovo edificio dell’Eni nel complesso direzionale Eur-Castellaccio, un edificio basso in costruzione sotto il grattacielo dell’ex Provincia.

In attesa della nuova sede Istat a Pietralata, per cui si attende il concorso di progettazione internazionale entro l’estate 2018, completano il quadro della nuova architettura contemporanea a Roma il noto progetto di Dan Meis per lo stadio della Roma e la nuova sede Bnl, dello studio 5+1AA appena inaugurata, a due passi dalla stazione Tiburtina.

(fonte: www.dire.it) articolo di Emiliano Pretto

img_3882
PROGETTO IBM ALLA FIERA DI ROMA

er7nG9k
PROGETTO IBM ALLA FIERA DI ROMA

Angelini-vista-esterna-kM9G--672x351@Edilizia_e_Territorio
PROGETTO ANGELINI VIA AMELIA

imm2-2-720x426
PROGETTO ANGELINI VIA AMELIA

WEB_RR3_CS_IP_foto_plastico_01_MCA-Archive
Il progetto di Mario Cucinella per il rettorato dell’Università di Roma Tre

Il-progetto-di-Mario-Cucinella-per-il-rettorato-dellUniversità-di-Roma-Tre-1-4
Il progetto di Mario Cucinella per il rettorato dell’Università di Roma Tre

7-Eni
PROGETTO ENI CASTELLACCIO

27480-dan-meis-stadio-della-roma-exterior-southeast-plaza.jpg
PROGETTO DAN MEIS STADIO DELLA ROMA

D6Z4835B
SEDE BNL TIBURTINA