TORNANO LE GIORNATE FAI DI PRIMAVERA!

ATTENZIONE! Per delibera della Questura di Roma, al fine di consentire lo svolgimento della cerimonia celebrativa del “60° Anniversario della Firma dei Trattati di Roma” di sabato 25 marzo che vedrà la partecipazione dei massimi vertici dei paesi membri dell’U.E., la Domus Aurea, l’ Auditorium Mecenate e Palazzo Mattei di Giove non potranno essere aperti al pubblico. Pertanto sarà possibile visitare questi siti SOLO DOMENICA 26 MARZO dalle 10 alle 18 aperti a tutti. Corsie preferenziali per gli Iscritti FAI

Ci siamo sono in arrivo le attesissime Giornate di Primavera del FAI (Fondo Ambiente Italiano) il 25 – 26 Marzo con 1000 luoghi aperti in tutta Italia!

Scopri questa fantastica iniziativa e tutti i luoghi da non perdere che saranno straordinariamente aperti al pubblico su: http://www.giornatefai.it

Noi ci saremo per sostenere la tutela del patrimonio dell’arte e della natura in Italia, ecco le visite straordinarie che riguarderanno la città di Roma:

AUDITORIUM MECENATE: Il cosiddetto Auditorium di Mecenate, così identificato appena scoperto a causa della presenza di una gradinata nell’abside, è stato riconosciuto in realtà come il Ninfeo di un grande triclinio estivo nella vasta e lussuosa residenza di Mecenate, il famoso statista collaboratore ed amico di Augusto. Alla sua funzione di triclinio infatti richiamano sia i versi del poeta greco Callimaco, dipinti sulla parete esterna dell’emiciclo, che alludono agli effetti del vino durante un simposio, sia la ricca decorazione delle nicchie affrescate con elementi mitologici e motivi ornamentali e naturalistici che davano agli ospiti l’impressione di affacciarsi su lussureggianti giardini.

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CENTRO STUDI AMERICANI IN PALAZZO MATTEI DI GIOVE: Il palazzo Mattei di Giove, che occupa la parte sud-orientale della vasta insula Mattei, fu costruito tra la fine del ‘500 e l’inizio del ‘600 per Asdrubale Mattei su progetto di Carlo Maderno. Il suo cortile ornato sulle pareti da una moltitudine di rilievi antichi, come in un museo open air, è uno dei più belli nei palazzi romani. Al piano nobile si conservano magnifici dipinti eseguiti dagli artisti più importanti del primo ‘600 quali Lanfranco, Albani, Pomarancio. Spicca per la sua bellezza la Galleria con gli affreschi di Pietro da Cortona, una delle prime opere dell’artista a Roma.

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DOMUS AUREA: Subito dopo l’incendio del 64 d.C., che distrusse gran parte del centro di Roma, l’imperatore Nerone fece costruire una nuova residenza, molto più grande e più lussuosa di quella che aveva sul Palatino, con le pareti ricoperte di marmi pregiati e le volte decorate d’oro e di pietre preziose: la Domus Aurea. La dimora, che si estende dall’Esquilino al Palatino, è tornata di recente al suo antico splendore, con trentamila metri quadrati di affreschi e di intonaci dipinti, all’interno dei 153 ambienti finora scavati: nella fastosa residenza di Nerone i colori originari, che tanto affascinarono gli artisti del Rinascimento, sono tornati a risplendere nella loro grandiosità.

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PALAZZO BALDASSINI: per il suo palazzo in Via delle Coppelle il giurista Melchiorre Baldassini si rivolse ad Antonio da Sangallo il Giovane il quale, tra il 1515 ed il 1518, eresse “il più comodo e primo alloggiamento di Roma”: ambienti eleganti e splendidamente affrescati da Perin del Vaga ed artisti della scuola di Raffaello, secondo un programma dal significato non ancora interamente chiarito, nel quale “l’avvocato dei poveri” Baldassini riassunse i valori fondanti della sua esistenza.

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COMPLESSO DI TRINITÀ DEI MONTI: Il Collis Hortulorum di epoca romana, dal XV secolo ospita il monastero dei Frati Minimi, l’ordine creato da San Francesco di Paola, per la cui decorazione sono stati chiamati i migliori artisti in Roma. Nel Seicento si arricchisce di mirabili creazioni scientifiche e due strabilianti anamorfosi. La più grandiosa illusione pittorica del convento, tuttavia, viene realizzata da Andrea Pozzo, che trasforma il refettorio nel palazzo delle cento colonne. L’occupazione napoleonica poi determina la dispersione dell’Ordine e il saccheggio del convento. Nel XIX secolo il complesso accoglie la scuola francese voluta da François René de Chateaubriend; tale scelta pedagogica persiste sia sotto la guida delle Suore del Sacro Cuore, sia con l’attuale Communautè de l’Emmanuel.

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