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A ROMA ARRIVANO LE GIORNATE FAI DI PRIMAVERA 2018

 

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Le Giornate FAI di Primavera svelano bellezza e tesori d’Italia. Grazie al FAI, il Fondo Ambiente Italiano, nelle giornate del 24 e 25 marzo alcuni dei luoghi più belli del nostro Paese, solitamente inaccessibili, apriranno le loro porte al pubblico.

Giornate FAI di Primavera: cosa visitare a Roma

Tanti i suggestivi luoghi di Roma e dintorni che, grazie alle Giornate FAI di Primavera, si apriranno al pubblico. Le Giornate FAI di Primavera sono anche l’occasione per raccogliere fondi a sostegno del Fai. Per questo all’accesso di ogni luogo verrà chiesto un contributo facoltativo, preferibilmente da 2 a 5 euro.

Villa Massimo

Villa Massimo, oggi sede di una delle più prestigiose Accademie culturali d’Europa, l’Accademia Tedesca a Roma, è una splendida villa suburbana il cui impianto originario risale al XVI sec. Il Casino di Villa Massimo conserva, quasi immutate, le caratteristiche architettoniche e artistiche del periodo di costruzione a inizio ‘700. Il casino ha ospitato nel tempo diplomatici, politici e altri personaggi di rilievo come Eleonora Duse, che vi istituì una casa di cultura per le giovani artiste esordienti. Nel 1910 l’imprenditore e mecenate prussiano Eduard Arnhold acquistò il terreno dai Principi Massimo, con lo scopo di dare ospitalità agli artisti suoi connazionali in Italia, e fece erigere l’edificio centrale e 10 moderni atelier. Il complesso fu poi donato allo Stato prussiano e oggi è sede dell’Accademia Tedesca a Roma. Con un’ampia programmazione di iniziative dei borsisti e di altri artisti importanti, Villa Massimo è la vetrina di ciò che a livello artistico succede in Germania.

Villa Blanc

La commissione da parte del barone Alberto Blanc della sistemazione del parco su via Nomentana all’archeologo Giacomo Boni, segna un momento di grande interesse per la storia dell’architettura e delle arti decorative nella Roma di fine ‘800. La decorazione pittorica e scultorea della Villa costituisce un esempio unico nella cultura architettonica e decorativa romana il cui linguaggio eclettico viene in parte superato e in parte rielaborato con grande libertà anche nell’uso e accostamento di nuovi materiali quali il ferro, il vetro e la ceramica. La realizzazione del casino nobile fu affidata all’ingegner Francesco Mora che assemblò vari corpi di fabbrica in uno schema completamente libero dalle forme di un impianto planimetrico tradizionale, così come è libera la soluzione in alzato tanto da risultare un insieme antologico di forme e materiali tratti da un repertorio che va dal medioevo dei paramenti in mattoni della torre fino ai disegni liberty delle ceramiche invetriate della loggia.

Teatro Villa Torlonia

Sposata Teresa Colonna, Alessandro Torlonia costruì, nel 1840, un Teatro su progetto di Q. Raimondi. Due le facciate: l’entrata sud è un’esedra con serre in ferro e vetro, quella nord consta di tre porticati semicircolari. Entrati nel Teatro, i visitatori accedevano alla platea oppure entravano negli ambienti dell’ala ovest o dell’ala est, del tutto simmetrici: Vestibolo, Sala, Saletta di passaggio, Grande Galleria, Salone Foyer, Piccola Galleria, Salottino Ottagono. La decorazione pittorica è attribuita a C. Brumidi. Tema delle pitture è l’unione di due personaggi importanti: Brumidi vi raffigura il Ratto di Europa, Incontro tra Paride ed Elena, il Giudizio di Paride. L’opera risente dell’eclettismo imperante all’epoca: arte gotica, finti mosaici romani, grottesche, pittura vascolare corinzia. Le statue in stucco rappresentano coppie celebri, come Dante e Beatrice. Fu ultimato nel 1874, nel 1905 vi si iscenò “Il profilo di Agrippina”.

Palazzo Giustiniani

Nel rione S. Eustachio a Roma, alla fine del XVI secolo, fu costruito, per conto di monsignor Francesco Vento, il Palazzo Giustiniani: l’edificio cinquecentesco fu acquistato nel 1590 da Giuseppe Giustiniani, esponente di una delle più ricche e potenti famiglie genovesi. Nella prima metà del XVII secolo i Giustiniani lo fecero ampliare su progetto di Francesco Borromini e rimase per tutto il Settecento il centro della vita culturale romana. La famiglia Giustiniani si estinse alla fine dell’ottocento e soltanto nel 1988 il Senato acquisì la quasi totale disponibilità dell’immobile. Di particolare fascino è la Sala Zuccari, dal nome dell’artista Federico Zuccari, con una superficie decorata a grottesche, arricchita da arazzi secenteschi in cui sono utilizzati fili di rame e di argento. Proprio qui, accanto alla Sala degli Specchi, nella sala boisée, il 27 dicembre 1947, il Capo dello Stato Enrico De Nicola firmò la Carta Costituzionale. Ingresso solo per iscritti FAI.

Palazzo della Marina

Conosciuto dai romani come “Palazzo delle ancore”, l’edificio fu progettato nel 1911 quale nuova sede del Ministero della Marina e, inaugurato nel 1928, divenne per la sua originalità decorativa manifesto della vittoria italiana sul mare nella Grande Guerra. L’edificio, tra le opere più significative dell’architetto Giulio Magni, già collaboratore di Giuseppe Sacconi al Vittoriano, stilisticamente appartiene ad una cultura architettonica fedele ai valori del classicismo. L’apparato pittorico e decorativo interno al palazzo è ricco di allegorie che rimandano al mondo navale e marino, a cui contribuirono artisti indicati dallo stesso Magni: Giuseppe Rivaroli per il soffitto dello Scalone d’Onore, Pieretto Bianco per la Sala della Commissione avanzamento ufficiali, Antonio Calcagnadoro per il soffitto e il fregio del Salone dei Marmi ed infine il veneziano Umberto Bellotto per gli arredi delle sale di rappresentanza e della Biblioteca, uno degli ambienti più suggestivi del Palazzo.

Parco Villa Gregoriana a Tivoli

Boschi, cascate, sentieri, antiche vestigia, grotte naturali, un fiume inghiottito nella roccia e una spettacolare cascata. Poco distante da Roma, al cospetto dei celebri templi romani di Tivoli, Villa Gregoriana è un parco romantico di fine Ottocento, meta di viaggiatori del Grand Tour, artisti, re e imperatori. Il Parco Villa Gregoriana a Tivoli è un bene visitabile tutto l’anno.

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