I SOTTERRANEI DI PIAZZA NAVONA, ALLA SCOPERTA DELLO STADIO DI DOMIZIANO

Il salotto di Roma, è una delle piazze più belle e conosciute al mondo. Gioiello del Barocco, rappresenta uno straordinario esempio di continuità urbanistica tra epoca romana ei giorni nostri. L’inconfondibile forma allungata della Piazza è stata condizionata dalla presenza dello Stadio di Domiziano, su cui i resti sono stati progressivamente costruiti edifici che ripropongono, quasi perfettamente , l’andamento del monumento antico, incluso lo spazio libero centrale (arena) che è rimasto privo di costruzioni per quasi 2000 anni.

Nel 1936, durante la demolizione delle case esistenti sull’emiciclo dello Stadio, è stato possibile riportare alla luce parte della cavea in corrispondenza dell’accesso principale posto al centro del lato curvo. Tra i materiali rinvenuti nello scavo, vi sono numerosi frammenti scultorei mentre altri resti sono stati individuati in molte cantine dei palazzi di Piazza Navona.

L’area archeologica mai organizzata per il pubblico negli ultimi anni era in stato di degrado e abbandono finché non si è progettato e finanziato un intervento per la sua valorizzazione, esperienza che testimonia una proficua collaborazione tra pubblico e privato.

Il nome deriva dalla parola greca stadion, distanza (180 metri) sulla quale si disputava la più importante delle competizioni dell’agone greco: la corsa. Lo Stadio di Domiziano aveva una forma circense con lati lunghi paralleli, uno dei lati brevi curvilineo e l’altro leggermente obbliguo.

L’edificio unico esempio di stadio in muratura era realizzato in blocchi di travertino e in opera laterizia, il prospetto esterno era scandito in due ordini di arcate poggianti su pilastri con semicolonne. Gli ingressi principali, posti a metà dei lati lunghi e dell’emiciclo , erano caratterizzati da un portico con colonne in marmo. Le gradinate per il pubblico erano divise in settori sovrapposti e potevano ospitare fino a 30.000 persone.

Domiziano ultimo imperatore della dinastia Flavia, istituì nell’ 86 il Certamen Capitolino Iovi, festa dedicata a Giove, che prevedeva gare musicali, ginniche ed equestri. Per dare un’adeguata collocazione agli spettatori fece costruire uno stadio per le competizioni sportive e un Odeon per quelle musicali. Entrambi gli edifici, di tradizione greca, si inserivano in un più generale progetto di riorganizzazione della parte centrale del campo marzio . Utilizzato temporaneamente per i giochi gladiatori dopo l’incendio del Colosseo nel 217 d.C., lo stadio venne restaurato da Alessandro Severo ed era ancora in uso nel IV secolo quando destò l’ammirazione dello storico Ammiano Marcellino.

L’atletica non incontrò mai lo stesso favore dei combattimenti dei gladiatori, della corsa dei carri e la caccia agli animali. Non era inserita nel contesto educativo pubblico e rimaneva lontana dalle patrie consuetudini poichè nella mentalità romana, si preferiva finalizzare ogni sforzo fisico al conseguimento di risultati concreti come la guerra o le opere pubbliche; inoltre era considerata immorale la nudità esibita dagli atleti durante le gare.

Dopo vari tentativi sporadici solo Domiziano riuscì a dotare Roma di un ciclo duraturo di giochi costruendo la Stadio che porta il suo nome. Per rendere attrattiva l’atletica si puntò sull’originalità e spettacolarità delle sue esibizioni.

Con l’abbandono del monumento, successivo al IV secolo, cominciarono le spoliazioni dei materiali da costruzione e l’utilizzazione dei fornici e degli ambulacri dello Stadio come stalle e magazzini. Lo spostamento del mercato cittadino nell’arena dello Stadio accelerò l’occupazione della cavea da parte di edifici che ne ripreserto la forma trasformando definitivamente l’arena in Piazza.

Parte delle scale dello Stadio di Domiziano che portavano alle gradinate superiori ancora visibili nei sotterranei di Piazza Navona
Arco antico ingresso porta nord dello Stadio di Domiziano visibile da Piazza di Tor Sanguigna
Plastico del 1930 dello Stadio di Domiziano
Evoluzione storica di Piazza Navona dalle origini dello Stadio di Domiziano fino ad oggi

Un pensiero riguardo “I SOTTERRANEI DI PIAZZA NAVONA, ALLA SCOPERTA DELLO STADIO DI DOMIZIANO

  1. P I A Z Z A N A V O N A

    Ma tu l’hai vista mai con gli spazzini
    Piazza Navona la mattina presto,
    d’estate, con il sole “ai tre scalini”
    e l’ombra che accarezza tutto il resto?

    Le tre fontane, dritte allineate,
    ora stan quiete e non fan più chiasso,
    chè l’acqua nelle vasche un po’ affossate
    dorme dopo la notte di fracasso,

    che ha visto insieme ricchi e mendicanti,
    giovani con chitarre e donne belle,
    pittori, artisti, maghi e cartomanti,
    soldati e venditori di crispelle.

    Ma appena albeggia torna la gran pace,
    perciò vèdila allor, tutta distesa,
    esiste sol per te e per te tace,
    siccome donna che vuol esser presa.

    Vacci a quell’ora, ma non far lo sciocco . . .
    vacci con un’amica intelligente,
    una che vuol vedere anche il barocco
    . . . ma gli occhi ha sol per te e non nota niente,

    come quei due ragazzi che un dì
    io vidi in San Luigi dei Francesi
    guardare il Caravaggio e sempre lì
    li rincontrai per mesi, mesi e mesi.

    (Sergio Sestolla)

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