IL TEMPIO DI PORTUNO AL FORO BOARIO

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La scoperta dei luoghi più segreti e nascosti di Roma prosegue con le fantastiche iniziative del FAI (Fondo Ambiente Italiano).

Questa settimana Roma Aeterna, grazie alla Delegazione FAI Roma, ha avuto modo di scoprire uno dei tesori di Via Petroselli sul Lungotevere… “Il Tempio Portuno” al Foro Boario.

Tantissime volte percorrendo Via del Teatro Marcello ci siamo trovati davanti ai due templi posizionati su questa grande arteria romana, e che spesso pur risultando familiari ne abbiamo ignorato la storia… e il riferimento non è solo al Tempio Portuno ma anche quello di Ercole Vincitore!

Il Tempio rettangolare di Portuno è uno degli edifici più integri della Roma antica, fu eretto per invocare la protezione della divinità fluviale sulle attività commerciali legate alla vita del porto, il Portus Tiberius.

Il Tempio nel corso dei secoli ha subito diverse trasformazioni, che ne hanno conservato la struttura basilare. Prima culto pagano poi chiesa cristiana dedicata alla Vergine Maria, cambiamento che ha determinato notevoli modifiche sia strutturali che decorative.

Entrare in questo piccolo luogo ricco di storia è davvero emozionante, ogni elemento al suo interno è un piccolo indizio capace di farti ricostruire, se pur con la fantasia, l’ originaria struttura con le sue bellissime decorazioni pittoriche.

Dall’ interno del Tempio spicca il grande colonnato nel quale si intravede la grande Via del Teatro Marcello… un simpatico cambiamento di prospettiva rispetto al solito.

Un ringraziamento speciale ancora una volta va al FAI e ai suoi volontari che stanno rendendo questa primavera romana davvero unica, all’ insegna della bellezza e della cultura.

Nel nostro articolo tutte le foto per ricostruire questo fantastico pomeriggio romano, ricordandovi di visitare il sito ufficiale del Fondo Ambiente Italiano, impegnato nella valorizzazione e nella conservazione del patrimonio italiano, sul quale sarà possibile scoprire tutti i prossimi eventi nella capitale.

http://www.fondoambiente.it 

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L’ ORDINE DEI CAVALIERI DI MALTA APRE LE SUE PORTE

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E’ da sempre uno dei luoghi più segreti e suggestivi di Roma, tutti noi abbiamo almeno per una volta spiato dal famoso “buco della serratura” la grande cupola di San Pietro con il meraviglioso viale alberato, per la prima volta, in occasione delle giornate di primavera FAI (Fondo Ambiente Italiano), il portone del Priorato dei Cavalieri di Malta sito sul Colle Aventino è stato aperto al pubblico.

La Villa del Priorato di Malta è un insieme di edifici con il loro meraviglioso giardino che ospita l’ ambasciata presso lo Stato italiano dell’ Ordine, godendo quindi di diritto di extraterritorialità dal 1869. Il complesso architettonico si intreccia con la lunga storia del Gran Priorato oggi Sovrano Militare Ordine di Malta. Prima monastero benedettino fortificato, poi passò in mano ai templari e, dopo la loro soppressione, ai cavalieri ospitalieri che vi stabilirono il loro priorato.

La Piazza e il complesso furono affidati a Giovan Battista Piranesi che ne ricevette la commissione dal nipote di Papa Clemente XIII, incarico che porterà a termine realizzando cosi l’ unica opera architettonica completa che si conosce, vero testamento spirituale dell’ artista nel quale infuse tutta la conoscenza esoterica e il simbolismo che la sua appartenenza alle logge della Massoneria gli avevano conferito.

Un angolo di Roma mistico e suggestivo con i suoi giochi di prospettiva, panorami da mozzare il fiato, il bellissimo giardino all’ italiana… tutto questo ci ha regalato qualche ora di vera magia.

Attraverso i nostri scatti che vogliamo condividere con tutti voi questo bellissimo ricordo di primavera, un nuovo angolo inaccessibile di Roma è stato visitato e che ancora una volta ci rende orgogliosi di essere romani… un patrimonio artistico e culturale di rara bellezza!

Il nostro ringraziamento va al FAI (www.fondoambiente.it) per aver organizzato in modo esemplare questo weekend di primavera … ricordandovi di aderire attraverso tesseramento a questo straordinario progetto di tutela e riqualificazione del territorio italiano ma soprattutto per usufruire dei tantissimi vantaggi riservati agli iscritti.

Un GRAZIE speciale va anche all’ Ordine di Malta per aver condiviso insieme a tutti noi il loro angolo di paradiso!

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UN VIAGGIO NELL’ ANTICA ROMA

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Abbiamo scoperto questo fantastico documentario che ricostruisce Roma in modo davvero speciale, grazie alla grafica computerizzata !

Un modo alternativo ed inedito per scoprire le particolarità della nostra città ma soprattutto per comprendere meglio le testimonianze del passato.

Seguiteci in questo particolarissimo viaggio !

UN VIAGGIO NELLA CITTA’ ETERNA RICOSTRUITA CON UNA GRAFICA SPECIALE

BUONA VISIONE !!!

RIAPERTURA ROSETO COMUNALE ROMA

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Una data da non perdere quella del 21 aprile 2018 giorno della riapertura del roseto comunale che coinciderà con il 2771 Natale di Roma. Una fantastica occasione per immergersi in questa bellissima oasi di verde nel cuore della Capitale tra mille profumi e varietà di bellissime rose. Il giardino sarà visitabile fino al 17 giugno ed ospiterà una collezione di 1100 esemplari di particolarissime rose…alcune molto rare provenienti dalle diverse parti del mondo che fioriranno nel mese di maggio regalandoci uno spettacolo unico e suggestivo. Lasciatevi rapire da questa magica atmosfera, tra maestosi pergolati in fiore, sentieri colorati e una vista su Roma davvero inedita dal colle Aventino a due passi dal Circo Massimo.

Location:
Roseto Comunale

Indirizzo:
via di Valle Murcia, 6 – R0ma

Quando:
Dal 21 aprile al 17 giugno 2018

Orari:
Tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30

Ingresso gratuito

A PALAZZO BRASCHI BULGARI IN MOSTRA CON “SERPENTI FORM”

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Il 10 Marzo è stata inaugurata a Roma nel bellissimo Palazzo Braschi la mostra “SerpentiForm” un’esposizione che la Maison Bulgari ha voluto dedicare all’icona millenaria del serpente: un percorso eclettico e suggestivo che ripercorre attraverso  la creatività la storia di icona nell’arte, nella gioielleria e nel design.

Questa mattina grazie alla collaborazione con Musei in Comune Roma e Zètema abbiamo avuto la possibilità di visitare questa esposizione davvero innovativa, un vero e proprio percorso multimediale dove il serpente è al centro della ricerca artistica che ha ispirato molti dei protagonisti dell’ arte contemporanea, del design, della moda, della fotografia e illustrazioni artistiche.

Il Serpente come emblema di seduzione, rinascita e trasformazione la sua natura e i suoi molteplici significati si intrecciano da sempre con la storia dell’ umanità passando da Oriente a Occidente. Negli anni ’40 la Maison Bulgari coglie questa grande forza espressiva reinterpretandolo con la sua creatività nel mondo dell’ alta gioielleria. Jean-Christophe Babin, Amministratore Delegato di Bulgari, ha commentato: “SerpentiForm rappresenta un tributo ad un motivo ricco di suggestioni e profondamente legato alle radici Greco-Romane della Maison. La mostra è anche un’occasione per scoprire un dialogo proficuo e stimolante: espressione del senso estetico e delle tendenze di un’epoca, la gioielleria trae spesso ispirazione dall’arte poiché con essa condivide l’attenzione per il dettaglio e la tensione a plasmare la materia per conferirle una nuova forma e una nuova vita” .

Il percorso si apre attraverso l’esposizione di gioielli antichi provenienti da Pompei e dal Museo Archeologico di Napoli testimonianza del culto del serpente nel mondo antico, oltre alle creazioni Serpenti in “tubogas” di gioielleria dell’ archivio di Bulgari, costumi teatrali e cinematografici, oggetti di design, sculture e fotografia.

Nella mostra sono molti gli artisti ad omaggiare il serpente attraverso le loro opere tra le quali le divertenti e coloratissime icone di Keith Haring, l’originalità dell’ artista spagnolo Mirò, gli specchi misteriosi di Mat Collishaw, oltre a Paul Klee, Alexander Calder per citare solo alcuni degli artisti in mostra ma anche scatti di fotografi illustri come Robert Mapplethorpe, Helmut Newton, Peter Hujar e Guido Mocafico, capaci di interpretare il serpente come nessun altro.

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Lo sfondo di Serpentiform sono i prestigiosi ambienti di Palazzo Braschi, una vera e propria ciliegina sulla torta in questo percorso sensoriale capace di fondere antico e moderno, lo stesso Palazzo è oggetto di una delle iniziative che vede impegnata la Maison Bulgari nel supporto e nella rivalutazione del patrimonio artistico e culturale di Roma, un sodalizio con Musei di Roma – Palazzo Braschi finalizzato a finanziare il nuovo allestimento illuminotecnico dello scalone monumentale del Museo, su progetto del celebre direttore della fotografia italiano Luca Bigazzi vincitore per sette volte  del David di Donatello e artefice di capolavori come La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino.

SerpentForm sarà in mostra a Palazzo Braschi fino al 10 Aprile 2016

Info mostra tel 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 21.00)

www.museodiroma.it www.museiincomuneroma.it

APERTURA DEL PORTONE DEL PRIORATO DI MALTA

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Sono tornate le giornate FAI di Primavera (Fondo Ambiente Italiano) una Fondazione Nazionale senza scopo di lucro nata per promuovere in concreto una cultura di rispetto della natura, dell’arte, della storia e delle tradizioni d’Italia e tutelare un patrimonio che è parte fondamentale delle nostre radici e della nostra identità. Il FAI dal 1975 ha salvato, restaurato e aperto al pubblico importanti testimonianze del patrimonio artistico e naturalistico italiano.

In occasione delle Giornate di Primavera i beni del FAI riuniscono visitatori con interessanti iniziative per celebrare l’arrivo della primavera e a Roma l’ appuntamento sarà davvero imperdibile.

A Piazza dei Cavalieri di Malta, sul Colle Aventino Sabato 19 (dalle 10.00 alle 18.00) per i soli iscritti FAI e Domenica 20 Marzo 2016 (dalle 10.00 alle 18.00) aperto a tutti con corsie preferenziali per gli iscritti FAI  il Priorato dei Cavalieri di Malta APRIRÀ IN VIA STRAORDINARIA il suo storico portone da dove tutti possono spiare la Villa del Priorato di Malta dal famoso buco della serratura ma l’ unica cosa visibile a tutti è sempre il bellissimo viale che incornicia la Cupola di San Pietro.

Grazie alla concessione dell’ Ordine si potranno ammirare le opere di G.B. Piranesi, il giardino settecentesco, la chiesa di S.Maria del Priorato  e la Villa Magistrale, una giornata davvero speciale per condividere la magica atmosfera di uno dei luoghi più segreti di Roma.

Iscriversi al FAI conviene: sostienici.fondoambiente.it

LE VIE CON I NOMI PIÙ CURIOSI A ROMA

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Via di Santa Passera: il nome della via non si riferisce nè al ministro, né a ciò che volgarmente si intende, ma il nome di una via nel quartiere Portuense derivante da una corruzione dal latino Abbas Cirus; l’abate martire Ciro era infatti il dedicatario originario della Chiesa fatta costruire nel 420 dalla matrona romana Teodora che qui volle deporre le spoglie dei santi Giovanni e Ciro. La chiesa fu poi ricostruita nel XIV secolo assumendo il toponimo di Santa Passera, che, per l’appunto, non è altro che la corruzione della forma latina Abbas Cirus, da cui le forme Abbaciro, Appaciro,Appacero, Pacero e in ultimo Passera.

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Via dei Cessati Spiriti: si tratta di una Via del quartiere Appio il cui nome è legato a leggende popolari. Infatti i “cessati spiriti”, abitanti zone piuttosto isolate, erano dei fantasmi che, dopo aver spaventato e derubato qualche malcapitato “cessavano” appunto cioè scomparivano. Secondo altri farebbero invece riferimento agli spiriti che derubavano i viandanti presso l’Osteria dei cessati spiriti, per esorcizzare i quali venne posta una statuetta raffigurante la Vergine sulla facciata dell’edificio facendo così “cessare” gli spiriti.

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Via delle Galline Bianche: il nome farebbe pensare ad un luogo destinato all’allevamento di polli e invece è legato ad una leggenda che ci riferisce anche lo stesso Plinio il Vecchio e che ha per protagonista una gallina bianca. Questa infatti, sfuggita forse alla presa di un’aquila in volo, sarebbe caduta completamente illesa in grembo a Livia, moglie di Augusto, mentre era nel giardino della sua villa nei pressi della Via Flaminia (che conserva tuttora l’odonimo, appunto Viale delle Galline Bianche). Fu così che, interpretandolo come un miracolo, Livia se ne prese cura trasportando e custodendo la gallina nella zona dell’Alta Semita (nei pressi di Via XX Settembre), chiamata anch’essa “Galline Bianche”. A questi due luoghi così denominati se ne aggiunge un terzo indicante la zona compresa tra il Quirinale e il Viminale, che reca la stessa nomenclatura. Non si spiega solo il perché si sia stato pluralizzato.

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Via di Affogalasino: Sull’origine dell’antico toponimo circolano varie ipotesi. Il nome bizzarro deriverebbe da una triste vicenda accaduta ad un povero asinello annegato in un fosso dopo un violento temporale. Invece, presso gli studiosi il nome viene accreditato all’etimologia del denigratorio epiteto di “asini” con cui erano chiamati i primi cristiani e dalla consuetudine locale di condannarli con il martirio per annegamento.

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Via delle Zoccolette: forse la più particolare tra le vie strane di Roma. Ebbene, così erano chiamate le orfanelle del Convento dei SS. Clemente e Crescentino fondato da papa Clemente XI nel 1715 per dei calzari da loro usati, secondo un’ipotesi poco accreditata. Stando a quanto dice Sergio Delli il vezzeggiativo era utilizzato in senso buono poiché le orfanelle, una volta uscite dal convento, erano destinate al marciapiede, almeno che non avessero trovato marito o impiego come donne di servizio. Il che era possibile, considerando che all’interno del Convento imparavano a cucire, lavare e ricamare e pertanto questo non rende l’ipotesi del Delli molto attendibile. Secondo un’altra ipotesi, invece, l’aggettivo zoccolette sarebbe stato ereditato dalle madri: infatti la maggior parte delle ragazze erano orfane di padre o comunque figlie di padre ignoto. E allora le madri le portavano in un orfanotrofio per continuare a fare le zoccole, da cui il vezzeggiativo sarebbe passato ad indicare erroneamente le povere orfanelle. Da qui Via delle Zoccolette nel rione Regola.

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Fonte: LineaDiretta24.it