TORNANO LE AZALEE IN PIAZZA DI SPAGNA

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Sono raddoppiati quest’anno gli esemplari delle pregiate azalee sulla famosa scalinata di Trinità dei Monti. Circa trecento ericacee, del genere Rhododendrum Indicum di colore sia lilla che bianco, sono tornate ad arricchire Piazza di Spagna.

Le parole della Sindaca Raggi

Uno spettacolo straordinario, da non perdere, da immortalare, nel cuore di Roma, tra la storia millenaria e un trionfo di profumi e colori.

Le dichiarazioni di Pinuccia Montanari

Negli anni, le azalee capitoline hanno partecipato alle più importanti esposizioni europee, ottenendo numerosi riconoscimenti internazionali. Sono coltivate e curate durante tutto l’anno presso l’area del parco storico di San Sisto alle pendici del Celio dal personale del Servizio Giardini del Dipartimento Tutela Ambientale di Roma

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LA CASA DELLE FARFALLE – VIA APPIA PIGNATELLI

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La casa delle Farfalle , un giardino magico, dove le farfalle sprigionavano tutta la loro bellezza, arriva nella capitale a due passi dall’Appia Antica immersa nel verde.

La leggenda narra che se una farfalla ci si poggia addosso e si esprime un desiderio,

quel desiderio si avvererà…

Centinaia di farfalle, di tantissime e variegate specie, volano liberamente in una riproduzione di foresta tropicale creata per darvi la possibilità di vederle da vicino.

La Casa delle Farfalle è una serra tropicale, all’interno, ognuno avrà la possibilità di passeggiare in mezzo ad una  rigogliosa vegetazione ed osservare da vicino alcune tra le farfalle più appariscenti del mondo.

Per rendere l’esplorazione della Casa delle Farfalle più accattivante e costruttiva, biologi ed entomologi guideranno i visitatori ad immergersi nel loro mondo, svelandone tecniche adattative e tante curiosità.

La Casa delle Farfalle si pone l’obiettivo di emozionare grandi e piccoli, mostrando loro
l’affascinante ciclo vitale delle farfalle. I più fortunati potranno assistere in tempo reale
all’incantevole momento in cui la farfalla esce dalla sua crisalide e inizia a stendere le ali, per poi lentamente librarsi in volo. Per rendere l’esplorazione più accattivante sveleremo tecniche adattative e curiosità sulle farfalle ma anche su altri insetti famosi per le loro caratteristiche criptiche e sociali.

Fino al 10 giugno 2018 in Via Appia Pignatelli 450. area parcheggio con punto ristoro.

Info e prenotazioni: http://www.lacasadellefarfalleonline.it

A ROMA ARRIVANO LE GIORNATE FAI DI PRIMAVERA 2018

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Le Giornate FAI di Primavera svelano bellezza e tesori d’Italia. Grazie al FAI, il Fondo Ambiente Italiano, nelle giornate del 24 e 25 marzo alcuni dei luoghi più belli del nostro Paese, solitamente inaccessibili, apriranno le loro porte al pubblico.

Giornate FAI di Primavera: cosa visitare a Roma

Tanti i suggestivi luoghi di Roma e dintorni che, grazie alle Giornate FAI di Primavera, si apriranno al pubblico. Le Giornate FAI di Primavera sono anche l’occasione per raccogliere fondi a sostegno del Fai. Per questo all’accesso di ogni luogo verrà chiesto un contributo facoltativo, preferibilmente da 2 a 5 euro.

Villa Massimo

Villa Massimo, oggi sede di una delle più prestigiose Accademie culturali d’Europa, l’Accademia Tedesca a Roma, è una splendida villa suburbana il cui impianto originario risale al XVI sec. Il Casino di Villa Massimo conserva, quasi immutate, le caratteristiche architettoniche e artistiche del periodo di costruzione a inizio ‘700. Il casino ha ospitato nel tempo diplomatici, politici e altri personaggi di rilievo come Eleonora Duse, che vi istituì una casa di cultura per le giovani artiste esordienti. Nel 1910 l’imprenditore e mecenate prussiano Eduard Arnhold acquistò il terreno dai Principi Massimo, con lo scopo di dare ospitalità agli artisti suoi connazionali in Italia, e fece erigere l’edificio centrale e 10 moderni atelier. Il complesso fu poi donato allo Stato prussiano e oggi è sede dell’Accademia Tedesca a Roma. Con un’ampia programmazione di iniziative dei borsisti e di altri artisti importanti, Villa Massimo è la vetrina di ciò che a livello artistico succede in Germania.

Villa Blanc

La commissione da parte del barone Alberto Blanc della sistemazione del parco su via Nomentana all’archeologo Giacomo Boni, segna un momento di grande interesse per la storia dell’architettura e delle arti decorative nella Roma di fine ‘800. La decorazione pittorica e scultorea della Villa costituisce un esempio unico nella cultura architettonica e decorativa romana il cui linguaggio eclettico viene in parte superato e in parte rielaborato con grande libertà anche nell’uso e accostamento di nuovi materiali quali il ferro, il vetro e la ceramica. La realizzazione del casino nobile fu affidata all’ingegner Francesco Mora che assemblò vari corpi di fabbrica in uno schema completamente libero dalle forme di un impianto planimetrico tradizionale, così come è libera la soluzione in alzato tanto da risultare un insieme antologico di forme e materiali tratti da un repertorio che va dal medioevo dei paramenti in mattoni della torre fino ai disegni liberty delle ceramiche invetriate della loggia.

Teatro Villa Torlonia

Sposata Teresa Colonna, Alessandro Torlonia costruì, nel 1840, un Teatro su progetto di Q. Raimondi. Due le facciate: l’entrata sud è un’esedra con serre in ferro e vetro, quella nord consta di tre porticati semicircolari. Entrati nel Teatro, i visitatori accedevano alla platea oppure entravano negli ambienti dell’ala ovest o dell’ala est, del tutto simmetrici: Vestibolo, Sala, Saletta di passaggio, Grande Galleria, Salone Foyer, Piccola Galleria, Salottino Ottagono. La decorazione pittorica è attribuita a C. Brumidi. Tema delle pitture è l’unione di due personaggi importanti: Brumidi vi raffigura il Ratto di Europa, Incontro tra Paride ed Elena, il Giudizio di Paride. L’opera risente dell’eclettismo imperante all’epoca: arte gotica, finti mosaici romani, grottesche, pittura vascolare corinzia. Le statue in stucco rappresentano coppie celebri, come Dante e Beatrice. Fu ultimato nel 1874, nel 1905 vi si iscenò “Il profilo di Agrippina”.

Palazzo Giustiniani

Nel rione S. Eustachio a Roma, alla fine del XVI secolo, fu costruito, per conto di monsignor Francesco Vento, il Palazzo Giustiniani: l’edificio cinquecentesco fu acquistato nel 1590 da Giuseppe Giustiniani, esponente di una delle più ricche e potenti famiglie genovesi. Nella prima metà del XVII secolo i Giustiniani lo fecero ampliare su progetto di Francesco Borromini e rimase per tutto il Settecento il centro della vita culturale romana. La famiglia Giustiniani si estinse alla fine dell’ottocento e soltanto nel 1988 il Senato acquisì la quasi totale disponibilità dell’immobile. Di particolare fascino è la Sala Zuccari, dal nome dell’artista Federico Zuccari, con una superficie decorata a grottesche, arricchita da arazzi secenteschi in cui sono utilizzati fili di rame e di argento. Proprio qui, accanto alla Sala degli Specchi, nella sala boisée, il 27 dicembre 1947, il Capo dello Stato Enrico De Nicola firmò la Carta Costituzionale. Ingresso solo per iscritti FAI.

Palazzo della Marina

Conosciuto dai romani come “Palazzo delle ancore”, l’edificio fu progettato nel 1911 quale nuova sede del Ministero della Marina e, inaugurato nel 1928, divenne per la sua originalità decorativa manifesto della vittoria italiana sul mare nella Grande Guerra. L’edificio, tra le opere più significative dell’architetto Giulio Magni, già collaboratore di Giuseppe Sacconi al Vittoriano, stilisticamente appartiene ad una cultura architettonica fedele ai valori del classicismo. L’apparato pittorico e decorativo interno al palazzo è ricco di allegorie che rimandano al mondo navale e marino, a cui contribuirono artisti indicati dallo stesso Magni: Giuseppe Rivaroli per il soffitto dello Scalone d’Onore, Pieretto Bianco per la Sala della Commissione avanzamento ufficiali, Antonio Calcagnadoro per il soffitto e il fregio del Salone dei Marmi ed infine il veneziano Umberto Bellotto per gli arredi delle sale di rappresentanza e della Biblioteca, uno degli ambienti più suggestivi del Palazzo.

Parco Villa Gregoriana a Tivoli

Boschi, cascate, sentieri, antiche vestigia, grotte naturali, un fiume inghiottito nella roccia e una spettacolare cascata. Poco distante da Roma, al cospetto dei celebri templi romani di Tivoli, Villa Gregoriana è un parco romantico di fine Ottocento, meta di viaggiatori del Grand Tour, artisti, re e imperatori. Il Parco Villa Gregoriana a Tivoli è un bene visitabile tutto l’anno.

NUOVI SCAVI A ROMA IN VIA DELL’ AMBA ARADAM

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Uno spettacolo, uno splendore di mosaici bianchi e a figure nere, geometrie, alberi, un satiro e un amorino che lottano o danzano sotto un tralcio d’uva, un uccello su un ramo e perfino un’antica fontana. Dalla terra dove si sta scavando la fermata della metropolitana di Amba Aradam, sotto viale Ipponio, spuntano nuove meraviglie: altri due edifici della caserma con i dormitori dei soldati imperiali del II secolo scoperta due anni fa, questa volta a 12 metri di profondità, tre in meno, un’area di servizio e la splendida domus del centurione, il comandante. “E forse” suggerisce l’archeologa Rossella Rea “tutta la struttura potrebbe essere una di quelle che sappiamo ospitavano milizie speciali, i servizi segreti dell’imperatore”.

AL VITTORIANO DI ROMA TERRY O’NEILL. ICONS

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Dopo il grande successo di pubblico e critica della mostra I Grandi Maestri. 100 Anni di fotografia Leica, al Vittorianodi Roma continua la stagione espositiva di Arthemisia dedicata ai più importanti fotografi del panorama mondiale.
Dal 2 marzo al 20 maggio 2018 ritratti iconici raccontano un’epoca attraverso i volti dei miti del cinema, della musica, della moda, della politica e dello sport: le sale del Complesso del Vittoriano accolgono un’eccezionale retrospettiva dedicata al grande fotografo britannico Terry O’Neill.

Vivendo tra i miti dello spettacolo e avendo con loro un rapporto di grande vicinanza e complicità, nei suoi cinquant’anni di carriera O’Neill realizza alcuni dei ritratti più autentici: da Frank Sinatra (fotografato nell’arco di trent’anni) a Elvis Presley, da Elton John a Bono Vox, da Elizabeth Taylor a Audrey Hepburn, da Brigitte Bardot a Ava Gadner fino a Marlene Dietrich.
Tra gli oltre 50 scatti leggendari che hanno catturato momenti cruciali della storia dei più grandi personaggi, una sezione è interamente dedicata a una delle più poliedriche figure dello star system mondiale, icona dandy di stile che ha fortemente influenzato la percezione dell’arte e il mondo della moda di questo ultimo secolo: David Bowie.

Prodotta e organizzata da Arthemisia e curata da Cristina Carrillo de Albornoz, la mostra TERRY O’ NEILL. Iconsoffre un’ulteriore testimonianza di come il culto della celebrità, leitmotiv degli anni ’60 – ’70, abbia notevolmente influenzato il lavoro degli artisti dell’epoca.

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ANDY WARHOL A ROMA CON UNA GRANDE MOSTRA AI MUSEI VATICANI

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Una fantastica notizia sta girando queste ore sul web, sembrerebbe che nel 2019 i Musei Vaticani ospiteranno una grande mostra su Andy Warhol con tutte le opere più importanti dell’artista legate al suo aspetto spirituale.

Il fondamento di questa bellissima news è da ricercarsi nelle parole rilasciate su The Art Newspaper dalla direttrice dei musei vaticani Barbara Jatta: “È molto, molto importante per noi avere un dialogo con l’arte contemporanea, viviamo in un mondo di immagini e la Chiesa deve essere parte di questa realtà“ (fonte: http://www.artslife.com).

Sarà, quindi, la meravigliosa cornice dei Musei Vaticani, ad ospitare nel 2019 tutte le opere più importanti dell’artista, opere religiose o legate alla sua spiritualità tra cui il celebre “The Lust Supper” ispirata a Leonardo. Inoltre, sarà simbolicamente il ritorno di Warhol a Roma 39 anni dopo la sua ultima visita per incontrare Papa Giovanni Paolo II.

I Musei Vaticani stanno definendo a proposito le trattative con l’Andy Warhol Museum di Pittsburgh, visto che dopo l’esordio di Roma la mostra sarà allestita nell’istituzione intitolata all’artista che in tal modo celebrerà il 25° anniversario della sua apertura.

Andy Warhol a Roma

Andy Warhol e l’incontro con Papa Giovanni Paolo II

The Last Supper

L’ultima cena di Andy Warhol ispirata al capolavoro di Leonardo

IL CHIOSTRO DI SAN GIOVANNI IN LATERANO

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Cari amici,

da tempo sapete quanto ci piace scovare ogni volta angoli segreti di Roma per proporvi nuovi ed interessanti itinerari.

Anche questa volta ci siamo riusciti e questo luogo misterioso lo abbiamo scoperto all’interno della meravigliosa Basilica di San Giovanni in Laterano. Si tratta di un angolo di pace, un piccolo spazio fuori dal mondo dove il tempo sembra fermarsi, stiamo parlando del bellissimo CHIOSTRO LATERANENSE.

Il chiostro della Cattedrale di Roma fu costruito nella prima metà del XIII sec. ad opera del celebre marmoraio romano Pietro Vasselletto.

Si tratta del più grande chiostro di Roma, legato all’esistenza in loco di un monastero benedettino, la sua funzione era principalmente quella di raccolta delle acque piovane, ipotesi questa, confermata dalla presenza di un pozzo nella parte centrale chiamato della Samaritana risalente all’età carolingia. Oggi il chiostro rappresenta un grande esempio di architettura cosmatesca.

Quello che colpisce appena superata la soglia di entrata (dal lato sinistro della navata) è questo grande senso di pace quasi surreale ma anche le decorazioni architettoniche e scultoree… ricche di particolari, colorate ma allo stesso tempo eleganti e lineari uno stile intermedio fra il romanico e il gotico.

Le arcate esterne sono decorate con elementi vegetali, alternati a immagini bibliche e allegoriche, la maggior parte delle quali simboleggiano il peccato. Al di sopra delle arcate corre una fascia in mosaico e tarsie marmoree di serpentino e di porfido sormontata da una cornice, nella quale sono scolpiti volti di uomini, di creature mostruose, di leoni e anche di un gatto! Un’iscrizione a mosaico sul lato sud ricorda ai Canonici i doveri della vita religiosa. Si accede al giardino da tre passaggi (lati est, ovest e sud), ai quali fanno da guardia leoni e sfingi; il pozzo al centro si data ai secoli VIII-IX. Lungo le pareti, elementi architettonici, sculture e ornati dall’antica basilica, iscrizioni, lastre tombali, materiale di scavo romano e paleocristiano. 

Non rimane che ritagliarvi un piccolo spazio per visitare questa meraviglia architettonica. Vi ricordiamo che l’entrata alla Basilica di San Giovanni è gratuita ma l’accesso al chiostro ha un costo significativo di soli €5,00.

Piazza di San Giovanni in Laterano 4 – Roma.

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