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DOPO PIÙ DI 50 ANNI PALAZZO MERULANA TORNA A RISPLENDERE

Venerdì 11 maggio aprirà al pubblico (con orario continuato dalle 9:00 alle 20:00 per tutto il mese di maggio) dopo 50 anni Palazzo Merulana interamente restaurato.

Sarà uno spazio per la cultura e l’arte a disposizione della città e al suo interno 90 opere  della Fondazione Elena e Claudio Cerasi. Istituita nel 2014, la Fondazione Elena e Claudio Cerasi custodisce una ricca collezione d’arte moderna e contemporanea, principalmente incentrata sull’arte della scuola romana e italiana del Novecento.
La volontà dei fondatori, che sceglie Coopculture come partner è quella di restituire a Roma e ai romani uno spazio che per lungo tempo è stato un vuoto urbano, quello dell’ex-Ufficio di Igiene di Via Merulana 121.
Grazie ad un’importante operazione di ristrutturazione durata più di 5 anni, il Palazzo oggi vive di una dignità ritrovata, configurandosi come punto di contatto di diverse realtà e zone della città.

L’imponente struttura in stile umbertino, che era stata parzialmente abbattuta negli anni Sessanta e poi lasciata in rovina, torna come non l’avete mai vista.  Il Palazzo non sarà un semplice luogo espositivo ma uno spazio per la produzione di eventi culturali con l’obiettivo di coinvolgere tutti i cittadini in uno dei quartieri più multietnici della capitale. Eventi, letture, spettacoli, presentazioni di libri, incontri con autori e scrittori, grandi personalità dell’arte contemporanea, momenti di formazione e di rivalorizzazione di una bella tradizione artigianale e artistica, occasione di incontro anche solo per prendere un caffè leggendo un libro o chiacchierando con gli amici: tutto questo vuole essere Palazzo Merulana, uno spazio per arte e cultura, nuovo anche nella concezione.

PIANO TERRA
Sala delle Sculture

Come il vecchio Ufficio di Igiene, dove il pian terreno era il portico d’ingresso, anche Palazzo Merulana accoglie il visitatore in un portico, ad accesso gratuito con un bookshop e una caffetteria per una piacevole  sosta tra le sculture di Antonietta Raphaël, Lucio Fontana, Pericle Fazzini, Giuseppe Penone e molti altri artisti.
In modo libero e rilassato, potranno instaurare con le opere un rapporto più intimo e non convenzionale. Il mood del piano terra è di distensione e relax, grazie anche al grazioso giardino urbano lontano dalla frenesia di Via Merulana.

SECONDO PIANO
Salone

Cuore pulsante della collezione di Elena e Claudio Cerasi, il secondo piano ospita la maggior parte dell’esposizione pittorica e scultorea di Palazzo Merulana: De Chirico, Balla, Donghi, Capogrossi, Casorati, Pirandello, Severini, Cambellotti, per citarne alcuni.
Uno spazio accogliente e familiare, che invita i visitatori a soffermarsi e accomodarsi sui divani disposti tra le opere. Una passeggiata nel bello, un’esperienza estetica, un tuffo nel Novecento, con uno sguardo verso la contemporaneità, il tutto orchestrato da “Il Direttore delle Stelle” di Jan Fabre, disposto al centro della sala.

TERZO PIANO
Galleria

Uno spazio dinamico affacciato al contemporaneo, con opere, tra gli altri, di Boetti, Schifano, Pirandello e animato dalle mostre temporanee.

QUARTO PIANO
Attico

Un luogo per attività culturali ed eventi enogastronomici..
Il piano ospita anche la “Macchina del Tempo”, un percorso video-fotografico che racconta a ritroso la storia del Palazzo dalle sue origini ad oggi.

Terrazza
Un luogo privilegiato di osservazione su Via Merulana.
Tra gli alti platani, è possibile scorgere i tetti e le cupole della città.

Per maggiori informazioni

www.palazzomerulana.it / www.coopculture.it

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APERTURA DEFINITIVA FERMATA MUSEO DI SAN GIOVANNI A ROMA

 

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Sabato 12 maggio apre la stazione San Giovanni della metro C. Lo annuncia la sindaca di Roma Virginia Raggi. «Roma e l’Italia ritornano a correre. Abbiamo sbloccato dopo anni di fermo i lavori – ha detto Raggi in conferenza stampa -. Roma comincia a mostrare che le cose si possono fare. Inauguriamo una stazione museo che diventerà operativa. Ce la invidieranno da ogni parte del mondo». La stazione San Giovanni della metro C, molto attesa a Roma, collegherà per la prima volta la terza linea metropolitana della Capitale con la metro A.

Su Metro C «l’obiettivo è proseguire a Colosseo-Fori Imperiali, a piazza Venezia, poi con una fermata su corso Vittorio Emanuele tra piazza Navona e Campo dè Fiori, poi a San Pietro-Ottaviano, a piazzale Clodio e fino, perché no, a Farnesina, con una grossa area di scambio. Si toglierebbe la deviazione iniziale all’auditorium, e la zona dell’Auditorium sarà servita dal tram». Lo ha detto il presidente della commissione Mobilità di Roma, Enrico Stefàno.

Lo studio preliminare elaborato da Roma Metropolitane, spiega una nota del Campidoglio, indica due possibili modelli: un primo con 4 stazioni (San Pietro, Chiesa Nuova, Argentina e piazza Venezia) e un secondo con 3 stazioni (San Pietro, Navona e Venezia).

Lo studio preliminare, elaborato da Roma metropolitane, per la tratta T2 (Fori Imperiali-Clodio Mazzini) individuerà nuove soluzioni progettuali attraverso l’elaborazione di un progetto di fattibilità. Dal momento dell’affidamento delle attività, i tempi stimati per la stesura e approvazione sono di circa 24 mesi. I costi stimati per le attività preliminari di progettazione e di indagine archeologica ammontano a circa 1,6 milioni. L’adozione di scelte progettuali definitive non potrà prescindere dall’esecuzione di indagini archeologiche, che interesseranno i luoghi dove saranno costruite le stazioni e le gallerie della tratta.

A oggi circa 40.000 persone utilizzano la tratta Lodi Pantano, e con l’apertura della nuova stazione metro di San Giovanni si stimano circa 50-60.000 utenti al giorno per poi arrivare in una seconda fase a 100.000 passeggeri. Con la stazione di San Giovanni aumenteranno i collegamenti del quadrante con importanti destinazioni del centro e dei quadranti Sud Est e Ovest della Capitale, grazie alla connessione con numerose linee del trasporto di superficie, che transitano o effettuano capolinea in prossimità della metro. Nei piani dell’amministrazione capitolina, la linea C proseguirà fino a compimento della tratta T2, dai Fori Imperiali a Piazza Mazzini, e andrà anche oltre fino ad arrivare a Farnesina.

L’amministrazione ha indicato i punti imprescindibili da cui partire per l’elaborazione di una Project review dell’opera. Secondo la sindaca di Roma Virginia Raggi «con la prima stazione museo Roma diventa punto di riferimento a livello internazionale. I cittadini potranno valersi di un nuovo punto di congiunzione tra due linee metropolitane, un nodo di scambio fondamentale che produrrà benefici in termini di collegamenti. Una linea che dalla periferia arrivi fino in centro. I cittadini chiedono di proseguire nella progettazione e realizzazione della metro C e l’amministrazione vuole dare risposte per migliorare il servizio di trasporto pubblico e ridurre l’impatto del traffico. L’obiettivo è far arrivare la linea C fino a Clodio Mazzini».

L’assessore alla città in movimento, Linda Meleo, ha spiegato «che con l’apertura della nuova stazione si avranno modifiche alla rete di superficie per rendere i collegamenti più capillari. Sarà istituita anche una nuova linea bus a carattere tangenziale. Tra il nodo di interscambio San Giovanni metro A – metro C e il nodo di interscambio cambio metro ferroviario Piramide Ostiense. Per il futuro della terza linea Roma metropolitane ha elaborato uno studio preliminare in cui sono elencati i possibili modelli da realizzare nella ansa barocca della città mettendo a confronto le alternative progettuali della tratta che attraversa il centro storico, facendo una stima dei vantaggi».

A ROMA ARRIVANO LE GIORNATE FAI DI PRIMAVERA 2018

 

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Le Giornate FAI di Primavera svelano bellezza e tesori d’Italia. Grazie al FAI, il Fondo Ambiente Italiano, nelle giornate del 24 e 25 marzo alcuni dei luoghi più belli del nostro Paese, solitamente inaccessibili, apriranno le loro porte al pubblico.

Giornate FAI di Primavera: cosa visitare a Roma

Tanti i suggestivi luoghi di Roma e dintorni che, grazie alle Giornate FAI di Primavera, si apriranno al pubblico. Le Giornate FAI di Primavera sono anche l’occasione per raccogliere fondi a sostegno del Fai. Per questo all’accesso di ogni luogo verrà chiesto un contributo facoltativo, preferibilmente da 2 a 5 euro.

Villa Massimo

Villa Massimo, oggi sede di una delle più prestigiose Accademie culturali d’Europa, l’Accademia Tedesca a Roma, è una splendida villa suburbana il cui impianto originario risale al XVI sec. Il Casino di Villa Massimo conserva, quasi immutate, le caratteristiche architettoniche e artistiche del periodo di costruzione a inizio ‘700. Il casino ha ospitato nel tempo diplomatici, politici e altri personaggi di rilievo come Eleonora Duse, che vi istituì una casa di cultura per le giovani artiste esordienti. Nel 1910 l’imprenditore e mecenate prussiano Eduard Arnhold acquistò il terreno dai Principi Massimo, con lo scopo di dare ospitalità agli artisti suoi connazionali in Italia, e fece erigere l’edificio centrale e 10 moderni atelier. Il complesso fu poi donato allo Stato prussiano e oggi è sede dell’Accademia Tedesca a Roma. Con un’ampia programmazione di iniziative dei borsisti e di altri artisti importanti, Villa Massimo è la vetrina di ciò che a livello artistico succede in Germania.

Villa Blanc

La commissione da parte del barone Alberto Blanc della sistemazione del parco su via Nomentana all’archeologo Giacomo Boni, segna un momento di grande interesse per la storia dell’architettura e delle arti decorative nella Roma di fine ‘800. La decorazione pittorica e scultorea della Villa costituisce un esempio unico nella cultura architettonica e decorativa romana il cui linguaggio eclettico viene in parte superato e in parte rielaborato con grande libertà anche nell’uso e accostamento di nuovi materiali quali il ferro, il vetro e la ceramica. La realizzazione del casino nobile fu affidata all’ingegner Francesco Mora che assemblò vari corpi di fabbrica in uno schema completamente libero dalle forme di un impianto planimetrico tradizionale, così come è libera la soluzione in alzato tanto da risultare un insieme antologico di forme e materiali tratti da un repertorio che va dal medioevo dei paramenti in mattoni della torre fino ai disegni liberty delle ceramiche invetriate della loggia.

Teatro Villa Torlonia

Sposata Teresa Colonna, Alessandro Torlonia costruì, nel 1840, un Teatro su progetto di Q. Raimondi. Due le facciate: l’entrata sud è un’esedra con serre in ferro e vetro, quella nord consta di tre porticati semicircolari. Entrati nel Teatro, i visitatori accedevano alla platea oppure entravano negli ambienti dell’ala ovest o dell’ala est, del tutto simmetrici: Vestibolo, Sala, Saletta di passaggio, Grande Galleria, Salone Foyer, Piccola Galleria, Salottino Ottagono. La decorazione pittorica è attribuita a C. Brumidi. Tema delle pitture è l’unione di due personaggi importanti: Brumidi vi raffigura il Ratto di Europa, Incontro tra Paride ed Elena, il Giudizio di Paride. L’opera risente dell’eclettismo imperante all’epoca: arte gotica, finti mosaici romani, grottesche, pittura vascolare corinzia. Le statue in stucco rappresentano coppie celebri, come Dante e Beatrice. Fu ultimato nel 1874, nel 1905 vi si iscenò “Il profilo di Agrippina”.

Palazzo Giustiniani

Nel rione S. Eustachio a Roma, alla fine del XVI secolo, fu costruito, per conto di monsignor Francesco Vento, il Palazzo Giustiniani: l’edificio cinquecentesco fu acquistato nel 1590 da Giuseppe Giustiniani, esponente di una delle più ricche e potenti famiglie genovesi. Nella prima metà del XVII secolo i Giustiniani lo fecero ampliare su progetto di Francesco Borromini e rimase per tutto il Settecento il centro della vita culturale romana. La famiglia Giustiniani si estinse alla fine dell’ottocento e soltanto nel 1988 il Senato acquisì la quasi totale disponibilità dell’immobile. Di particolare fascino è la Sala Zuccari, dal nome dell’artista Federico Zuccari, con una superficie decorata a grottesche, arricchita da arazzi secenteschi in cui sono utilizzati fili di rame e di argento. Proprio qui, accanto alla Sala degli Specchi, nella sala boisée, il 27 dicembre 1947, il Capo dello Stato Enrico De Nicola firmò la Carta Costituzionale. Ingresso solo per iscritti FAI.

Palazzo della Marina

Conosciuto dai romani come “Palazzo delle ancore”, l’edificio fu progettato nel 1911 quale nuova sede del Ministero della Marina e, inaugurato nel 1928, divenne per la sua originalità decorativa manifesto della vittoria italiana sul mare nella Grande Guerra. L’edificio, tra le opere più significative dell’architetto Giulio Magni, già collaboratore di Giuseppe Sacconi al Vittoriano, stilisticamente appartiene ad una cultura architettonica fedele ai valori del classicismo. L’apparato pittorico e decorativo interno al palazzo è ricco di allegorie che rimandano al mondo navale e marino, a cui contribuirono artisti indicati dallo stesso Magni: Giuseppe Rivaroli per il soffitto dello Scalone d’Onore, Pieretto Bianco per la Sala della Commissione avanzamento ufficiali, Antonio Calcagnadoro per il soffitto e il fregio del Salone dei Marmi ed infine il veneziano Umberto Bellotto per gli arredi delle sale di rappresentanza e della Biblioteca, uno degli ambienti più suggestivi del Palazzo.

Parco Villa Gregoriana a Tivoli

Boschi, cascate, sentieri, antiche vestigia, grotte naturali, un fiume inghiottito nella roccia e una spettacolare cascata. Poco distante da Roma, al cospetto dei celebri templi romani di Tivoli, Villa Gregoriana è un parco romantico di fine Ottocento, meta di viaggiatori del Grand Tour, artisti, re e imperatori. Il Parco Villa Gregoriana a Tivoli è un bene visitabile tutto l’anno.

IL CHIOSTRO DI SAN GIOVANNI IN LATERANO

Cari amici,

da tempo sapete quanto ci piace scovare ogni volta angoli segreti di Roma per proporvi nuovi ed interessanti itinerari.

Anche questa volta ci siamo riusciti e questo luogo misterioso lo abbiamo scoperto all’interno della meravigliosa Basilica di San Giovanni in Laterano. Si tratta di un angolo di pace, un piccolo spazio fuori dal mondo dove il tempo sembra fermarsi, stiamo parlando del bellissimo CHIOSTRO LATERANENSE.

Il chiostro della Cattedrale di Roma fu costruito nella prima metà del XIII sec. ad opera del celebre marmoraio romano Pietro Vasselletto.

Si tratta del più grande chiostro di Roma, legato all’esistenza in loco di un monastero benedettino, la sua funzione era principalmente quella di raccolta delle acque piovane, ipotesi questa, confermata dalla presenza di un pozzo nella parte centrale chiamato della Samaritana risalente all’età carolingia. Oggi il chiostro rappresenta un grande esempio di architettura cosmatesca.

Quello che colpisce appena superata la soglia di entrata (dal lato sinistro della navata) è questo grande senso di pace quasi surreale ma anche le decorazioni architettoniche e scultoree… ricche di particolari, colorate ma allo stesso tempo eleganti e lineari uno stile intermedio fra il romanico e il gotico.

Le arcate esterne sono decorate con elementi vegetali, alternati a immagini bibliche e allegoriche, la maggior parte delle quali simboleggiano il peccato. Al di sopra delle arcate corre una fascia in mosaico e tarsie marmoree di serpentino e di porfido sormontata da una cornice, nella quale sono scolpiti volti di uomini, di creature mostruose, di leoni e anche di un gatto! Un’iscrizione a mosaico sul lato sud ricorda ai Canonici i doveri della vita religiosa. Si accede al giardino da tre passaggi (lati est, ovest e sud), ai quali fanno da guardia leoni e sfingi; il pozzo al centro si data ai secoli VIII-IX. Lungo le pareti, elementi architettonici, sculture e ornati dall’antica basilica, iscrizioni, lastre tombali, materiale di scavo romano e paleocristiano. 

Non rimane che ritagliarvi un piccolo spazio per visitare questa meraviglia architettonica. Vi ricordiamo che l’entrata alla Basilica di San Giovanni è gratuita ma l’accesso al chiostro ha un costo significativo di soli €5,00.

Piazza di San Giovanni in Laterano 4 – Roma.

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UNA PICCOLA LONDRA NEL CUORE DI ROMA

Una piccola Londra nel cuore di Roma perchè la città eterna sorprende sempre con le sue curiosità e i suoi luoghi nascosti. Oggi scopriamo Via Bernardo Celentano una particolare via che si trova nel quartiere Flaminio vicino a Piazza del Popolo ed è accessibile solo a piedi. Un bellissimo angolo residenziale con le sue case basse, i cancelli tipici inglesi e i giardini adornati in fiore. Una strada realizzata nei primi del 900 per ospitare impiegati di alto livello, un’ opera dell’architetto Quadrio Pirani fondatore di molti quartieri residenziali dell’epoca. Se vuoi passare un pomeriggio suggestivo ti consiglio di andare in questo angolo di paradiso. Puoi trovare qui le recensione della piccola Londra nel cuore di Roma e le cose da fare nelle vicinanze: La piccola Londra e il quartiere Flaminio.

Un nuovo luogo segreto di Roma ti aspetta: La Domus Aurea

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Il tesoro segreto del quartiere Flaminio
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La strada in stile inglese nel centralissimo quartiere Flaminio
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I particolare cancelli di ingresso in stile inglese

 

FESTIVAL DI LUCI A VILLA MEDICI

A Roma esiste un meraviglioso parco che sorge sul Pincio che non tutti conoscono, un luogo incantato che regala una vista mozzafiato su Roma e che conserva ancora oggi il fascino e l’aspetto originario del XVI secolo, un angolo di paradiso che si estende per 7 ettari il tutto impreziosito di arte e archittettura.

Stiamo parlando dei bellissimi giardini dell’Accademia di Francia a Roma Villa Medici  che apre per la prima volta in notturna il suo parco attraverso una nuova installazione temporanea chiamata Festival di Luci che ha inaugurato con la mostra “Ouvert la Nuit” la prima di un ciclo di esposizioni di luci che si terrà nei giardini di Villa Medici.

Sarà possibile partecipare a questo suggestivo evento fino al 28 gennaio 2018 (dal venerdì alla domenica) e consisterà in un percorso di installazioni realizzato da artisti internazionali che hanno concepito questo magico luogo come un grande spazio all’aperto… giocando con la luce e il fascino dell’ oscurità interpretando ognuno il suo concetto di spazio e di fantasia.

Il visitatore è invitato a vivere quest’atmosfera, passeggiando di carré in carré e incontrando opere di cui la luce è l’elemento fondante. In questo contesto notturno, la mostra stimola una riflessione sull’oscurità, sulla sua percezione attraverso la luce ma anche attraverso i suoni e l’aria della notte.

Una bellissima iniziativa che darà la possibilità a tutti di intraprendere all’interno di questi meravigliosi giardini una passeggiata notturna magica e suggestiva.

Fino al 28 gennaio 2018
Dalle 17 alle 22, dal venerdì alla domenica

Ingresso libero

Accademia di Francia a Roma – Villa Medici
viale Trinità dei Monti, 1 – 00187 Roma
T +39 06 67611 www.villamedici.it

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IL FANTASTICO TRAMONTO DI OGGI SU ROMA

Questo il fantastico tramonto di oggi su Roma… ecco i migliori scatti catturati in diversi punti della città,uno spettacolo da togliere il fiato!

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UN SECONDO COLOSSEO SUL MARE ESISTE VERAMENTE ECCO DOVE!

Sapevate dell’esistenza di un secondo Colosseo? È l’anfiteatro di Pola e si trova in Croazia, la somiglianza con il Colosseo romano è davvero impressionante se non fosse per i dettagli architettonici ma soprattutto per essere situato sulla costa e quindi vicinissimo al mare!

Venne costruito tra il 2 a.C. ed il 14 d.C. sotto l’imperatore Augusto, prelevando il materiale dalle note cave di pietra situate alla periferia della città ed ancora oggi esistenti. In seguito, l’imperatore Vespasiano, che aveva commissionato il Colosseo a Roma, lo fece ampliare.

Come il Colosseo, veniva utilizzato prevalentemente per combattimenti di gladiatori o per naumachie. Si presume che sia rimasto intatto, seppure in uno stato di sempre maggiore trascuratezza ed abbandono, fino al XV secolo. In seguito sarebbe stato saltuariamente utilizzato come cava di pietra per alcune costruzioni della Repubblica di Venezia, oltreché degli abitanti locali.

Salì infatti all’onore delle cronache nel 1583 quando al Senato veneziano, versando Pola in uno stato di sempre maggior decadenza e desolazione, si propose di smontare l’Arena pezzo per pezzo e di ricostruirla a Venezia. A sventare tal proposito fu soprattutto l’azione del senatore veneziano Gabriele Emo e per questo suo impegno, nell’anno successivo la città di Pola pose su una torre dell’Arena, lato mare, una lapide a perenne memoria e gratitudine.

Viene utilizzato tutt’oggi, similmente all’Arena di Verona: è un ambito centro di teatro e musica e nel 1993 ha ospitato il festival di Pola e gli Histria festivals. Ogni estate è il palco privilegiato del Pola Film Festival. Personaggi di fama mondiale si sono esibiti in questa arena. Attualmente, è in grado di ospitare cinquemila spettatori.

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LA GALLERIA BORGHESE CELEBRA L’ARTE DI GIAN LORENZO BERNINI

In occasione del ventesimo anniversario della riapertura della Galleria Borghese, il celebre museo romano sarà teatro di una grande mostra dedicata a Gian Lorenzo Bernini dall’1 novembre 2017 al 4 febbraio 2018.
L’esposizione si prospetta come un prosieguo del discorso critico avviato nel 1998 nella Galleria Borghese con la mostra “Bernini Scultore: la nascita del barocco in Casa Borghese”.

Non è un caso se si è scelto di realizzare proprio qui la rassegna, poiché la Galleria è il museo che custodisce le più importanti e spettacolari opere in marmo dell’artista.
Filo conduttore della mostra sarà quindi la Galleria Borghese come scena privilegiata delle sculture di Bernini, realizzate per i suoi committenti: il cardinale Scipione prima, papa Urbano VIII Barberini poi.

Sarà dato ampio spazio alle sue sculture in marmo, anche se in mostra una serie di approfondimenti tematici dedicati alla sua pittura, ai putti, alla terracotta , alla realizzazione di un’opera dal disegno faranno conoscere ai visitatori tutti gli aspetti relativi alla produzione del grande artista.

L’esposizione si suddividerà in otto sezioni: l’apprendistato con Pietro, la giovinezza e nascita di un genere, i putti, i gruppi borghesiani, il restauro dell’antico, i busti, la pittura, Bernini e Luigi XIV, il mestiere du scultore, i bozzetti, nonché la meravigliosa Santa Bibiana restaurata in occasione della mostra. Ogni sezione è affidata a specialisti che da molti anni si occupano di particolari aspetti della sua attività artistica, come Andrea Bacchi, Maria Giulia Barberini, Anna Coliva, Anne-Lise Desmas, Luigi Ficacci e Stefano Pierguidi.

La rassegna è curata da Andrea Bacchi e Anna Coliva ed è promossa dalla Galleria Borghese in collaborazione con Intesa Sanpaolo e Fendi.

Per maggiori info: http://galleriaborghese.beniculturali.it/it

Orari: Da martedì a domenica dalle 9 alle 19. Chiuso il lunedì, il 25 dicembre e l’1 gennaio.

Biglietti: Intero 20 euro + 2 euro di prenotazione obbligatoria; ridotto 13,50 euro + 2 euro di prenotazione obbligatoria.

ratto-proserpina-berniniImmagine: Dettaglio del Ratto di Proserpina  (1621-22; marmo, 255 x 109 cm; Roma, Galleria Borghese)

A ROMA LE FONTANE SI TINGONO DI BLU PER L’INCONTRO “ACQUA E CLIMA”

Sei tra le più belle fontane di Roma – Fontana di Trevi, la Fontana della Dea Roma in Campidoglio, la Fontana del Pantheon, la Fontana dei quattro fiumi di Piazza Navona, la Fontana dei Leoni di piazza del Popolo, le Fontane gemelle di Piazza Farnese – grazie ad Acea si illumineranno in questi giorni di blu fino a mezzanotte. L’iniziativa è stata lanciata per rendere partecipi i cittadini dell’importanza del summit ‘Acqua e clima. I grandi fiumi del mondo si incontrano’ in corso a Roma fino al 25 ottobre. Obiettivo del summit tracciare una strategia per l’acqua, prima vittima dei cambiamenti climatici

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