GIARDINO DELLE CASCATE ALL’ EUR

Il Giardino delle Cascate dell’Eur riapre dopo sessant’anni. Pietre naturali, fontane zampillanti, piante e un laghetto: un prezioso gioiello romano che torna finalmente al pubblico.

Disegnato dall’architetto Raffaele De Vico, il Giardino delle Cascate dell’Eur è di nuovo aperto dalle 7 alle 20, dopo un restyling estetico che ha ridato lustro a tutta l’area rimasta chiusa per 56 anni.

Un gioiello di progettazione paesaggistica che adesso, diventa il nuovo punto di attrazione del quartiere dell’Eur. “Questo splendido angolo torna ai romani grazie a un lavoro che si inserisce nel più ampio programma di valorizzazione del laghetto dell’Eur nell’ambito delle nostre iniziative su questo quadrante della città”, spiega Roberto Diacetti, presidente di Eur Spa.

Accanto al lato estetico, il Giardino delle cascate ha anche un aspetto funzionale, le cascate e giochi d’acqua consentono, infatti, l’ossigenazione delle acque del lago.

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COSÌ IL MAUSOLEO DI AUGUSTO TORNERÀ AL SUO SPLENDORE

Il Mausoleo di Augusto, uno dei più significativi monumenti della Roma Antica tornerà presto al suo splendore. Roma Capitale ha avviato la seconda fase di recupero del più grande sepolcro circolare che si conosca grazie alla Fondazione TIM e alla sua donazione di 6 milioni di euro. Al via anche i sondaggi archeologici per la fattibilità del posizionamento dei pilastri che dovranno sorreggere la copertura del Mausoleo.

La partnership tra Campidoglio e la Fondazione TIM punta a restituire “visibilità e visitabilità” al Mausoleo di Augusto attraverso la realizzazione di interventi per il ripristino delle condizioni adeguate di percorribilità da parte del pubblico, in vista della creazione di un futuro spazio museale. In particolare, saranno realizzati gli impianti di illuminazione, antincendio, sicurezza e videosorveglianza e la predisposizione di arredi idonei all’allestimento del percorso espositivo.

Un esempio virtuoso di collaborazione pubblico-privato che restituisce al mondo uno dei monumenti chiave della storia dell’umanità. Già da oggi, il Mausoleo di Augusto torna a vivere per la cittadinanza e i turisti grazie alla valorizzazione delle attività di cantiere realizzate da Fondazioni TIM che ha stanziato, fin da ora, per queste e altre iniziative, ulteriori 2 milioni di euro.

Per dare nuova vita agli spazi che circondano il monumento, infatti, la recinzione del cantiere diventa una installazione permanente di circa 300 metri lineari sui lati est, nord e ovest, che permetterà al pubblico di vivere una esperienza immersiva nella storia di Augusto e del Mausoleo. Le cesate, infatti, raccontano, con testi e immagini color oro su fondo nero, la vita del primo imperatore romano e i diversi usi di cui il suo sepolcro fu oggetto nei secoli. Inoltre dodici pannelli in stampa lenticolare e cinque “hollow mask” che ritraggono il volto di Augusto, aggiungeranno sorpresa e profondità al racconto, dando l’illusione ottica del movimento delle immagini rappresentate e della tridimensionalità. Lo spazio delle cesate sarà infine “immerso” in un’atmosfera musicale che proporrà brani tratti dal repertorio appartenente alla programmazione d’eccellenza del periodo dell’Auditorium Augusteo. Accanto alla valorizzazione delle cesate, ogni giorno dal crepuscolo il Mausoleo sarà illuminato da 55 corpi a led di varie dimensioni che daranno una luce modulabile di vari colori, creando immagini suggestive.

La storia di Augusto, delle numerose trasformazioni del Mausoleo e del suo restauro sarà poi raccontata, anche con il supporto di immagini in tecnologia 3D, dal sito www.mausoleodiaugusto.it, che – on line da oggi – consentirà a tutti gli appassionati del mondo di compiere un viaggio interattivo nelle sezioni dedicate ai diversi contenuti. Il sito è disponibile anche in lingua inglese ed è ottimizzato per la visione da PC, smartphone e tablet (Android, iOS e Windows).

“Restituiamo luce ad un capolavoro dell’antica Roma, abbandonato da anni nel pieno centro della città – sottolinea la sindaca Virginia Raggi – Grazie al prezioso contributo della Fondazione TIM i romani ed i turisti potranno finalmente riappropriarsi di una delle opere architettoniche più affascinanti. Roma torna a prendersi cura delle ricchezze che ci ha lasciato il passato e le mette a disposizione dei suoi cittadini e dei visitatori di tutto il mondo”, conclude.

“Riportare il Mausoleo di Augusto al centro della vita culturale, ripristinandone la piena fruibilità a beneficio dei cittadini di Roma e del mondo, ha costituito per l’amministrazione di Roma Capitale – afferma il sovrintendente capitolino ai Beni Culturali Claudio Parisi Presicce – un obiettivo perseguito, negli anni, con determinazione, che non avrebbe potuto concretizzarsi senza l’importante elargizione liberale da parte della Fondazione TIM. Questo nuovo atto di mecenatismo, che consente la valorizzazione di uno dei più significativi monumenti della città eterna, ribadisce ancora una volta quanto mettere a beneficio comune le risorse pubblico-privato possa contribuire ad elevare la ricchezza del patrimonio storico e culturale di cui abbiamo l’onore di tramandare l’eredità”.

“Siamo orgogliosi di poterci intestare, insieme a Roma Capitale, il recupero di uno degli luoghi più centrali per rilevanza storica nel patrimonio archeologico mondiale“, ha dichiarato Giuseppe Recchi, Presidente Esecutivo del Gruppo TIM e Presidente della Fondazione TIM. “Mettiamo le nostre competenze tecnologiche di azienda italiana al servizio del Paese e contribuiamo al recupero del Mausoleo di Augusto con l’obiettivo di ridare vita a quello che pensiamo sarà uno dei luoghi più visitati da italiani e stranieri. Il nostro non va visto come un mero atto di mecenatismo, ma come una nuova modalità di partecipazione dei privati alla valorizzazione del patrimonio storico e culturale del Paese: oltre al restauro, infatti, realizzeremo anche una innovativa esperienza di visita multimediale del Mausoleo, che renderà ancora più affascinante e spettacolare la capacità narrativa dei tesori italiani”, ha aggiunto Recchi.

Contestualmente a questa seconda fase, prosegue il restauro conservativo, i cui lavori, iniziati il 31 ottobre scorso (per un ammontare di 4.275.000 euro, di cui 2 milioni versati dal Mibact e 2.275.000 di Roma Capitale) riguardano prevalentemente opere di consolidamento volte a evitare un ulteriore deterioramento dei materiali millenari e a scongiurare la possibilità di crolli.  Il progetto di restauro ha previsto, inoltre, le indagini archeologiche volte ad acquisire una conoscenza più approfondita, e con ogni probabilità definitiva, della struttura architettonica originaria del Mausoleo e di quanto ancora conservato della sua decorazione. L’entità delle spoliazioni nel corso dei secoli, infatti, sommata alle complesse e diversificate trasformazioni architettoniche, che hanno di volta in volta cambiato destinazione d’uso al monumento, hanno generato grande incertezza sulle ipotesi ricostruttive avanzate dal tardo Quattrocento a oggi.

Si tratta del primo intervento di restauro complessivo del Mausoleo, eseguito dopo più di ottant’anni dall’isolamento voluto dal Governatorato del Ventennio.

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CIRCO MASSIMO AREA ARCHEOLOGICA

Riapre al pubblico l’ area archeologica del Circo Massimo il più grande edificio per lo spettacolo dell’ antichità dove si svolgevano manifestazioni pubbliche di ogni genere: competizioni ippiche, cacce con animali esotici, rappresentazioni teatrali ma anche esecuzioni pubbliche, processioni religiose e trionfali.

Un lavoro di restauro magnifico che permetterà da oggi ai visitatori di accedere alle gallerie che un tempo conducevano alle gradinate della cavea. Le indagini archeologiche hanno permesso di arricchire il quadro delle conoscenze sul monumento con la riscoperta della strada basolata ma anche alcune delle stanze che venivano utilizzate come botteghe.

Nella zona centrale si trovava uno dei più grandi archi trionfali di Roma, l’ Arco di Tito e che le indagini hanno consentito di rimettere in luce le basi dell’ arco e le sue dimensioni originarie, nonché il recupero di alcuni importanti frammenti architettonici.

Infine, una scala interna alla medievale Torre della Moletta vi consentirà di arrivare fino al piano superiore e di godere di uno splendido punto panoramico sull’ area archeologica.

ORARI: Fino all’ 11 dicembre dal martedì alla domenica ore 10 – 16 (ultimo ingresso ore 15)

Dal 12 dicembre sabato e domenica ore 10 – 16 (ultimo ingresso ore 15) dal martedì al venerdì su prenotazione allo 060608

BIGLIETTI Intero € 4,00 Ridotto € 3,00

INFO http://www.sovraintendenzaroma.it tel. 060608

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MERCATI DI TRAIANO

Una tappa fondamentale per chi viene a Roma sono i Mercati di Traiano, un complesso di edifici costruiti in laterizio su sei livelli, ricavati dal taglio delle pendici del Quirinale che ad oggi ospitano il Museo dei Fori Imperiali, un fantastico esempio architettonico legato al sistema urbanistico dei Fori Imperiali.

Il Museo inaugurato nel 2007 costituisce il primo museo di architettura antica e ricostruisce la mappatura degli antichi Fori Imperiali nello specifico quello di Traiano, di Cesare, di Nerva, di Augusto e il Tempio della Pace attraverso le decorazioni architettoniche e scultoree rinvenute negli anni che ci regalano la percezione e la dimensione di quello che poteva essere un tempo.

Entrando in questo complesso si ha subito la percezione di quello che poteva rappresentare nell’ antica Roma: uno stupendo complesso a terrazze, un vero e proprio prototipo dei nostri moderni centri commerciali, un progetto rivoluzionario per l’ epoca diviso in diversi spazi collegati tra loro da scale e corridoi 5 piani con 150 negozi.

L’ ultimo piano era dedicato ai ceti più poveri dove si distribuivano razioni gratuite di cibo nei piani sotto di esso si poteva trovare ogni sorta di delizia proveniente da i quattro angoli dell’ impero come spezie rare, gemme preziose e tessuti pregiati un luogo dove concludere affari e rilassarsi.

Oggi i Mercati di Traiano rappresentano un complesso architettonico dalle caratteristiche uniche a Roma e nel mondo che hanno vissuto l’ evoluzione della città dall’ età imperiale ai giorni nostri e che oggi stanno vivendo una nuova stagione con il Museo dei Fori Imperiali.

Tante le esposizioni che vengono ospitate in questo luogo suggestivo capace di regalare emozioni uniche con le sue terrazze su Roma e i suoi incredibili panorami da cui si può gustare la città eterna da una diversa prospettiva.

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LA GIRANDOLA DI ROMA

10° edizione 29 giugno 2016 ore 21.40 Piazza del Popolo

Tra pochi giorni sarà possibile rivivere una delle rievocazioni storiche più suggestive della città eterna: “La Girandola“. L’ antica tradizione romana dei fuochi d’ artificio, nata alla fine del ‘400, fu ideata da Michelangelo Buonarroti e perfezionata dal Bernini,  e quest’ anno per il decennale si terrà per la prima volta a Piazza del Popolo il 29 giugno 2016 alle ore 21:40 in occasione della festività di San pietro e Paolo. Saranno 16 minuti di puro spettacolo … pronti a rivolgere gli occhi verso il cielo ?

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IL TEMPIO DI PORTUNO AL FORO BOARIO

La scoperta dei luoghi più segreti e nascosti di Roma prosegue con le fantastiche iniziative del FAI (Fondo Ambiente Italiano).

Questa settimana Roma Aeterna, grazie alla Delegazione FAI Roma, ha avuto modo di scoprire uno dei tesori di Via Petroselli sul Lungotevere… “Il Tempio Portuno” al Foro Boario.

Tantissime volte percorrendo Via del Teatro Marcello ci siamo trovati davanti ai due templi posizionati su questa grande arteria romana, e che spesso pur risultando familiari ne abbiamo ignorato la storia… e il riferimento non è solo al Tempio Portuno ma anche quello di Ercole Vincitore!

Il Tempio rettangolare di Portuno è uno degli edifici più integri della Roma antica, fu eretto per invocare la protezione della divinità fluviale sulle attività commerciali legate alla vita del porto, il Portus Tiberius.

Il Tempio nel corso dei secoli ha subito diverse trasformazioni, che ne hanno conservato la struttura basilare. Prima culto pagano poi chiesa cristiana dedicata alla Vergine Maria, cambiamento che ha determinato notevoli modifiche sia strutturali che decorative.

Entrare in questo piccolo luogo ricco di storia è davvero emozionante, ogni elemento al suo interno è un piccolo indizio capace di farti ricostruire, se pur con la fantasia, l’ originaria struttura con le sue bellissime decorazioni pittoriche.

Dall’ interno del Tempio spicca il grande colonnato nel quale si intravede la grande Via del Teatro Marcello… un simpatico cambiamento di prospettiva rispetto al solito.

Un ringraziamento speciale ancora una volta va al FAI e ai suoi volontari che stanno rendendo questa primavera romana davvero unica, all’ insegna della bellezza e della cultura.

Nel nostro articolo tutte le foto per ricostruire questo fantastico pomeriggio romano, ricordandovi di visitare il sito ufficiale del Fondo Ambiente Italiano, impegnato nella valorizzazione e nella conservazione del patrimonio italiano, sul quale sarà possibile scoprire tutti i prossimi eventi nella capitale.

http://www.fondoambiente.it 

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L’ ORDINE DEI CAVALIERI DI MALTA APRE LE SUE PORTE

E’ da sempre uno dei luoghi più segreti e suggestivi di Roma, tutti noi abbiamo almeno per una volta spiato dal famoso “buco della serratura” la grande cupola di San Pietro con il meraviglioso viale alberato, per la prima volta, in occasione delle giornate di primavera FAI (Fondo Ambiente Italiano), il portone del Priorato dei Cavalieri di Malta sito sul Colle Aventino è stato aperto al pubblico.

La Villa del Priorato di Malta è un insieme di edifici con il loro meraviglioso giardino che ospita l’ ambasciata presso lo Stato italiano dell’ Ordine, godendo quindi di diritto di extraterritorialità dal 1869. Il complesso architettonico si intreccia con la lunga storia del Gran Priorato oggi Sovrano Militare Ordine di Malta. Prima monastero benedettino fortificato, poi passò in mano ai templari e, dopo la loro soppressione, ai cavalieri ospitalieri che vi stabilirono il loro priorato.

La Piazza e il complesso furono affidati a Giovan Battista Piranesi che ne ricevette la commissione dal nipote di Papa Clemente XIII, incarico che porterà a termine realizzando cosi l’ unica opera architettonica completa che si conosce, vero testamento spirituale dell’ artista nel quale infuse tutta la conoscenza esoterica e il simbolismo che la sua appartenenza alle logge della Massoneria gli avevano conferito.

Un angolo di Roma mistico e suggestivo con i suoi giochi di prospettiva, panorami da mozzare il fiato, il bellissimo giardino all’ italiana… tutto questo ci ha regalato qualche ora di vera magia.

Attraverso i nostri scatti che vogliamo condividere con tutti voi questo bellissimo ricordo di primavera, un nuovo angolo inaccessibile di Roma è stato visitato e che ancora una volta ci rende orgogliosi di essere romani… un patrimonio artistico e culturale di rara bellezza!

Il nostro ringraziamento va al FAI (www.fondoambiente.it) per aver organizzato in modo esemplare questo weekend di primavera … ricordandovi di aderire attraverso tesseramento a questo straordinario progetto di tutela e riqualificazione del territorio italiano ma soprattutto per usufruire dei tantissimi vantaggi riservati agli iscritti.

Un GRAZIE speciale va anche all’ Ordine di Malta per aver condiviso insieme a tutti noi il loro angolo di paradiso!

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UN VIAGGIO NELL’ ANTICA ROMA

 

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Abbiamo scoperto questo fantastico documentario che ricostruisce Roma in modo davvero speciale, grazie alla grafica computerizzata !

Un modo alternativo ed inedito per scoprire le particolarità della nostra città ma soprattutto per comprendere meglio le testimonianze del passato.

Seguiteci in questo particolarissimo viaggio !

UN VIAGGIO NELLA CITTA’ ETERNA RICOSTRUITA CON UNA GRAFICA SPECIALE

BUONA VISIONE !!!

RIAPERTURA ROSETO COMUNALE ROMA

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Una data da non perdere quella del 21 aprile 2018 giorno della riapertura del roseto comunale che coinciderà con il 2771 Natale di Roma. Una fantastica occasione per immergersi in questa bellissima oasi di verde nel cuore della Capitale tra mille profumi e varietà di bellissime rose. Il giardino sarà visitabile fino al 17 giugno ed ospiterà una collezione di 1100 esemplari di particolarissime rose…alcune molto rare provenienti dalle diverse parti del mondo che fioriranno nel mese di maggio regalandoci uno spettacolo unico e suggestivo. Lasciatevi rapire da questa magica atmosfera, tra maestosi pergolati in fiore, sentieri colorati e una vista su Roma davvero inedita dal colle Aventino a due passi dal Circo Massimo.

Location:
Roseto Comunale

Indirizzo:
via di Valle Murcia, 6 – R0ma

Quando:
Dal 21 aprile al 17 giugno 2018

Orari:
Tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30

Ingresso gratuito

A PALAZZO BRASCHI BULGARI IN MOSTRA CON “SERPENTI FORM”

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Il 10 Marzo è stata inaugurata a Roma nel bellissimo Palazzo Braschi la mostra “SerpentiForm” un’esposizione che la Maison Bulgari ha voluto dedicare all’icona millenaria del serpente: un percorso eclettico e suggestivo che ripercorre attraverso  la creatività la storia di icona nell’arte, nella gioielleria e nel design.

Questa mattina grazie alla collaborazione con Musei in Comune Roma e Zètema abbiamo avuto la possibilità di visitare questa esposizione davvero innovativa, un vero e proprio percorso multimediale dove il serpente è al centro della ricerca artistica che ha ispirato molti dei protagonisti dell’ arte contemporanea, del design, della moda, della fotografia e illustrazioni artistiche.

Il Serpente come emblema di seduzione, rinascita e trasformazione la sua natura e i suoi molteplici significati si intrecciano da sempre con la storia dell’ umanità passando da Oriente a Occidente. Negli anni ’40 la Maison Bulgari coglie questa grande forza espressiva reinterpretandolo con la sua creatività nel mondo dell’ alta gioielleria. Jean-Christophe Babin, Amministratore Delegato di Bulgari, ha commentato: “SerpentiForm rappresenta un tributo ad un motivo ricco di suggestioni e profondamente legato alle radici Greco-Romane della Maison. La mostra è anche un’occasione per scoprire un dialogo proficuo e stimolante: espressione del senso estetico e delle tendenze di un’epoca, la gioielleria trae spesso ispirazione dall’arte poiché con essa condivide l’attenzione per il dettaglio e la tensione a plasmare la materia per conferirle una nuova forma e una nuova vita” .

Il percorso si apre attraverso l’esposizione di gioielli antichi provenienti da Pompei e dal Museo Archeologico di Napoli testimonianza del culto del serpente nel mondo antico, oltre alle creazioni Serpenti in “tubogas” di gioielleria dell’ archivio di Bulgari, costumi teatrali e cinematografici, oggetti di design, sculture e fotografia.

Nella mostra sono molti gli artisti ad omaggiare il serpente attraverso le loro opere tra le quali le divertenti e coloratissime icone di Keith Haring, l’originalità dell’ artista spagnolo Mirò, gli specchi misteriosi di Mat Collishaw, oltre a Paul Klee, Alexander Calder per citare solo alcuni degli artisti in mostra ma anche scatti di fotografi illustri come Robert Mapplethorpe, Helmut Newton, Peter Hujar e Guido Mocafico, capaci di interpretare il serpente come nessun altro.

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Lo sfondo di Serpentiform sono i prestigiosi ambienti di Palazzo Braschi, una vera e propria ciliegina sulla torta in questo percorso sensoriale capace di fondere antico e moderno, lo stesso Palazzo è oggetto di una delle iniziative che vede impegnata la Maison Bulgari nel supporto e nella rivalutazione del patrimonio artistico e culturale di Roma, un sodalizio con Musei di Roma – Palazzo Braschi finalizzato a finanziare il nuovo allestimento illuminotecnico dello scalone monumentale del Museo, su progetto del celebre direttore della fotografia italiano Luca Bigazzi vincitore per sette volte  del David di Donatello e artefice di capolavori come La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino.

SerpentForm sarà in mostra a Palazzo Braschi fino al 10 Aprile 2016

Info mostra tel 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 21.00)

www.museodiroma.it www.museiincomuneroma.it

APERTURA DEL PORTONE DEL PRIORATO DI MALTA

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Sono tornate le giornate FAI di Primavera (Fondo Ambiente Italiano) una Fondazione Nazionale senza scopo di lucro nata per promuovere in concreto una cultura di rispetto della natura, dell’arte, della storia e delle tradizioni d’Italia e tutelare un patrimonio che è parte fondamentale delle nostre radici e della nostra identità. Il FAI dal 1975 ha salvato, restaurato e aperto al pubblico importanti testimonianze del patrimonio artistico e naturalistico italiano.

In occasione delle Giornate di Primavera i beni del FAI riuniscono visitatori con interessanti iniziative per celebrare l’arrivo della primavera e a Roma l’ appuntamento sarà davvero imperdibile.

A Piazza dei Cavalieri di Malta, sul Colle Aventino Sabato 19 (dalle 10.00 alle 18.00) per i soli iscritti FAI e Domenica 20 Marzo 2016 (dalle 10.00 alle 18.00) aperto a tutti con corsie preferenziali per gli iscritti FAI  il Priorato dei Cavalieri di Malta APRIRÀ IN VIA STRAORDINARIA il suo storico portone da dove tutti possono spiare la Villa del Priorato di Malta dal famoso buco della serratura ma l’ unica cosa visibile a tutti è sempre il bellissimo viale che incornicia la Cupola di San Pietro.

Grazie alla concessione dell’ Ordine si potranno ammirare le opere di G.B. Piranesi, il giardino settecentesco, la chiesa di S.Maria del Priorato  e la Villa Magistrale, una giornata davvero speciale per condividere la magica atmosfera di uno dei luoghi più segreti di Roma.

Iscriversi al FAI conviene: sostienici.fondoambiente.it

LE VIE CON I NOMI PIÙ CURIOSI A ROMA

Via di Santa Passera: il nome della via non si riferisce nè al ministro, né a ciò che volgarmente si intende, ma il nome di una via nel quartiere Portuense derivante da una corruzione dal latino Abbas Cirus; l’abate martire Ciro era infatti il dedicatario originario della Chiesa fatta costruire nel 420 dalla matrona romana Teodora che qui volle deporre le spoglie dei santi Giovanni e Ciro. La chiesa fu poi ricostruita nel XIV secolo assumendo il toponimo di Santa Passera, che, per l’appunto, non è altro che la corruzione della forma latina Abbas Cirus, da cui le forme Abbaciro, Appaciro,Appacero, Pacero e in ultimo Passera.

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Via dei Cessati Spiriti: si tratta di una Via del quartiere Appio il cui nome è legato a leggende popolari. Infatti i “cessati spiriti”, abitanti zone piuttosto isolate, erano dei fantasmi che, dopo aver spaventato e derubato qualche malcapitato “cessavano” appunto cioè scomparivano. Secondo altri farebbero invece riferimento agli spiriti che derubavano i viandanti presso l’Osteria dei cessati spiriti, per esorcizzare i quali venne posta una statuetta raffigurante la Vergine sulla facciata dell’edificio facendo così “cessare” gli spiriti.

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Via delle Galline Bianche: il nome farebbe pensare ad un luogo destinato all’allevamento di polli e invece è legato ad una leggenda che ci riferisce anche lo stesso Plinio il Vecchio e che ha per protagonista una gallina bianca. Questa infatti, sfuggita forse alla presa di un’aquila in volo, sarebbe caduta completamente illesa in grembo a Livia, moglie di Augusto, mentre era nel giardino della sua villa nei pressi della Via Flaminia (che conserva tuttora l’odonimo, appunto Viale delle Galline Bianche). Fu così che, interpretandolo come un miracolo, Livia se ne prese cura trasportando e custodendo la gallina nella zona dell’Alta Semita (nei pressi di Via XX Settembre), chiamata anch’essa “Galline Bianche”. A questi due luoghi così denominati se ne aggiunge un terzo indicante la zona compresa tra il Quirinale e il Viminale, che reca la stessa nomenclatura. Non si spiega solo il perché si sia stato pluralizzato.

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Via di Affogalasino: Sull’origine dell’antico toponimo circolano varie ipotesi. Il nome bizzarro deriverebbe da una triste vicenda accaduta ad un povero asinello annegato in un fosso dopo un violento temporale. Invece, presso gli studiosi il nome viene accreditato all’etimologia del denigratorio epiteto di “asini” con cui erano chiamati i primi cristiani e dalla consuetudine locale di condannarli con il martirio per annegamento.

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Via delle Zoccolette: forse la più particolare tra le vie strane di Roma. Ebbene, così erano chiamate le orfanelle del Convento dei SS. Clemente e Crescentino fondato da papa Clemente XI nel 1715 per dei calzari da loro usati, secondo un’ipotesi poco accreditata. Stando a quanto dice Sergio Delli il vezzeggiativo era utilizzato in senso buono poiché le orfanelle, una volta uscite dal convento, erano destinate al marciapiede, almeno che non avessero trovato marito o impiego come donne di servizio. Il che era possibile, considerando che all’interno del Convento imparavano a cucire, lavare e ricamare e pertanto questo non rende l’ipotesi del Delli molto attendibile. Secondo un’altra ipotesi, invece, l’aggettivo zoccolette sarebbe stato ereditato dalle madri: infatti la maggior parte delle ragazze erano orfane di padre o comunque figlie di padre ignoto. E allora le madri le portavano in un orfanotrofio per continuare a fare le zoccole, da cui il vezzeggiativo sarebbe passato ad indicare erroneamente le povere orfanelle. Da qui Via delle Zoccolette nel rione Regola.

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Fonte: LineaDiretta24.it