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APERTURA DEL PORTONE DEL PRIORATO DI MALTA

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Sono tornate le giornate FAI di Primavera (Fondo Ambiente Italiano) una Fondazione Nazionale senza scopo di lucro nata per promuovere in concreto una cultura di rispetto della natura, dell’arte, della storia e delle tradizioni d’Italia e tutelare un patrimonio che è parte fondamentale delle nostre radici e della nostra identità. Il FAI dal 1975 ha salvato, restaurato e aperto al pubblico importanti testimonianze del patrimonio artistico e naturalistico italiano.

In occasione delle Giornate di Primavera i beni del FAI riuniscono visitatori con interessanti iniziative per celebrare l’arrivo della primavera e a Roma l’ appuntamento sarà davvero imperdibile.

A Piazza dei Cavalieri di Malta, sul Colle Aventino Sabato 19 (dalle 10.00 alle 18.00) per i soli iscritti FAI e Domenica 20 Marzo 2016 (dalle 10.00 alle 18.00) aperto a tutti con corsie preferenziali per gli iscritti FAI  il Priorato dei Cavalieri di Malta APRIRÀ IN VIA STRAORDINARIA il suo storico portone da dove tutti possono spiare la Villa del Priorato di Malta dal famoso buco della serratura ma l’ unica cosa visibile a tutti è sempre il bellissimo viale che incornicia la Cupola di San Pietro.

Grazie alla concessione dell’ Ordine si potranno ammirare le opere di G.B. Piranesi, il giardino settecentesco, la chiesa di S.Maria del Priorato  e la Villa Magistrale, una giornata davvero speciale per condividere la magica atmosfera di uno dei luoghi più segreti di Roma.

Iscriversi al FAI conviene: sostienici.fondoambiente.it

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LE VIE CON I NOMI PIÙ CURIOSI A ROMA

Via di Santa Passera: il nome della via non si riferisce nè al ministro, né a ciò che volgarmente si intende, ma il nome di una via nel quartiere Portuense derivante da una corruzione dal latino Abbas Cirus; l’abate martire Ciro era infatti il dedicatario originario della Chiesa fatta costruire nel 420 dalla matrona romana Teodora che qui volle deporre le spoglie dei santi Giovanni e Ciro. La chiesa fu poi ricostruita nel XIV secolo assumendo il toponimo di Santa Passera, che, per l’appunto, non è altro che la corruzione della forma latina Abbas Cirus, da cui le forme Abbaciro, Appaciro,Appacero, Pacero e in ultimo Passera.

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Via dei Cessati Spiriti: si tratta di una Via del quartiere Appio il cui nome è legato a leggende popolari. Infatti i “cessati spiriti”, abitanti zone piuttosto isolate, erano dei fantasmi che, dopo aver spaventato e derubato qualche malcapitato “cessavano” appunto cioè scomparivano. Secondo altri farebbero invece riferimento agli spiriti che derubavano i viandanti presso l’Osteria dei cessati spiriti, per esorcizzare i quali venne posta una statuetta raffigurante la Vergine sulla facciata dell’edificio facendo così “cessare” gli spiriti.

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Via delle Galline Bianche: il nome farebbe pensare ad un luogo destinato all’allevamento di polli e invece è legato ad una leggenda che ci riferisce anche lo stesso Plinio il Vecchio e che ha per protagonista una gallina bianca. Questa infatti, sfuggita forse alla presa di un’aquila in volo, sarebbe caduta completamente illesa in grembo a Livia, moglie di Augusto, mentre era nel giardino della sua villa nei pressi della Via Flaminia (che conserva tuttora l’odonimo, appunto Viale delle Galline Bianche). Fu così che, interpretandolo come un miracolo, Livia se ne prese cura trasportando e custodendo la gallina nella zona dell’Alta Semita (nei pressi di Via XX Settembre), chiamata anch’essa “Galline Bianche”. A questi due luoghi così denominati se ne aggiunge un terzo indicante la zona compresa tra il Quirinale e il Viminale, che reca la stessa nomenclatura. Non si spiega solo il perché si sia stato pluralizzato.

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Via di Affogalasino: Sull’origine dell’antico toponimo circolano varie ipotesi. Il nome bizzarro deriverebbe da una triste vicenda accaduta ad un povero asinello annegato in un fosso dopo un violento temporale. Invece, presso gli studiosi il nome viene accreditato all’etimologia del denigratorio epiteto di “asini” con cui erano chiamati i primi cristiani e dalla consuetudine locale di condannarli con il martirio per annegamento.

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Via delle Zoccolette: forse la più particolare tra le vie strane di Roma. Ebbene, così erano chiamate le orfanelle del Convento dei SS. Clemente e Crescentino fondato da papa Clemente XI nel 1715 per dei calzari da loro usati, secondo un’ipotesi poco accreditata. Stando a quanto dice Sergio Delli il vezzeggiativo era utilizzato in senso buono poiché le orfanelle, una volta uscite dal convento, erano destinate al marciapiede, almeno che non avessero trovato marito o impiego come donne di servizio. Il che era possibile, considerando che all’interno del Convento imparavano a cucire, lavare e ricamare e pertanto questo non rende l’ipotesi del Delli molto attendibile. Secondo un’altra ipotesi, invece, l’aggettivo zoccolette sarebbe stato ereditato dalle madri: infatti la maggior parte delle ragazze erano orfane di padre o comunque figlie di padre ignoto. E allora le madri le portavano in un orfanotrofio per continuare a fare le zoccole, da cui il vezzeggiativo sarebbe passato ad indicare erroneamente le povere orfanelle. Da qui Via delle Zoccolette nel rione Regola.

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Fonte: LineaDiretta24.it

UN ANGOLO DI GIAPPONE A ROMA: LA FIORITURA DEI SAKURA

A Roma in Primavera c’è un appuntamento da non perdere assolutamente. Apre al pubblico un angolo di paradiso nel cuore della città eterna stiamo parlando dei bellissimi giardini dell’ Istituto Giapponese di Cultura nella bellissima zona Parioli.

Con profumi, atmosfere e la natura tipica del Sol levante l’ Istituto si estende per 2.568 m2 e sorge nella zona di Valle Giulia di fronte alla Facoltà di Architettura e vicino alla Galleria Nazionale di Arte Moderna con lo scopo di diffondere la cultura Giapponese in Italia.

In questo periodo si può ammirare uno spettacolo davvero straordinario ovvero la fioritura dei Sakura meglio conosciuti come fiori di ciliegio fenomeno che in Giappone prende il nome di Hanami cioè l’ usanza di ammirare questi meravigliosi alberi in fiore!

Per chi volesse partecipare all’Hanami senza attraversare mezzo mondo, Roma offre questa occasione. L’ Istituto Giapponese di Cultura aprirà le porte del suo meraviglioso giardino ai suoi visitatori con una prenotazione obbligatoria e la possibilità di effettuare anche delle visite guidate !

Per tutte le informazioni visitate il sito ufficiale: www.jfroma.it

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VILLA MEDICI SI ILLUMINA DI MAGIA

Un’ incredibile serata ha visto protagonista l’ Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, e Roma Aeterna non poteva mancare a questo fantastico evento.

L’ occasione sono i festeggiamenti per i 350 anni dell’ Accademia di Francia, quando nel lontano 1666, venne fondata per volere di Luigi XIV con la missione principale di accogliere artisti e ricercatori. Da sempre l’ Accademia favorisce la creazione artistica e promuove il dialogo tra culture, arti ed epoche storiche, ha ospitato, tra gli altri, Ingres, Berlioz, Carpeaux, Debussy, Garnier, ma anche Dutilleux, Guibert.

Situata nei pressi del Pincio con la sua meravigliosa vista su Roma, Villa Medici è una delle più belle ville italiane d’ epoca rinascimentale e al tempo stesso Palazzo e residenza di campagna. Proprietà del Cardinale Ricci, venne acquistata nel 1576 dal Cardinale Fernando De’ Medici che le conferì nelle linee essenziali il carattere odierno. Napoleone la acquisì nel 1803 e vi stabilì l’ Accademia di Francia a Roma. Nel 1961 l’ allora direttore Balthus intraprese importanti lavori di restauro dell’ edificio che portano ad oggi la sua impronta. I giardini che si estendono sono di 8 ettari, hanno conservato intatto il loro tracciato cinquecentesco.

Proprio nei magnifici giardini si si sono svolti i festeggiamenti per il suo 350 esimo Anniversario con la proiezione sulla sua facciata interna di luci e immagini ispirate alla sua storia che hanno esaltato la sua bellezza in una vera e propria notte di magia.

Con smartphone alla mano ci siamo divertiti a catturare per voi tutte questi fantastici giochi di magia resi possibili grazie al collettivo Spectaculaires – Allumeurs d’images che ha creato uno spettacolo straordinario.

Rivivete insieme a noi questa fantastica notte…

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LA BASILICA DI SAN PIETRO IN VINCOLI

Cari amici, vi diamo qualche buon motivo per visitare questo luogo meraviglioso di Roma si tratta della Basilica di San Pietro in Vincoli: è una delle Basiliche più importanti di Roma per il suo valore storico e artistico, custodisce al suo interno un’importantissima reliquia ma soprattutto contiene una delle più belle opere di Michelangelo Buonarroti.

Questi sono solo alcuni dei motivi per visitare e scoprire questo vero e proprio gioiello custodito tra il Rione Monti e il Colle Oppio ci troviamo precisamente in Piazza di San Pietro in Vincoli.

Conosciuta anche con il nome di Basilica Eudossiana per il nome della sua fondatrice l’ imperatrice romana Licinia Eudossia che la fece costruire per custodire le catene (in latino vincula) di San Pietro.

Secondo la leggenda Papa Leone I le aveva avvicinate per confrontarle e le catene si erano congiunte tra loro in maniera inseparabile, tuttavia, non è la reliquia ad aver reso celebre la Basilica.

Dal 1545 in fondo sul transetto destro si trova la tomba di Giulio II con il celebre Mosè di Michelangelo. La statua fu scolpita nel 1513, per ornare il monumento funebre che Giulio II aveva commissionato a Buonarroti: uno straordinario complesso marmoreo, la figura del profeta disceso dal Sinai con le tavole della Legge sotto il braccio mentre con l’ altra mano accarezza la lunga barba, che secondo il Vasari fu scolpita con una perfezione tale da sembrare più opera di un pennello che di uno scalpello.

Una volta all’ interno della Basilica lo sguardo viene subito catturato dalla navata centrale che mostra la grande tela di Giovanni Battista Parodi.

Ecco alcuni scatti che sono stati eseguiti nel suo interno sperando di farvi immergere nella sua magica atmosfera…

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LE 10 MIGLIORI PIZZERIE DI ROMA

State cercando il ristorante giusto per una sera importante o un’ occasione da festeggiare o semplicemente un’uscita tra amici, grazie al sito”Puntarella Rossa” abbiamo scoperto le 10 Pizzerie migliori della Capitale e vogliamo condividere insieme a tutti voi!

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CENTRO STORICO

EMMA

Una delle migliori pizze romane scrocchiarelle, in un locale grande e scenografico, aperto nel maggio 2014 da Francesco Roscino, che nel curriculum ha un periodo di lavoro da Romeo Chef&Baker. Tra le pizze citiamo la zibello e bufala, con pomodoro Pomilia, mozzarella di bufala di Paestum sfilacciata a crudo e culatello di Zibello Pio Tosini (14), I F.lli Salvo, con pomodoro a Piennolo Casa Barone, pancetta arrotolata di Cinta, caciocavallo Podolico e olio Bio Agnoni. In carta ci sono anche le pizze “il monte della farina”, il cui impasto è fatto con una miscela di grano tenero bio del molino Iaquone, farro bianco Bio del Molino Vecchino e sfarinata di grano saraceno Bio. E tra loro c’è la pizza omaggio a Fulvio Pierangelini: con mozzarella Terre Roma, broccoletti cime di rapa e capesante bretoni al profumo di mortadella. Non mancano bruschette con pane lariano semi integrale (ovviamente di Roscioli), crostini con pane di kamut, e i fritti. Tra loro il supplì al telefono, fatto con riso Carnaroli e parmigiano Vacche bianche 30 mesi. Ma Emma non è solo pizzeria: c’è anche un menu da ristorante, con piatti di livello. Segnaliamo l’uovo di San Bartolomeo, uovo in camicia con fondue di Parmigiano e punte di asparagi, la frittata di maccheroni napoletana, la carbonara vegetariana, le polpette in umido e la crostata di visciole e albicocche.

Emma pizzeria, via Monte della Farina 28/29. Tel. 06.64760475 Sito. Aperto tutti i giorni dalle 12.30 alle 15.30 e dalle 19.30 alle 23.45

PORTUENSE

LA FUCINA

Qualcuno la chiama la gioielleria delle pizzerie romane. E in effetti i prezzi non scherzano e si attestano stabilmente ben oltre i 20 euro. Ma la Fucina di Edoardo Papa è qualcosa di più di una pizzeria, per la ricchezza degli ingredienti, la qualità degli impasti, la cura del locale e del servizio. Le farine sono semintegrali macinate a pietra e provenienti da coltivazioni biologiche italiane certificate. La lievitazione è lunga almeno 24 ore e la quantità di lievito utilizzata, spiegano, “è infinitesimale, così da ottenere un impasto che rende la pizza fragrante, quasi biscottata, talmente leggera che osiamo definirla una nuvola”. Non ci sono né fritti né bruschette, ci si concentra sulle pizze, che sono servite una alla volta, già tagliate a fette. Il menu prevede un piccolo nucleo di pizze tradizionali: la Margherita, con polpa di pomodoro e mozzarella di bufala campana Dop – Barlotti e la Marinara, con filetti di acciughe di Cetara. Ma sarebbe uno spreco limitarsi a queste. E allora osate con la Fucina, lasciatevi tentare dalla pizza al salmone selvaggio dell’Alaska affumicato, alla Bottarga di Cabras e formaggio di fossa con vellutata di zucca bio e broccoletti, ai pistacchi di Bronte “slow food”, funghi e mortadella artigianale, dadolata di pere al Barolo e riduzione dello stesso con fontina  valdostana d’alpeggio. La nostra preferita è la S.M. Margherita al rum polpa di pomodoro e pomodorini piennolo vesuviano “Casa Barone” mantecati con Rum Trinidad e mozzarella di bufala Dop – Barlotti a crudo. Se vi aspettate un sapore forte di alcol, vi sbagliate, perché l’acquavite qui è solo un lieve sentore di paradiso, che vi avvolgerà dolcemente tra un boccone di questa pizza morbida, di tipo “napoletano”, con grandi alveoli e un cornicione mai prevaricante.

La Fucina, via Giuseppe Lunati 25/31. Tel. 06.5593368  Sito Aperto dal martedì alla domenica dalle 19.45 alle 23

MONTEVERDE

LA GATTA MANGIONA

Alla Gatta mangiona, dal 1999 a oggi, è rimasta invariata la cura nel confezionare pizze e fritti (ottimi) ma l’offerta si è arricchita e il locale ha trovato una sua gradevolezza spartana, lontana anni luce dal prototipo della pizzeria con i camerieri scortesi e le luci al neon. Il menu comincia dagli “sfizi” (malus per l’orrida parola): sformatini, scamorze in coccio, bruschette, salmone, salumi e formaggi. Ci sono anche alcuni piatti da cucina, pennette di farro con ratatouille e tartare di manzo. Ma dalla Gatta si viene per le pizze ed eccole: ci sono quelle della tradizione (Marinara, Romana, Margherita), poi le “nuove classiche rosse”, tra le quali segnaliamo la “saporita”, con mozzarella di bufala, capperi e acciughe. Tra le “Pizze della Gatta”, ecco la calabrese, con cacio cavallo silano, nduja e pomodori secchi. E tre le bianche, la stracchino e speck. Ottima anche la Marzolina, con caciocavallo, carciofi saltati in padella e pancetta piacentina artigianale.

La Gatta Mangiona, via Ozanam 30-32 Tel. 06.5346702 Sito Aperto tutte le sere dalle 19.45 alle 23.30

TUSCOLANA

SFORNO

Chi ama le pizze e la qualità conosce perfettamente il nome di Sforno, creatura di Stefano Callegari, che il Financial Times ha definito “something of an underground food hero” (una sorta di eroe alternativo del cibo). Nonostante le novità, Sforno non conosce appannamento e resta un caposaldo dei viziosi di pizza e fritti. Parlando di questo locale, non si possono non citare alcune pizze che sono ormai celebri: a cominciare dalla Cacio e pepe e la Greenwich, fatta con mozzarella, blue stilton e riduzione di Porto. Una meraviglia, come sono una meraviglia i fritti, a cominciare dai supplì. Farine selezione, lievito madre e cottura perfetta producono pizze gustose, non scrocchiarelle, morbide e con il cornicione. Da Sforno si unisce il piacere di mangiare gourmet, senza eccessi pretenziosi, e la gradevolezza dell’ambiente.  Da provare ilRosettone, focaccia con quattro spicchi farciti in modo diverso (mortadella, bufala e pachino, cotto e stracchino, rocotta e ventricina).

Sforno, via Statilio Ottato, 110/116. Tel. 06.71546118 Sito Aperto dal lunedì alla domenica dalle 19.45 alle 23.30

PINCIANO

PRO LOCO PINCIANO

Pro Loco Pinciano è il progetto romano di Gastore Pierini e Fiorentina Ceres al quale ha offerto la sua opera, i suoi prodotti e il nome Vincenzo Mancino: una pizzeria con cucina aperta dal 31 ottobre 2014 a due passi da Piazza Fiume, che punta tutto sui prodotti di gastronomia già noti nelle precedenti sedi di Centocelle. Formaggi e salumi uber alles, come dimostra il lungo bancone all’ingresso e tutti rigorosamente laziali: D.o.l., ovvero a denominazione di origine locale. Ma c’è spazio anche per una pizza di ottima qualità (la pasta è davvero morbida) e un menu variegato. Una cinquantina di posti in sala, ma anche un piccolo dehor per una ventina di persone. Il menu è ricco: si può cominciare con una panzanella con stracciata di bufala di Amaseno e olio di Itri (10 euro). O con un fritto: c’è il supplizio alla romana di Arcangelo Dandini (3 euro), ma anche il morro di baccalà in pastella croccante e le patatine cacio e pepe. Capitolo pizze: la Margherita costa 7 euro, ma ci sono molte varianti più ricche. Citiamo la Margherita Fumè (con prosciutto di Bassiano affumicato); la Conciata, con conciato di San Vittore e zucca; la Gaeta, con pomodoro, acciughe di Gaeta e mozzarella. Ottime le focacce, morbide e croccanti: si può avere con mortadella e carciofo alla romana, oppure con fiocco della Tuscia e broccoletti sott’olio; con prosciutto cotto dol e mela rossa del Lazio, o semplice con rosmarino. Splendida la selezione mista di salumi e formaggi Dol “Rarità del Lazio”: ci sono il prosciutto di Guarcino; una bresaola di Scottona, ovvero una carne morbida, non “stressata”, che proviene da un bovino femmina che non ha mai partorito; un prosciutto fatto per metà di cinta senese (il maiale toscano con la fascia di pelo bianco sul torace) e per metà di Mangalitza (maiale ungherese); una bresaola con scottona, la mortadella che al posto dei pistacchi ha lacannella, una toma d’alpeggio da 1200 metri, un caciocavallo di Formia e molto altro ancora. Potete specificare al momento della richiesta, se nella selezione volete formaggi più o meno stagionati. Apprezzabile la scelta di mettere a disposizione birre artigianali alla spina, Atlas e Turbacci. Una media costa 5 euro.

Pro Loco Pinciano, via Bergamo 18, Roma. Tel. 06.8414136. Sito Aperto tutti i giorni dalle 11 alle 15 e dalle 19:30 alle 24

TUSCOLANO

MOMA PIZZERIA ROMANA

Con Moma, pizzeria a pochi passi dalla Basilica di Don Bosco (quartiere Tuscolano), si è creato un insolito “triangolo del lievito” nella periferia di Roma sud, i cui restanti vertici sono Sforno e Fermentum. Come Sforno, Moma si fa spazio tra i palazzi soffocanti e illumina la strada di un rosa rassicurante, frutto degli interni bianchi e delle lampade rosse. L’accoglienza è premurosa, l’ambiente è semplice e piacevole. Leggendo il menu si capisce l’origine del nome: si tratta di una galleria di piccoli capolavori della Capitale dei sapori, creata dai fratelli Franco e Gastone Pierini. L’impasto è morbido, la lievitazione di 72 ore, il risultato buono. In carta, tra l’altro, c’è anche il famoso “Supplizio”, realizzato sotto l’amichevole supervisione del suo inventore Arcangelo Dandini: supplì fatto con riso carnaroli, fior di latte e rigaglie di pollo. Tra le altre collaborazioni c’è quella con l’ottima Bottega Liberati, che si trova a due passi, e che fornisce la carne per i maxi hamburger.

Moma pizzeria romana, via Calpurnio Fiamma 40-44, Roma. Tel. 06.7674717 Sito Aperto dal lunedì alla domenica, dalle 19.45 alle 23

MONTESACRO

TONDA

Il nome del creatore è una garanzia: Stefano Callegari (insieme ad Antonio Pratticò), lo stesso di Sforno, 00100 e Trapizzino. E l’impostazione è la stessa anche per Tonda: una pizzeria che unisce in un solo posto i trapizzini inventati per il minuscolo 00100 e i cavalli di battaglia di Sforno, ovvero la Cacio e Pepe e la Greenwich. Per i cultori del genere, c’è uno straordinario forno a legna con biscotto di Sorrento e sabbia del Vesuvio, fatto a mano dal napoletano Stefano Ferrara, che consente di realizzare prodotti perfetti, grazie anche alla qualità delle materie prime e alla lunga lievitazione. Tonda ci mette di suo gli arredi colorati e sbarazzini e un bel dehor, spartano come si conviene a una pizzeria, sia pure d’autore.

Tonda, via di Valle Corteno 31, Roma. Tel. 068180960 Sito Sempre Aperto dalle 19.45 alle 23

BALDUINA

MAGNIFICA

“Chi si loda s’imbroda”, dice l’antico adagio e, in effetti, è buona norma diffidare delle autocelebrazioni e delle etichette che ti annunciano “il miglior ristorante di Roma” e simili. Ma in questo caso il nome scelto per definirsi, La Magnifica, è talmente smaccato che si può sorridere e passar oltre. L’ambizione di questa pizzeria della Balduina (nata dall’idea di Maurizio Valentini, da oltre 10 anni noto per le pizze d’asporto) non è solo onomastica e si riscontra in un locale elegantee in un menu che offre pizze, d’impronta più romana che napoletana, con ingredienti molto particolari. Tra le altre, citiamo la Teresina, bufala campana Dop, mortadella di Bologna Igp e tartufo nero scorzone, quella con la salsiccia di Norcia e l’emulsione di brocoletti romani “strascicati” in padella leggermente piccanti e quella con i funghi cardoncelli arrosto e le patate cotte nel forno a legna su base di mozzarella di bufala campana con croccante di lardo di Colonnata in conca e polvere di patate viola vitelotte. E, infine, la pizza con impasto lievitato 48 ore al foie gras (di Jolanda De Colo), petto d’anatra affumicato, pesche caramellate alla menta, spinaci al burro salato, polvere di amaretto e mozzarella di bufala campana Dop.

Pizzeria Magnifica, via Ugo De Carolis 72/D, Roma. Tel. 06.35452285 – Cell. 342.6775892 Sito Aperto tutti i giorni dalle 19 alle 23 

TUSCOLANO

FERMENTUM

La location è “suggestiva”, come si dice, visto che Fermentum è immersa nel Parco degli Acquedotti. Ma anche la pizza non è da meno: realizzata con lievito madre vecchio di oltre 70 anni e farine biologiche, ha una lievitazione di 72 ore. Per cominciare ci sono fritti e “sfizi”, dai mini arancini (1,5 euro) al carciofo alla giudìa. Poi si passa alla pizza vera e propria: Pancetta piacentina e zucca gialla,  la Testùn Occelli al Barolo e finocchiona toscana, o scaglie di bottarga con carciofini di Sardegna. E ancora, pizza alla ‘Nduja o quella al tartufo e stracciatella.

Fermentum, via Lemonia 214, Roma Tel 06.45481454 Sito Aperto dal lunedì alla domenica dalle 16 alle 0.45

TRASTEVERE

BIR & FUD

Il nuovo Bir&Fud in versione 2.0 ha riaperto il 7 aprile 2014. Dopo soli 7 anni di vita, il locale di Trastevere è stato ristrutturato in maniera molto evidente e perde quel sapore da osteria moderna, per abbracciare un tono un po’ più dark; cresce il numero delle spine, portate al ragguardevole numero di 36; entra in campo la chef stellata Cristina Bowerman(è nella proprietà) che ha pensato una serie di tapas e di piatti per accompagnare la degustazione di birra; mentre lasupervisione delle pizze rimane intestata a Gabriele Bonci, con la novità del forno “rotante” che consente di gestire meglio la cottura contemporanea di più tonde. La lunga fila di spine è il primo elemento che si incontra, insieme ai simil-pesci (che sarebbero in realtà dei chicchi di cereali) che decorano la parete e il soffitto, fatti con le doghe delle botti “rubate” a Birra del Borgo, i cui fondi sono diventati invece elementi integranti dei tavoli. Tra le pizze ci sono naturalmente quelle tradizionali, ma non mancano altre più “goduriose”, in linea con una clientela fatta soprattutto di giovani e turisti trasteverini. Segnaliamo il “Porco Pistacchio”, calzone aperto con mortadella, bufala fresca, pomodori secchi e pesto di pistacchi, la “Trifolata”, con melanzane e funghi trifolati, bufala fresca, parmigiano e basilico. Tra le tapas, il miniburger di Seitan, il bahn mi vegetariano e il fish burger.

Bir&Fud, via Benedetta 23, Roma. Tel. 06.5894016 Sito Aperto dalle 17.30 alle 2 dal lunedì al mercoledì e dalle 11 alle 2 dal giovedì alla domenica

Articolo di Puntarella Rossa

(www.puntarellarossa.it)

ALLA SCOPERTA DEL CASINO NOBILE

Un nuovo meet di Roma Aeterna si è svolto nella magnifica cornice di VILLA TORLONIA… insieme a tutti voi siamo andati alla scoperta dei suoi tesori più nascosti!

La grande passione per Roma ci ha riunito ancora una volta e, attraverso un’esclusiva visita guidata ci siamo immersi nelle meravigliose stanze del CASINO NOBILE un piccolo edificio d’ epoca di grande importanza storica contenuto all’ interno della Villa, con il suo vialetto alberato e il grande scalone che introduce all’ ingresso del Casino stesso.

Vivere i suoi ambienti, ricostruire anche se con l’ immaginazione la sua quotidianità dai Torlonia a Mussolini ci aiuterà ad apprezzare maggiormente questo bellissimo gioiello di Roma.

Stanze affrescate, camere ispirate a poeti e artisti, la grande sala da ballo, la camera egizia qui tutto è un sogno.

Godiamoci alcuni momenti di questo nostro ultimo incontro sperando di rivedervi al più presto!

Un caro e affettuoso saluto a tutti voi …

Alessandro.

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IL TESORO DI PIAZZA NAVONA

Cari amici,

il bello di vivere nella città eterna è che ogni giorno puoi fare una fantastica scoperta! Smartphone alla mano e complice una bellissima domenica di Febbraio ci siamo immersi in quest’affascinante Chiesa di Piazza Navona: SANT’ AGNESE in AGONE.

Per chi non fosse mai entrato in questo angolo di Paradiso ecco alcuni scatti che riescono solo in parte a catturare tutto il suo fascino.

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L’ aspetto attuale, come quasi tutta la restante Piazza Navona è dovuto a Papa Innocenzo X Pamphili che incaricò di ristrutturare tutta la piazza, sede dell’antico circo di Domiziano, a Carlo e Girolamo Rainaldi.

Ai Rainaldi fu affidato l’incarico di ricostruire la chiesa in luogo dell’antica cappella di S. Agnese ma le lentezze e le incertezze degli architetti spinsero Papa Innocenzo X, alcuni asserirono su intervento dell’influentissima Donna Olimpia, ad affidarne nel 1653 la realizzazione al Borromini.
Il Borromini non potè cambiare il progetto a croce greca ma modificò la facciata, rendendola concava, in tre parti di cui la centrale aggettante ed inserì nel progetto due agili campaniletti ai fianchi, ottenendo quindi l’effetto di far risaltare maggiormente la cupola.

La Storia di questo fantastico luogo si fonde con quella di Piazza Navona e dei suoi artisti, entrando al suo interno ciò che cattura subito lo sguardo è il magnifico dipinto della cupola raffigurante la Gloria di Sant’ Agnese.

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Vuole una tradizione popolare che Bernini avesse disegnato due delle figure allegoriche della fontana dei quattro fiumi posizionata difronte la Chiesa per burlarsi del rivale; in particolare, una delle due che guarda verso la chiesa, il Rio della Plata, avrebbe la mano sollevata come gesto di protezione dall’imminente caduta dell’edificio mentre l’ altra, il Nilo, nasconderebbe la testa sotto un velo per non vedere “l’orrenda opera” di Borromini: in realtà il capo velato è un riferimento allegorico al fatto che a quei tempi le origini del Nilo erano ancora sconosciute.

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Una tappa obbligatoria per chi ama Roma, fatevi catturare dalla sua bellezza e dalla magia di Piazza Navona… : )

ROMA PARIGI 60 ANNI di GEMELLAGGIO

Il tricolore italiano e quello francese risplendono nella notte per celebrare i 60 anni del gemellaggio tra Roma e Parigi: illuminazioni artistiche con i colori delle due bandiere hanno brillato su tutti i palazzi del Campidoglio (Palazzo Senatorio, Palazzo dei Conservatori e Palazzo Nuovo) e su Ponte Sant’Angelo. Luci in progressione, poi, con i nuovi impianti a led su tutti gli altri 15 ponti sul Tevere, grazie al progetto di illuminazione promosso dall’Acea che si inaugura proprio stasera. E ancora, dalla Terrazza del Pincio fasci di luce hanno illuminato il cielo di Roma e la Fontana di Piazza del Popolo si è accesa con i colori delle due nazioni! Ecco alcuni scatti che abbiamo raccolto per voi !

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1° MEET ALLA CENTRALE MONTEMARTINI

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Non potevamo non condividere sul nostro blog la bellissima mattina trascorsa con tutti voi alla Centrale Montemartini sulla Via Ostiense. E’ stato meraviglioso conoscervi uno ad uno ma soprattutto aver dato finalmente un volto a chi ci segue ogni giorno : ) !!!

Per il nostro primo incontro ufficiale abbiamo voluto scegliere un polo museale poco conosciuto dal sapore particolare: la CENTRALE MONTEMARTINI è stato un luogo perfetto con la bellissima esposizione di sculture “Le macchine e gli Dei”!

Il polo espositivo dei Musei Capitolini nella ex Centrale termoelettrica Giovanni Montemartini, straordinario esempio di archeologia industriale riconvertito in sede museale, ha avuto inizio nel 1997 con il trasferimento di centinaia di sculture in occasione della ristrutturazione di ampi settori del complesso capitolino, oggi polo museale permanente!

Ecco tutti i bellissimi momenti passati insieme a voi un ringraziamento speciale ad ognuno di voi sperando di rincontrarvi tutti nel nostro prossimo incontro !

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Foto di gruppo prima di iniziare la nostra visita
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“Le macchine e gli Dei”
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MICRoma la fantastica iniziativa del Comune di Roma
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Agnese la nostra fantastica guida di Coopculture

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LE COLLEZIONI DI PALAZZO ALTEMPS

Cortile di Palazzo Altemps

Siete sicuri di aver visitato tutto a Roma, a noi da tempo mancava uno dei gioielli più importanti della Città, inizia la visita nelle meravigliose sale di Palazzo Altemps entrate con noi…

Il Palazzo si trova nel Campo Marzio a due passi da Piazza Navona. Nella stessa struttura durante i lavori di restauro sono state rinvenute strutture di una Domus romana e i resti di numerose case medievali.

Apollo Kitharoidos, Palazzo Altemps
Il Galata suicida

Nel 1568 dimora romana di un cardinale, poi Palazzo contenente le collezioni più importanti della nobiltà romana tra cui il nucleo della collezione Boncompagni Ludovisi insieme alle collezioni Mattei e Del Drago oltre ad alcune opere della stessa famiglia Altemps!

  

  
Ciò che toglie il fiato girando nelle sale del Palazzo è sicuramente la Loggia Dipinta del piano nobile. Lo spazio aperto definito dalle tre arcate e’ dipinto come un giardino incantato, con piante di diversa fioritura e di vite che cresce su tralicci di legno  disegnati a creare aree architettonicamente prospettiche. Inoltre, tantissime sono le ricchissime decorazioni che interpretano le tematiche del mito e della storia di alcune delle sale principali!

Loggia Dipinta

  
  

BIGCITYLIFE: LA RINASCITA DI TORMARANCIA

Come riqualificare un quartiere ai tempi di oggi ??? Con la STREET ART!!! Questo è quello che è successo nella storica borgata romana di Tor Marancia. Un progetto di risonanza internazionale chiamato BIG CITY LIFE ideato da 999 contemporary: diverse opere murali di artisti internazionali che hanno disegnato bellissimi murales, un progetto ideato allo scopo di rinforzare il tessuto sociale e culturale in una periferia quasi dimenticata … e il risultato è sorprendente!

A Tor Marancia gli occhi sono sempre in su per ammirare i forti contrasti di queste magnifiche opere artistiche e ciò che colpisce è la perfetta integrazione tra la moderna street art e gli abitanti un pò “attempati” del luogo, pronti a sfidarsi a carte sotto uno di questi bellissimi murales.

Tuttavia, Tor Marancia rappresenta solo una parte a Roma del grande progetto di riqualificazione attraverso l’ arte, infatti, molti sono i luoghi visitabili per chi ha una vera e propria passione per i colori e le bombolette spray: scaricando l’ App STREETART ROMA potrete disporre di una mappa di tutti i luoghi della città.

Il progetto BIG CITY LIFE e’ stato ideato da 999 Contemporary, finanziato da Fondazione Roma e dal Campidoglio, patrocinato dal VIII municipio e condiviso con l’ Ater! BIG CITY LIFE Via di Tor Marancia 63 – Roma