COSÌ IL MAUSOLEO DI AUGUSTO TORNERÀ AL SUO SPLENDORE

Leave a comment Standard

Il Mausoleo di Augusto, uno dei più significativi monumenti della Roma Antica tornerà presto al suo splendore. Roma Capitale ha avviato la seconda fase di recupero del più grande sepolcro circolare che si conosca grazie alla Fondazione TIM e alla sua donazione di 6 milioni di euro. Al via anche i sondaggi archeologici per la fattibilità del posizionamento dei pilastri che dovranno sorreggere la copertura del Mausoleo.

La partnership tra Campidoglio e la Fondazione TIM punta a restituire “visibilità e visitabilità” al Mausoleo di Augusto attraverso la realizzazione di interventi per il ripristino delle condizioni adeguate di percorribilità da parte del pubblico, in vista della creazione di un futuro spazio museale. In particolare, saranno realizzati gli impianti di illuminazione, antincendio, sicurezza e videosorveglianza e la predisposizione di arredi idonei all’allestimento del percorso espositivo.

Un esempio virtuoso di collaborazione pubblico-privato che restituisce al mondo uno dei monumenti chiave della storia dell’umanità. Già da oggi, il Mausoleo di Augusto torna a vivere per la cittadinanza e i turisti grazie alla valorizzazione delle attività di cantiere realizzate da Fondazioni TIM che ha stanziato, fin da ora, per queste e altre iniziative, ulteriori 2 milioni di euro.

Per dare nuova vita agli spazi che circondano il monumento, infatti, la recinzione del cantiere diventa una installazione permanente di circa 300 metri lineari sui lati est, nord e ovest, che permetterà al pubblico di vivere una esperienza immersiva nella storia di Augusto e del Mausoleo. Le cesate, infatti, raccontano, con testi e immagini color oro su fondo nero, la vita del primo imperatore romano e i diversi usi di cui il suo sepolcro fu oggetto nei secoli. Inoltre dodici pannelli in stampa lenticolare e cinque “hollow mask” che ritraggono il volto di Augusto, aggiungeranno sorpresa e profondità al racconto, dando l’illusione ottica del movimento delle immagini rappresentate e della tridimensionalità. Lo spazio delle cesate sarà infine “immerso” in un’atmosfera musicale che proporrà brani tratti dal repertorio appartenente alla programmazione d’eccellenza del periodo dell’Auditorium Augusteo. Accanto alla valorizzazione delle cesate, ogni giorno dal crepuscolo il Mausoleo sarà illuminato da 55 corpi a led di varie dimensioni che daranno una luce modulabile di vari colori, creando immagini suggestive.

La storia di Augusto, delle numerose trasformazioni del Mausoleo e del suo restauro sarà poi raccontata, anche con il supporto di immagini in tecnologia 3D, dal sito www.mausoleodiaugusto.it, che – on line da oggi – consentirà a tutti gli appassionati del mondo di compiere un viaggio interattivo nelle sezioni dedicate ai diversi contenuti. Il sito è disponibile anche in lingua inglese ed è ottimizzato per la visione da PC, smartphone e tablet (Android, iOS e Windows).

“Restituiamo luce ad un capolavoro dell’antica Roma, abbandonato da anni nel pieno centro della città – sottolinea la sindaca Virginia Raggi – Grazie al prezioso contributo della Fondazione TIM i romani ed i turisti potranno finalmente riappropriarsi di una delle opere architettoniche più affascinanti. Roma torna a prendersi cura delle ricchezze che ci ha lasciato il passato e le mette a disposizione dei suoi cittadini e dei visitatori di tutto il mondo”, conclude.

“Riportare il Mausoleo di Augusto al centro della vita culturale, ripristinandone la piena fruibilità a beneficio dei cittadini di Roma e del mondo, ha costituito per l’amministrazione di Roma Capitale – afferma il sovrintendente capitolino ai Beni Culturali Claudio Parisi Presicce – un obiettivo perseguito, negli anni, con determinazione, che non avrebbe potuto concretizzarsi senza l’importante elargizione liberale da parte della Fondazione TIM. Questo nuovo atto di mecenatismo, che consente la valorizzazione di uno dei più significativi monumenti della città eterna, ribadisce ancora una volta quanto mettere a beneficio comune le risorse pubblico-privato possa contribuire ad elevare la ricchezza del patrimonio storico e culturale di cui abbiamo l’onore di tramandare l’eredità”.

“Siamo orgogliosi di poterci intestare, insieme a Roma Capitale, il recupero di uno degli luoghi più centrali per rilevanza storica nel patrimonio archeologico mondiale“, ha dichiarato Giuseppe Recchi, Presidente Esecutivo del Gruppo TIM e Presidente della Fondazione TIM. “Mettiamo le nostre competenze tecnologiche di azienda italiana al servizio del Paese e contribuiamo al recupero del Mausoleo di Augusto con l’obiettivo di ridare vita a quello che pensiamo sarà uno dei luoghi più visitati da italiani e stranieri. Il nostro non va visto come un mero atto di mecenatismo, ma come una nuova modalità di partecipazione dei privati alla valorizzazione del patrimonio storico e culturale del Paese: oltre al restauro, infatti, realizzeremo anche una innovativa esperienza di visita multimediale del Mausoleo, che renderà ancora più affascinante e spettacolare la capacità narrativa dei tesori italiani”, ha aggiunto Recchi.

Contestualmente a questa seconda fase, prosegue il restauro conservativo, i cui lavori, iniziati il 31 ottobre scorso (per un ammontare di 4.275.000 euro, di cui 2 milioni versati dal Mibact e 2.275.000 di Roma Capitale) riguardano prevalentemente opere di consolidamento volte a evitare un ulteriore deterioramento dei materiali millenari e a scongiurare la possibilità di crolli.  Il progetto di restauro ha previsto, inoltre, le indagini archeologiche volte ad acquisire una conoscenza più approfondita, e con ogni probabilità definitiva, della struttura architettonica originaria del Mausoleo e di quanto ancora conservato della sua decorazione. L’entità delle spoliazioni nel corso dei secoli, infatti, sommata alle complesse e diversificate trasformazioni architettoniche, che hanno di volta in volta cambiato destinazione d’uso al monumento, hanno generato grande incertezza sulle ipotesi ricostruttive avanzate dal tardo Quattrocento a oggi.

Si tratta del primo intervento di restauro complessivo del Mausoleo, eseguito dopo più di ottant’anni dall’isolamento voluto dal Governatorato del Ventennio.

header_cs.jpg

Annunci

BOTERO AL COMPLESSO DEL VITTORIANO

Leave a comment Standard

Una dimensione onirica, fantastica e fiabesca dove si percepisce forte l’eco della nostalgia e di un mondo che non c’è più o in via di dissoluzione. Uomini, animali, vegetazione i cui tratti e colori brillanti riportano immediatamente alla memoria l’America Latina dove tutto è più vero del vero, dove non c’è posto per la sfumatura e che anzi favorisce l’esuberanza di forme e racconto.
Questa è la cifra stilistica di Fernando Botero, origini colombiane, famoso e popolare in tutto il mondo per il suo inconfondibile linguaggio pittorico, immediatamente riconoscibile.
Alla sua arte, nel suo ottantacinquesimo genetliaco, si rende omaggio con un’esposizione che ripercorrerà attraverso una cinquantina dei suoi capolavori, molti dei quali in prestito da tutto il mondo, oltre 50 anni di carriera del Maestro dal 1958 al 2016.

La mostra, che si presenta come la prima grande retrospettiva dell’opera di Botero in Italia, apre a Roma al Complesso del Vittoriano – Ala Brasini il 5 maggio sotto l’egida dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, promossa dall’Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale, con il patrocinio della Regione Lazio.
Organizzata e co-prodotta da Gruppo Arthemisia e MondoMostreSkira, è curata daRudy Chiappini in stretta collaborazione con l’artista.

03_Donna seduta

Botero Donna Seduta

09_Musici

Botero Musici

MICHELANGELO CAPOLAVORI RITROVATI

Leave a comment Standard

In occasione del Natale di Roma, i Musei Capitolini espongono per la prima volta al pubblico un disegno di Michelangelo Buonarroti mai visto fino ad ora. Questa preziosa esposizione è il frutto di una scoperta recentemente avvenuta a Casa Buonarroti a Firenze, dove è conservato un cospicuo corpus di disegni michelangioleschi, nel corso dell’intervento di restauro de Il sacrificio di Isacco, capolavoro grafico del Maestro, realizzato intorno al 1530.

Il disegno, uno schizzo a matita nera che ha per protagonista il medesimo personaggio biblico, è emerso sul retro dello stesso foglio utilizzato da Michelangelo per realizzare il famoso Sacrificio di Isacco, in occasione dell’asportazione di un controfondo che, in passato, era stato posizionato a protezione del disegno stesso. L’artista aveva quindi in un primo momento realizzato uno schizzo su uno dei due lati del foglio e poi, girando lo stesso, lo aveva ricalcato con una matita rossa ancora visibile sul contorno della composizione del Sacrificio di Isacco che, da molti anni, fa parte della collezione di Casa Buonarroti.

Nella Sala degli Arazzi, dal 22 al aprile al 7 maggio 2017, Il sacrificio di Isacco, che si potrà ammirare nelle due versioni realizzate sul fronte e sul retro del medesimo foglio, sarà esposto accanto alla Cleopatra, un altro famosissimo disegno realizzato dall’artista toscano intorno al 1535, a cui lo lega una storia molto simile. Anche la Cleopatra, infatti, nell’agosto del 1988, svelò una seconda Cleopatra, nascosta da un controfondo. Ed anche la Cleopatra, disegno raffinatissimo e di straordinaria bellezza, sarà esposta in modo che le due versioni, sul fronte e sul retro del medesimo foglio, possano essere misurate contemporaneamente.

La mostra “Michelangelo: capolavori ritrovati”, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e Fondazione Casa Buonarroti, a cura di Pina Ragionieri, presidente della Fondazione Casa Buonarroti, con l’organizzazione dell’Associazione Culturale MetaMorfosi e di Zètema Progetto Cultura, racconta quindi questa duplice, straordinaria, scoperta. «I due fogli michelangioleschi – spiega Pina Ragionieri – si presentano qui a dimostrazione dei due eventi forse più rilevanti occorsi nei lunghi anni in cui ho lavorato come direttrice della Fondazione Casa Buonarroti: cioè il distacco del controfondo da due capolavori della nostra Collezione di disegni di Michelangelo che ha portato alla scoperta di altri due disegni sicuramente autografi del Maestro».

L’esposizione delle due grafiche in cornice naturalmente bifronte diventa così, al di là della contemplazione di veri e propri capolavori, anche un modo per richiamare l’attenzione sui preziosi interventi conservativi. Come quello dell’organizzazione Olivetti che, tra il 1988 e il 1989, si fece carico del restauro della Cleopatra, e quello dell’Associazione MetaMorfosi che, nel 2016, ha permesso un intervento conservativo de Il Sacrificio di Isacco, rivelatosi poi particolarmente prezioso perché ha portato alla scoperta di un ormai rarissimo inedito di Michelangelo.

Pina Ragionieri, per tre decenni preziosa “anima” di Casa Buonarroti in qualità di direttrice, e oggi Presidente di questa istituzione, ha accompagnato a Roma, nella prestigiosa sede dei Musei Capitolini, queste due opere straordinarie, per una mostra che vuole essere un omaggio al genio del Buonarroti e alla sua inesauribile ispirazione, così mirabilmente testimoniata da queste opere.

70 F V sacrificio di isacco verso70 F R sacrificio di isaccoimage002

 

NATALE DI ROMA 2017, QUATTRO GIORNI DI FESTA PER I 2770 ANNI DELLA CITTÀ ETERNA

Leave a comment Standard

Da comunicato stampa: Natale di Roma 2017

La città festeggia il suo 2770° Natale di Roma con quattro giorni di iniziative dal 20 al 23 aprile: letture, concerti, mostre e rievocazioni storiche in un calendario di  44 appuntamenti con visite guidate e laboratori nei musei e sul territorio. Giornata speciale, il 21 aprile, nei musei civici e nelle aree archeologiche gratis per tutti (escluso Planetario e spazi espositivi dell’Ara Pacis e del Museo di Roma).

Apre il programma di eventi per il Natale di Roma 2017, giovedì 20 aprile dalle 16 alle 19 nella Sala della Protomoteca, la maratona di lettura dei sonetti del Belli, a cura della Sovrintendenza Capitolina con l’Archivio Storico Capitolino e il Centro Studi Giuseppe Gioachino Belli. Un omaggio che la città fa al suo massimo poeta. E poiché oggi Belli è, dopo Dante, il poeta italiano più tradotto al mondo, a leggere i sonetti sono chiamati cittadini romani, italiani ed europei.

Nel pomeriggio alle 17 in piazza del Campidoglio si tiene il concerto “Aeterna Roma”, realizzato in collaborazione con il coro polifonico “Romane Voces”.

Ma il cuore delle celebrazioni è venerdì 21 aprile. La giornata si apre alle 9 sempre in Campidoglio, nella Sala della Protomoteca, con il seminario internazionale di studi storici “Da Roma alla terza Roma” sul tema “Le città dell’Impero da Roma a Costantinopoli a Mosca. Fondazione e organizzazione, capitale e province”.

Alle 12 sulla piazza del Campidoglio si esibisce in concerto la Banda Musicale del Corpo della Polizia Locale di Roma Capitale in divisa storica, mentre le bande dei corpi militari animano le piazze di diversi municipi della città.

Appuntamento con l’arte, alle 16 nella Sala degli Arazzi del Palazzo dei Conservatori dei Musei Capitolini, con l’inaugurazione della mostra “Gli autografi michelangioleschi ritrovati: La Cleopatra e il Sacrificio d’Isacco”. Per  l’occasione viene presentata al pubblico la recente scoperta di un autografo michelangiolesco rinvenuto, durante un’operazione di restauro, sul verso di un disegno custodito a Casa Buonarroti a Firenze: l’inedito schizzo che raffigura un Sacrificio di Isacco sarà a fianco de La Cleopatra, altro pregevole disegno attribuibile al maestro riscoperto pochi anni fa in analoghe circostanze.

La mattina di sabato 22 dalle 9 alle 13 è dedicata alla seconda giornata del seminario internazionale di studi storici “Da Roma alla terza Roma”, sempre nella Sala della Protomoteca.

La sera, alle 18, “Tributo a William Kentridge”, a un anno dall’inaugurazione del suo fregio sulle banchine del Tevere. L’iniziativa, nata dalla collaborazione di Acea S.p.A., Roma Capitale, Tevereterno onlus e Teatro dell’Opera di Roma, propone un concerto del Coro del Teatro dell’Opera di Roma, con 85 cantori, due pianoforti e cinque percussioni, diretti dal maestro Roberto Gabbiani.

Chiude le celebrazioni del Natale di Roma 2017, domenica 23 dalle 11, il corteo del GRUPPO STORICO ROMANO che parte dal Circo Massimo, passa per i Fori Imperiali e finisce con  la deposizione di una corona di alloro sotto la statua dell’Imperatore.

Per festeggiare il Natale di Roma 2017 attraverso il suo imponente patrimonio culturale, la Sovrintendenza Capitolina propone, negli stessi giorni, una nuova edizione del programma didattico Roma vuol dire #Campidoglio #Lupa#MarcoAurelio e molto altro ancora… #Capolavori #Musei, con visite condotte da curatori  e responsabili di musei, per avvicinare turisti e cittadini alla conoscenza diretta attraverso l’osservazione e il racconto di opere, monumenti, luoghi della città: una possibilità per essere informati e consapevoli delle bellezze di Roma e di tutto ciò che da “noto” può diventare “conosciuto”.

natale-di-roma-2014-680x365_c

SPARTACO SCHIAVI E PADRONI A ROMA

Leave a comment Standard

Il più grande sistema schiavistico che la storia abbia mai conosciuto è quello di Roma antica. Un’intera economia era basata sullo sfruttamento di una “merce” cara e redditizia quanto deperibile: l’essere umano. La società, l’economia e l’organizzazione dell’antica Roma non avrebbero potuto raggiungere traguardi così avanzati senza lo sfruttamento pianificato delle capacità e della forza lavoro di milioni di individui privi di libertà, diritti e proprietà. Basti pensare che stime recenti hanno calcolato la presenza tra i 6 e i 10 milioni di schiavi su una popolazione di 50/60 milioni di individui.

È questo l’argomento che si propone di esplorare la mostra Spartaco. Schiavi e padroni a Roma, ospitata dal Museo dell’Ara Pacis dal 31 marzo al 17 settembre 2017, promossa da Roma Capitale,Assessorato alla Crescita culturale Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura.

L’esposizione è ideata da Claudio Parisi Presicce e Orietta Rossini. La curatela scientifica è diClaudio Parisi Presicce, Orietta Rossini e Lucia Spagnuolo. Ideazione, regia e curatela dell’allestimento visivo e sonoro sono di Roberto Andò, Giovanni Carluccio, Angelo Pasquini, Luca Scarzella e Hubert Westkemper. La curatela della sezione fotografica è di Alessandra Mauro. Produzione audio e video sono a cura di NEO narrative environment operas. Catalogo De Luca Editore.

Grazie a un team di archeologi, scenografi, registi e architetti la mostra restituisce la complessità del mondo degli schiavi nell’antica Roma a partire dall’ultima grande rivolta guidata da Spartaco tra il 73 e il 71 a.C. Divenuto gladiatore, Spartaco fu protagonista della celebre ribellione della scuola di gladiatori di Capua. Raccolse intorno a sé una moltitudine di schiavi, ma anche di poveri e di disperati, che trasformò in un vero esercito, tenendo testa per ben tre anni all’esercito romano. Terrorizzò Roma e il suo establishment, che gli inviò contro le legioni di Crasso, quelle di Pompeo e quelle di Lucullo. Finalmente fu sconfitto e cadde combattendo in armi. Il suo corpo non fu mai trovato, ma 6000 dei suoi compagni di ribellione furono crocefissi sulla via Appia, lungo tutta la strada tra Roma e Capua.

I diversi ambiti della schiavitù ai tempi di Spartaco sono raccontati attraverso 11 sezioni che raccolgono circa 250 reperti archeologici affiancati da una selezione di 10 fotografie. Le opere sono inserite in un racconto immersivo composto da installazioni audio e video che riportano in vita suoni, voci e ambientazioni del contesto storico. Chiudono il percorso i contributi forniti dalla Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO, International Labour Organization), Agenzia Specializzata delle Nazioni Unite nei temi del lavoro e della politica sociale, impegnata nell’eliminazione del lavoro forzato e altre forme di schiavitù legate al mondo del lavoro.

I reperti archeologici provengono da 5 musei della Sovrintendenza Capitolina, da molti musei italiani (Museo Civico di Castel Nuovo – Maschio Angioino, Napoli; Fondazione Brescia Musei – Museo di Santa Giulia; Museo Archeologico dei Campi Flegrei, Baia (NA); Museo Archeologico Nazionale,Napoli; Servizio Soprintendenza Beni Culturali ed Ambientali di Messina; Museo Nazionale di Capodimonte, Napoli; Museo Nazionale Romano in Palazzo Altemps, Terme di Diocleziano e Palazzo Massimo; Soprintendenza Archeologica di Pompei; Gallerie Estensi, Modena; Accademia di S. Luca,Roma e alcuni importanti musei stranieri (Musei Vaticani; Galleria Tretyakov, Mosca; Museo del Louvre, Parigi; Museo Archeologico Nazionale, Madrid; Museo Romano – Germanico, Colonia).

image001

 

DA CARAVAGGIO A BERNINI ALLE SCUDERIE DEL QUIRINALE IN MOSTRA I TESORI DELLE COLLEZIONI REALI DI SPAGNA

Comments 2 Standard

Le Scuderie del Quirinale hanno il piacere di ospitare fino al 30 luglio, la mostra da Caravaggio a Bernini, una raccolta dei capolavori del Seicento italiano selezionate accuratamente dalle collezioni dei reali di Spagna.

L’esposizione, inaugurata il 13 aprile alla presenza del presidente Sergio Mattarella e del presidente della Camera dei Deputati di Spagna Ana Pastor Juliàn, è appunto stata concepita grazie ad una co-organizzazione italo-iberica e per la prima volta porta in Italia 60 opere del Patrimonio Nacional reale spagnolo.

Lo scopo della mostra è quello di illustrare le opere simbolo degli stretti legami politico- culturali intercorsi tra Spagna e Italia nel XVII secolo e gli scambi artistici tra i due paesi di quell’epoca. Grazie al collezionismo di opere italiane di reali e ambasciatori spagnoli, una tradizione inaugurata già da Carlo V nel Cinquecento, si formò in il gusto e la scuola nazionale di cui Diego Velázquez fu portavoce in Europa. Il capolavoro simbolo di questa influenza italiana nell’opera dell’artista è la sua grande tela presente ora alle Scuderie, La tunica di Giuseppe, realizzata da Veálzquez proprio al ritorno dal suo primo viaggio in Italia.

La Salomè con la testa del Battista di Caravaggio ( 1607 ca) e il Crocifisso del Bernini ( 1655 ca) , sono emblema della stima di cui godeva l’arte italiana nella penisola iberica. Il dipinto del Merisi è stato portato dal Palacio Real di Madrid e recentemente restaurato. L’artista racconta l’episodio biblico come fosse una storia contemporanea della quale sono protagoniste le figure che emergono dall’ombra in tutta la loro drammaticità.

Il Crocifisso del Bernini proviene dal Monastero di San Lorenzo dell’Escorial e venne commissionata dagli emissari del re Filippo IV, normalmente non è accessibile al pubblico. Si tratta dell’unica opera completa in metallo realizzata dall’artista e giunta fino a noi, che non sia stata annessa ad un complesso monumentale.

Molte altre opere in mostra furono doni diplomatici da parte di governatori e principi italiani che cercavano protezione da parte della Corona spagnola per i loro principati. Tra questi due tra i dipinti selezionati: Lot e le figlie di Guercino e La conversione di Saulo di Guido Reni, donate dal principe Ludovisi di Piombino a Filippo IV.

Josè De Ribera, che trascorse la maggior parte della sua vita a Napoli, è presente con cinque dei suoi capolavori più celebri tra cui Giacobbe e il gregge di Labano. Così come il partenopeo Luca Giordani che fu invitato a prestare servizio alla corte spagnola per dieci anni.

Tutti questi capolavori sono parte dello splendido Patrimon Nacional; la collezione reale che dal 1865 è stata messo a disposizione dello stato spagnolo dalla Corona. Grazie al curatore della mostra ” Da Caravaggio a Bernini…”, Gonzalo Redìn Michaus, 60 opere selezionate da questo prezioso patrimonio saranno visitabili alle Scuderie del Quirinale dal 14 aprile al 30 luglio.

Per info: https://www.scuderiequirinale.it/mostra/da-caravaggio-a-bernini-capolavori-del-seicento-italiano-nelle-collezioni-reali-di-spagna

STANZE D’ARTISTA: CAPOLAVORI DEL ‘900 ITALIANO

Leave a comment Standard

Non solo luoghi ideali bensì stanze reali in cui l’arte della prima metà del Novecento è raccontata da dodici dei suoi maggiori esponenti: Mario Sironi, Arturo Martini, Ferruccio Ferrazzi, Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Carlo Carrà, Ardengo Soffici, Ottone Rosai, Massimo Campigli, Marino Marini, Fausto Pirandello e Scipione.

Stanze d’artista. Capolavori del ’900 italiano, la mostra ospitata dalla Galleria d’Arte Moderna di Roma dal 14 aprile al 1° ottobre 2017, dedica a ciascuno uno spazio esclusivo in cui alle opere sono affiancate le parole degli autori, tratte dai loro diari, lettere e scritti teorici o critici, così da offrire un commento critico quale migliore non potrebbe essere provenendo dalla stessa fonte creativa dei capolavori presentati.

Sono Stanze in cui rivivono interi mondi poetici grazie ai capolavori della Galleria d’Arte Moderna e altri provenienti da prestigiose raccolte private, circa sessanta opere di scultura, pittura, grafica tra le quali vengono valorizzati, per la prima volta, i dipinti di Massimo Campigli (Le spose dei marinai, 1934), di Ardengo Soffici (Campi e colline, 1925; Marzo burrascoso, 1926-27) e di Ottone Rosai (Paese, 1923), rispettando così il criterio della rotazione delle opere, adottato dalla Galleria d’Arte Moderna fin dalla sua riapertura nel 2011, che permette di scoprire ogni volta parti importanti del suo vasto patrimonio artistico.

L’esposizione, alla Galleria d’Arte Moderna di via Francesco Crispi dal 14 aprile al 1 ottobre 2017, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, a cura di Maria Catalano e Federica Pirani. Servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

Attraverso le diverse sale della rassegna si rivela l’intreccio dei linguaggi insieme alla ricchezza e alla complessità dei percorsi degli autori creando illusorie “stanze”, ciascuna dedicata a un artista; inedite letture critiche in un confronto stringente di temi e di anni del Novecento Italiano – con particolare riferimento ai decenni 1920 e 1930 – che concorrono a una rilettura delle opere della collezione capitolina in gran parte già note al pubblico romano anche grazie all’efficace rapporto di collaborazione con un collezionismo privato attento e sensibile.

1. Campigli Le spose dei marinai14a. Pirandello Palestra7. Ferrazzi La nuda

INFO

Mostra

Stanze d’artista. Capolavori del ’900 italiano

Sironi, Martini, Ferrazzi, de Chirico, Savinio, Carrà, Soffici, Rosai, Campigli, Marini, Pirandello e Scipione

A cura di

Maria Catalano, Federica Pirani

Dove

Galleria d’Arte Moderna di Roma

Via Francesco Crispi, 24

Quando

Fino al 1 ottobre 2017

Orari

Da martedì a domenica ore 10.00 – 18.30

L’ingresso è consentito fino a mezz’ora prima dell’orario di chiusura; lunedì chiuso

Biglietti

Intero € 7,50; Ridotto € 6,50

Biglietto unico comprensivo di ingresso alla Galleria d’Arte Moderna di Roma e alla Mostra. Riduzioni e gratuità per le categorie previste dalla tariffazione vigente

Info

060608 (tutti i giorni ore 9:00 – 19:00), www.museiincomune.it; www.galleriaartemodernaroma.it; www.zetema.it

Promossa da

Assessorato alla Crescita culturale di Roma – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali;

Organizzazione

Zètema Progetto Cultura