LA GIRANDOLA DI ROMA

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10° edizione 29 giugno 2016 ore 21.40 Piazza del Popolo

Tra pochi giorni sarà possibile rivivere una delle rievocazioni storiche più suggestive della città eterna: “La Girandola“. L’ antica tradizione romana dei fuochi d’ artificio, nata alla fine del ‘400, fu ideata da Michelangelo Buonarroti e perfezionata dal Bernini,  e quest’ anno per il decennale si terrà per la prima volta a Piazza del Popolo il 29 giugno 2016 alle ore 21:40 in occasione della festività di San pietro e Paolo. Saranno 16 minuti di puro spettacolo … pronti a rivolgere gli occhi verso il cielo ?

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UN VIAGGIO NELL’ ANTICA ROMA

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Abbiamo scoperto questo fantastico documentario che ricostruisce Roma in modo davvero speciale, grazie alla grafica computerizzata !

Un modo alternativo ed inedito per scoprire le particolarità della nostra città ma soprattutto per comprendere meglio le testimonianze del passato.

Seguiteci in questo particolarissimo viaggio !

UN VIAGGIO NELLA CITTA’ ETERNA RICOSTRUITA CON UNA GRAFICA SPECIALE

BUONA VISIONE !!!

LE VIE CON I NOMI PIÙ CURIOSI A ROMA

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Via di Santa Passera: il nome della via non si riferisce nè al ministro, né a ciò che volgarmente si intende, ma il nome di una via nel quartiere Portuense derivante da una corruzione dal latino Abbas Cirus; l’abate martire Ciro era infatti il dedicatario originario della Chiesa fatta costruire nel 420 dalla matrona romana Teodora che qui volle deporre le spoglie dei santi Giovanni e Ciro. La chiesa fu poi ricostruita nel XIV secolo assumendo il toponimo di Santa Passera, che, per l’appunto, non è altro che la corruzione della forma latina Abbas Cirus, da cui le forme Abbaciro, Appaciro,Appacero, Pacero e in ultimo Passera.

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Via dei Cessati Spiriti: si tratta di una Via del quartiere Appio il cui nome è legato a leggende popolari. Infatti i “cessati spiriti”, abitanti zone piuttosto isolate, erano dei fantasmi che, dopo aver spaventato e derubato qualche malcapitato “cessavano” appunto cioè scomparivano. Secondo altri farebbero invece riferimento agli spiriti che derubavano i viandanti presso l’Osteria dei cessati spiriti, per esorcizzare i quali venne posta una statuetta raffigurante la Vergine sulla facciata dell’edificio facendo così “cessare” gli spiriti.

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Via delle Galline Bianche: il nome farebbe pensare ad un luogo destinato all’allevamento di polli e invece è legato ad una leggenda che ci riferisce anche lo stesso Plinio il Vecchio e che ha per protagonista una gallina bianca. Questa infatti, sfuggita forse alla presa di un’aquila in volo, sarebbe caduta completamente illesa in grembo a Livia, moglie di Augusto, mentre era nel giardino della sua villa nei pressi della Via Flaminia (che conserva tuttora l’odonimo, appunto Viale delle Galline Bianche). Fu così che, interpretandolo come un miracolo, Livia se ne prese cura trasportando e custodendo la gallina nella zona dell’Alta Semita (nei pressi di Via XX Settembre), chiamata anch’essa “Galline Bianche”. A questi due luoghi così denominati se ne aggiunge un terzo indicante la zona compresa tra il Quirinale e il Viminale, che reca la stessa nomenclatura. Non si spiega solo il perché si sia stato pluralizzato.

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Via di Affogalasino: Sull’origine dell’antico toponimo circolano varie ipotesi. Il nome bizzarro deriverebbe da una triste vicenda accaduta ad un povero asinello annegato in un fosso dopo un violento temporale. Invece, presso gli studiosi il nome viene accreditato all’etimologia del denigratorio epiteto di “asini” con cui erano chiamati i primi cristiani e dalla consuetudine locale di condannarli con il martirio per annegamento.

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Via delle Zoccolette: forse la più particolare tra le vie strane di Roma. Ebbene, così erano chiamate le orfanelle del Convento dei SS. Clemente e Crescentino fondato da papa Clemente XI nel 1715 per dei calzari da loro usati, secondo un’ipotesi poco accreditata. Stando a quanto dice Sergio Delli il vezzeggiativo era utilizzato in senso buono poiché le orfanelle, una volta uscite dal convento, erano destinate al marciapiede, almeno che non avessero trovato marito o impiego come donne di servizio. Il che era possibile, considerando che all’interno del Convento imparavano a cucire, lavare e ricamare e pertanto questo non rende l’ipotesi del Delli molto attendibile. Secondo un’altra ipotesi, invece, l’aggettivo zoccolette sarebbe stato ereditato dalle madri: infatti la maggior parte delle ragazze erano orfane di padre o comunque figlie di padre ignoto. E allora le madri le portavano in un orfanotrofio per continuare a fare le zoccole, da cui il vezzeggiativo sarebbe passato ad indicare erroneamente le povere orfanelle. Da qui Via delle Zoccolette nel rione Regola.

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Fonte: LineaDiretta24.it

VILLA MEDICI SI ILLUMINA DI MAGIA

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Un’ incredibile serata ha visto protagonista l’ Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, e Roma Aeterna non poteva mancare a questo fantastico evento.

L’ occasione sono i festeggiamenti per i 350 anni dell’ Accademia di Francia, quando nel lontano 1666, venne fondata per volere di Luigi XIV con la missione principale di accogliere artisti e ricercatori. Da sempre l’ Accademia favorisce la creazione artistica e promuove il dialogo tra culture, arti ed epoche storiche, ha ospitato, tra gli altri, Ingres, Berlioz, Carpeaux, Debussy, Garnier, ma anche Dutilleux, Guibert.

Situata nei pressi del Pincio con la sua meravigliosa vista su Roma, Villa Medici è una delle più belle ville italiane d’ epoca rinascimentale e al tempo stesso Palazzo e residenza di campagna. Proprietà del Cardinale Ricci, venne acquistata nel 1576 dal Cardinale Fernando De’ Medici che le conferì nelle linee essenziali il carattere odierno. Napoleone la acquisì nel 1803 e vi stabilì l’ Accademia di Francia a Roma. Nel 1961 l’ allora direttore Balthus intraprese importanti lavori di restauro dell’ edificio che portano ad oggi la sua impronta. I giardini che si estendono sono di 8 ettari, hanno conservato intatto il loro tracciato cinquecentesco.

Proprio nei magnifici giardini si si sono svolti i festeggiamenti per il suo 350 esimo Anniversario con la proiezione sulla sua facciata interna di luci e immagini ispirate alla sua storia che hanno esaltato la sua bellezza in una vera e propria notte di magia.

Con smartphone alla mano ci siamo divertiti a catturare per voi tutte questi fantastici giochi di magia resi possibili grazie al collettivo Spectaculaires – Allumeurs d’images che ha creato uno spettacolo straordinario.

Rivivete insieme a noi questa fantastica notte…

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LE 10 MIGLIORI PIZZERIE DI ROMA

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State cercando il ristorante giusto per una sera importante o un’ occasione da festeggiare o semplicemente un’uscita tra amici, grazie al sito”Puntarella Rossa” abbiamo scoperto le 10 Pizzerie migliori della Capitale e vogliamo condividere insieme a tutti voi!

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CENTRO STORICO

EMMA

Una delle migliori pizze romane scrocchiarelle, in un locale grande e scenografico, aperto nel maggio 2014 da Francesco Roscino, che nel curriculum ha un periodo di lavoro da Romeo Chef&Baker. Tra le pizze citiamo la zibello e bufala, con pomodoro Pomilia, mozzarella di bufala di Paestum sfilacciata a crudo e culatello di Zibello Pio Tosini (14), I F.lli Salvo, con pomodoro a Piennolo Casa Barone, pancetta arrotolata di Cinta, caciocavallo Podolico e olio Bio Agnoni. In carta ci sono anche le pizze “il monte della farina”, il cui impasto è fatto con una miscela di grano tenero bio del molino Iaquone, farro bianco Bio del Molino Vecchino e sfarinata di grano saraceno Bio. E tra loro c’è la pizza omaggio a Fulvio Pierangelini: con mozzarella Terre Roma, broccoletti cime di rapa e capesante bretoni al profumo di mortadella. Non mancano bruschette con pane lariano semi integrale (ovviamente di Roscioli), crostini con pane di kamut, e i fritti. Tra loro il supplì al telefono, fatto con riso Carnaroli e parmigiano Vacche bianche 30 mesi. Ma Emma non è solo pizzeria: c’è anche un menu da ristorante, con piatti di livello. Segnaliamo l’uovo di San Bartolomeo, uovo in camicia con fondue di Parmigiano e punte di asparagi, la frittata di maccheroni napoletana, la carbonara vegetariana, le polpette in umido e la crostata di visciole e albicocche.

Emma pizzeria, via Monte della Farina 28/29. Tel. 06.64760475 Sito. Aperto tutti i giorni dalle 12.30 alle 15.30 e dalle 19.30 alle 23.45

PORTUENSE

LA FUCINA

Qualcuno la chiama la gioielleria delle pizzerie romane. E in effetti i prezzi non scherzano e si attestano stabilmente ben oltre i 20 euro. Ma la Fucina di Edoardo Papa è qualcosa di più di una pizzeria, per la ricchezza degli ingredienti, la qualità degli impasti, la cura del locale e del servizio. Le farine sono semintegrali macinate a pietra e provenienti da coltivazioni biologiche italiane certificate. La lievitazione è lunga almeno 24 ore e la quantità di lievito utilizzata, spiegano, “è infinitesimale, così da ottenere un impasto che rende la pizza fragrante, quasi biscottata, talmente leggera che osiamo definirla una nuvola”. Non ci sono né fritti né bruschette, ci si concentra sulle pizze, che sono servite una alla volta, già tagliate a fette. Il menu prevede un piccolo nucleo di pizze tradizionali: la Margherita, con polpa di pomodoro e mozzarella di bufala campana Dop – Barlotti e la Marinara, con filetti di acciughe di Cetara. Ma sarebbe uno spreco limitarsi a queste. E allora osate con la Fucina, lasciatevi tentare dalla pizza al salmone selvaggio dell’Alaska affumicato, alla Bottarga di Cabras e formaggio di fossa con vellutata di zucca bio e broccoletti, ai pistacchi di Bronte “slow food”, funghi e mortadella artigianale, dadolata di pere al Barolo e riduzione dello stesso con fontina  valdostana d’alpeggio. La nostra preferita è la S.M. Margherita al rum polpa di pomodoro e pomodorini piennolo vesuviano “Casa Barone” mantecati con Rum Trinidad e mozzarella di bufala Dop – Barlotti a crudo. Se vi aspettate un sapore forte di alcol, vi sbagliate, perché l’acquavite qui è solo un lieve sentore di paradiso, che vi avvolgerà dolcemente tra un boccone di questa pizza morbida, di tipo “napoletano”, con grandi alveoli e un cornicione mai prevaricante.

La Fucina, via Giuseppe Lunati 25/31. Tel. 06.5593368  Sito Aperto dal martedì alla domenica dalle 19.45 alle 23

MONTEVERDE

LA GATTA MANGIONA

Alla Gatta mangiona, dal 1999 a oggi, è rimasta invariata la cura nel confezionare pizze e fritti (ottimi) ma l’offerta si è arricchita e il locale ha trovato una sua gradevolezza spartana, lontana anni luce dal prototipo della pizzeria con i camerieri scortesi e le luci al neon. Il menu comincia dagli “sfizi” (malus per l’orrida parola): sformatini, scamorze in coccio, bruschette, salmone, salumi e formaggi. Ci sono anche alcuni piatti da cucina, pennette di farro con ratatouille e tartare di manzo. Ma dalla Gatta si viene per le pizze ed eccole: ci sono quelle della tradizione (Marinara, Romana, Margherita), poi le “nuove classiche rosse”, tra le quali segnaliamo la “saporita”, con mozzarella di bufala, capperi e acciughe. Tra le “Pizze della Gatta”, ecco la calabrese, con cacio cavallo silano, nduja e pomodori secchi. E tre le bianche, la stracchino e speck. Ottima anche la Marzolina, con caciocavallo, carciofi saltati in padella e pancetta piacentina artigianale.

La Gatta Mangiona, via Ozanam 30-32 Tel. 06.5346702 Sito Aperto tutte le sere dalle 19.45 alle 23.30

TUSCOLANA

SFORNO

Chi ama le pizze e la qualità conosce perfettamente il nome di Sforno, creatura di Stefano Callegari, che il Financial Times ha definito “something of an underground food hero” (una sorta di eroe alternativo del cibo). Nonostante le novità, Sforno non conosce appannamento e resta un caposaldo dei viziosi di pizza e fritti. Parlando di questo locale, non si possono non citare alcune pizze che sono ormai celebri: a cominciare dalla Cacio e pepe e la Greenwich, fatta con mozzarella, blue stilton e riduzione di Porto. Una meraviglia, come sono una meraviglia i fritti, a cominciare dai supplì. Farine selezione, lievito madre e cottura perfetta producono pizze gustose, non scrocchiarelle, morbide e con il cornicione. Da Sforno si unisce il piacere di mangiare gourmet, senza eccessi pretenziosi, e la gradevolezza dell’ambiente.  Da provare ilRosettone, focaccia con quattro spicchi farciti in modo diverso (mortadella, bufala e pachino, cotto e stracchino, rocotta e ventricina).

Sforno, via Statilio Ottato, 110/116. Tel. 06.71546118 Sito Aperto dal lunedì alla domenica dalle 19.45 alle 23.30

PINCIANO

PRO LOCO PINCIANO

Pro Loco Pinciano è il progetto romano di Gastore Pierini e Fiorentina Ceres al quale ha offerto la sua opera, i suoi prodotti e il nome Vincenzo Mancino: una pizzeria con cucina aperta dal 31 ottobre 2014 a due passi da Piazza Fiume, che punta tutto sui prodotti di gastronomia già noti nelle precedenti sedi di Centocelle. Formaggi e salumi uber alles, come dimostra il lungo bancone all’ingresso e tutti rigorosamente laziali: D.o.l., ovvero a denominazione di origine locale. Ma c’è spazio anche per una pizza di ottima qualità (la pasta è davvero morbida) e un menu variegato. Una cinquantina di posti in sala, ma anche un piccolo dehor per una ventina di persone. Il menu è ricco: si può cominciare con una panzanella con stracciata di bufala di Amaseno e olio di Itri (10 euro). O con un fritto: c’è il supplizio alla romana di Arcangelo Dandini (3 euro), ma anche il morro di baccalà in pastella croccante e le patatine cacio e pepe. Capitolo pizze: la Margherita costa 7 euro, ma ci sono molte varianti più ricche. Citiamo la Margherita Fumè (con prosciutto di Bassiano affumicato); la Conciata, con conciato di San Vittore e zucca; la Gaeta, con pomodoro, acciughe di Gaeta e mozzarella. Ottime le focacce, morbide e croccanti: si può avere con mortadella e carciofo alla romana, oppure con fiocco della Tuscia e broccoletti sott’olio; con prosciutto cotto dol e mela rossa del Lazio, o semplice con rosmarino. Splendida la selezione mista di salumi e formaggi Dol “Rarità del Lazio”: ci sono il prosciutto di Guarcino; una bresaola di Scottona, ovvero una carne morbida, non “stressata”, che proviene da un bovino femmina che non ha mai partorito; un prosciutto fatto per metà di cinta senese (il maiale toscano con la fascia di pelo bianco sul torace) e per metà di Mangalitza (maiale ungherese); una bresaola con scottona, la mortadella che al posto dei pistacchi ha lacannella, una toma d’alpeggio da 1200 metri, un caciocavallo di Formia e molto altro ancora. Potete specificare al momento della richiesta, se nella selezione volete formaggi più o meno stagionati. Apprezzabile la scelta di mettere a disposizione birre artigianali alla spina, Atlas e Turbacci. Una media costa 5 euro.

Pro Loco Pinciano, via Bergamo 18, Roma. Tel. 06.8414136. Sito Aperto tutti i giorni dalle 11 alle 15 e dalle 19:30 alle 24

TUSCOLANO

MOMA PIZZERIA ROMANA

Con Moma, pizzeria a pochi passi dalla Basilica di Don Bosco (quartiere Tuscolano), si è creato un insolito “triangolo del lievito” nella periferia di Roma sud, i cui restanti vertici sono Sforno e Fermentum. Come Sforno, Moma si fa spazio tra i palazzi soffocanti e illumina la strada di un rosa rassicurante, frutto degli interni bianchi e delle lampade rosse. L’accoglienza è premurosa, l’ambiente è semplice e piacevole. Leggendo il menu si capisce l’origine del nome: si tratta di una galleria di piccoli capolavori della Capitale dei sapori, creata dai fratelli Franco e Gastone Pierini. L’impasto è morbido, la lievitazione di 72 ore, il risultato buono. In carta, tra l’altro, c’è anche il famoso “Supplizio”, realizzato sotto l’amichevole supervisione del suo inventore Arcangelo Dandini: supplì fatto con riso carnaroli, fior di latte e rigaglie di pollo. Tra le altre collaborazioni c’è quella con l’ottima Bottega Liberati, che si trova a due passi, e che fornisce la carne per i maxi hamburger.

Moma pizzeria romana, via Calpurnio Fiamma 40-44, Roma. Tel. 06.7674717 Sito Aperto dal lunedì alla domenica, dalle 19.45 alle 23

MONTESACRO

TONDA

Il nome del creatore è una garanzia: Stefano Callegari (insieme ad Antonio Pratticò), lo stesso di Sforno, 00100 e Trapizzino. E l’impostazione è la stessa anche per Tonda: una pizzeria che unisce in un solo posto i trapizzini inventati per il minuscolo 00100 e i cavalli di battaglia di Sforno, ovvero la Cacio e Pepe e la Greenwich. Per i cultori del genere, c’è uno straordinario forno a legna con biscotto di Sorrento e sabbia del Vesuvio, fatto a mano dal napoletano Stefano Ferrara, che consente di realizzare prodotti perfetti, grazie anche alla qualità delle materie prime e alla lunga lievitazione. Tonda ci mette di suo gli arredi colorati e sbarazzini e un bel dehor, spartano come si conviene a una pizzeria, sia pure d’autore.

Tonda, via di Valle Corteno 31, Roma. Tel. 068180960 Sito Sempre Aperto dalle 19.45 alle 23

BALDUINA

MAGNIFICA

“Chi si loda s’imbroda”, dice l’antico adagio e, in effetti, è buona norma diffidare delle autocelebrazioni e delle etichette che ti annunciano “il miglior ristorante di Roma” e simili. Ma in questo caso il nome scelto per definirsi, La Magnifica, è talmente smaccato che si può sorridere e passar oltre. L’ambizione di questa pizzeria della Balduina (nata dall’idea di Maurizio Valentini, da oltre 10 anni noto per le pizze d’asporto) non è solo onomastica e si riscontra in un locale elegantee in un menu che offre pizze, d’impronta più romana che napoletana, con ingredienti molto particolari. Tra le altre, citiamo la Teresina, bufala campana Dop, mortadella di Bologna Igp e tartufo nero scorzone, quella con la salsiccia di Norcia e l’emulsione di brocoletti romani “strascicati” in padella leggermente piccanti e quella con i funghi cardoncelli arrosto e le patate cotte nel forno a legna su base di mozzarella di bufala campana con croccante di lardo di Colonnata in conca e polvere di patate viola vitelotte. E, infine, la pizza con impasto lievitato 48 ore al foie gras (di Jolanda De Colo), petto d’anatra affumicato, pesche caramellate alla menta, spinaci al burro salato, polvere di amaretto e mozzarella di bufala campana Dop.

Pizzeria Magnifica, via Ugo De Carolis 72/D, Roma. Tel. 06.35452285 – Cell. 342.6775892 Sito Aperto tutti i giorni dalle 19 alle 23 

TUSCOLANO

FERMENTUM

La location è “suggestiva”, come si dice, visto che Fermentum è immersa nel Parco degli Acquedotti. Ma anche la pizza non è da meno: realizzata con lievito madre vecchio di oltre 70 anni e farine biologiche, ha una lievitazione di 72 ore. Per cominciare ci sono fritti e “sfizi”, dai mini arancini (1,5 euro) al carciofo alla giudìa. Poi si passa alla pizza vera e propria: Pancetta piacentina e zucca gialla,  la Testùn Occelli al Barolo e finocchiona toscana, o scaglie di bottarga con carciofini di Sardegna. E ancora, pizza alla ‘Nduja o quella al tartufo e stracciatella.

Fermentum, via Lemonia 214, Roma Tel 06.45481454 Sito Aperto dal lunedì alla domenica dalle 16 alle 0.45

TRASTEVERE

BIR & FUD

Il nuovo Bir&Fud in versione 2.0 ha riaperto il 7 aprile 2014. Dopo soli 7 anni di vita, il locale di Trastevere è stato ristrutturato in maniera molto evidente e perde quel sapore da osteria moderna, per abbracciare un tono un po’ più dark; cresce il numero delle spine, portate al ragguardevole numero di 36; entra in campo la chef stellata Cristina Bowerman(è nella proprietà) che ha pensato una serie di tapas e di piatti per accompagnare la degustazione di birra; mentre lasupervisione delle pizze rimane intestata a Gabriele Bonci, con la novità del forno “rotante” che consente di gestire meglio la cottura contemporanea di più tonde. La lunga fila di spine è il primo elemento che si incontra, insieme ai simil-pesci (che sarebbero in realtà dei chicchi di cereali) che decorano la parete e il soffitto, fatti con le doghe delle botti “rubate” a Birra del Borgo, i cui fondi sono diventati invece elementi integranti dei tavoli. Tra le pizze ci sono naturalmente quelle tradizionali, ma non mancano altre più “goduriose”, in linea con una clientela fatta soprattutto di giovani e turisti trasteverini. Segnaliamo il “Porco Pistacchio”, calzone aperto con mortadella, bufala fresca, pomodori secchi e pesto di pistacchi, la “Trifolata”, con melanzane e funghi trifolati, bufala fresca, parmigiano e basilico. Tra le tapas, il miniburger di Seitan, il bahn mi vegetariano e il fish burger.

Bir&Fud, via Benedetta 23, Roma. Tel. 06.5894016 Sito Aperto dalle 17.30 alle 2 dal lunedì al mercoledì e dalle 11 alle 2 dal giovedì alla domenica

Articolo di Puntarella Rossa

(www.puntarellarossa.it)

ALLA SCOPERTA DEL CASINO NOBILE

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Un nuovo meet di Roma Aeterna si è svolto nella magnifica cornice di VILLA TORLONIA… insieme a tutti voi siamo andati alla scoperta dei suoi tesori più nascosti!

La grande passione per Roma ci ha riunito ancora una volta e, attraverso un’esclusiva visita guidata ci siamo immersi nelle meravigliose stanze del CASINO NOBILE un piccolo edificio d’ epoca di grande importanza storica contenuto all’ interno della Villa, con il suo vialetto alberato e il grande scalone che introduce all’ ingresso del Casino stesso.

Vivere i suoi ambienti, ricostruire anche se con l’ immaginazione la sua quotidianità dai Torlonia a Mussolini ci aiuterà ad apprezzare maggiormente questo bellissimo gioiello di Roma.

Stanze affrescate, camere ispirate a poeti e artisti, la grande sala da ballo, la camera egizia qui tutto è un sogno.

Godiamoci alcuni momenti di questo nostro ultimo incontro sperando di rivedervi al più presto!

Un caro e affettuoso saluto a tutti voi …

Alessandro.

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ROMA PARIGI 60 ANNI di GEMELLAGGIO

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Il tricolore italiano e quello francese risplendono nella notte per celebrare i 60 anni del gemellaggio tra Roma e Parigi: illuminazioni artistiche con i colori delle due bandiere hanno brillato su tutti i palazzi del Campidoglio (Palazzo Senatorio, Palazzo dei Conservatori e Palazzo Nuovo) e su Ponte Sant’Angelo. Luci in progressione, poi, con i nuovi impianti a led su tutti gli altri 15 ponti sul Tevere, grazie al progetto di illuminazione promosso dall’Acea che si inaugura proprio stasera. E ancora, dalla Terrazza del Pincio fasci di luce hanno illuminato il cielo di Roma e la Fontana di Piazza del Popolo si è accesa con i colori delle due nazioni! Ecco alcuni scatti che abbiamo raccolto per voi !

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